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Facebook salva i giornali

Chris Hughes compra "The New Republic"

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Facebook salva i giornali
Chris Hughes, 28enne co-fondatore e già portavoce di una cosa chiamata Facebook, ha rilevato due giorni fa la quota di maggioranza di "The New Republic", un bimestrale di sinistra americano ( qui il sito). La notizia, ormai non fresca, ha almeno due ottimi punti di interesse. Il primo è una curiosa inversione nel movimento apparentemente inarrestabile che va dalla carta verso i social network. Se uno degli uomini che ha creato il gigante la cui quotazione in Borsa ha fatto discutere per settimane si mette a investire su una rivista come TNR, cosa significa? E' solo un giocattolo con cui darsi arie da intellettuali? Sarà un catalizzatore per eliminare la carta e trasferire su tablet l'intera platea (comunque molto di nicchia) dei lettori? Può diventare viatico di un modello di business (per ora Hughes ha detto che "il profitto non conta")? E' un'ipotesi pensabile anche in Italia? Il secondo motivo di interesse emerge, più che da questo articolo del New Yorker che informa i lettori dell'arrivo del giovane "salvatore", dai suoi commenti. Coi debiti distinguo, ripresenta tutte le frizioni ideologiche di un miliardario che caccia i soldi per continuare pubblicazioni di sinistra. Hughes presenta una continuità ideologica con la testata (è stato il creatore di my.barackobama.com), però leggendo i commenti (specie il terzo) in calce alla notizia pare di vedere una scena non troppo dissimile a quella raccontata su "Libero" da Giampaolo Pansa, dopo la chiusura del cosiddetto Lodo Ciarrapico ( qui l'articolo completo): 
Del resto, anche Scalfari, in gioventù, era stato fascista. Caracciolo, invece, aveva fatto il partigiano. Ma a guerra conclusa con la spartizione fra l'Ingegnere e il Cavaliere, disse al comitato di redazione dell'"Espresso": «Se fossi in voi farei una colletta e ordinerei una lapide da mettere all'ingresso del giornale. Con la scritta: a Giuseppe Ciarrapico, il Cdr riconoscente». 
UPDATE: A proposito, questa è la copertina del prossimo numero del mensile IL (Sole 24 Ore). Il soggetto del titolo è la stampa...

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Martino Cervo

Martino Cervo

Martino Cervo, 30 anni, è caporedattore centrale di Libero dove lavora da quando lavora. Qui si occupa di racconti ameni e no, come diceva Guareschi, cui indegnamente si ispira. Co-autore di un libercolo su Obama, è su Twitter. Ma non sporca.

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