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La paga che non c'è

Riapre il Parlamento della Padania: a Vicenza si è riparlato anche delle buste paga territoriali

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La paga che non c'è
In principio, fu il federalismo di Gianfranco Miglio. Poi, in ordine sparso, ecco le province autonome. La secessione. La devolution. Il federalismo fiscale. Oggi spuntano le macroregioni. Si ammette che, in anni di governo a Roma, la situazione è cambiata poco o nulla. Umberto Bossi, tornato all’opposizione, prova ad alzare i toni. E lancia l’ennesima sfida. Dal Parlamento della Padania rimbombano vecchie parole d’ordine, anche se la manovra finanziaria s’è presa le prime pagine. A Vicenza, puntuale come una sviolinata a Monti, s’è riparlato anche delle buste paga territoriali. La sindacalista padana, Rosi Mauro, ne fa una questione di vita o di morte. Le invoca in ogni comizio. Domanda. Quante volte l’argomento è finito nelle cene di Arcore? E in consiglio dei ministri? E in commissione? Il Cavaliere cosa diceva? Perché non sono all’orizzonte? Sembrano confinate nel libro dei sogni. Anche più del federalismo.

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Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?

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