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Per salvare il Paese servono (anche) le escort

proposta e polemica

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
Per salvare il Paese servono (anche) le escort
L’Italia sta andando a mignotte. Se ci andasse nel vero senso della parola, forse avrebbe qualche speranza in più di salvarsi senza stressare ancora i contribuenti. Magari esageriamo, ma la regolarizzazione della prostituzione (come avviene in altri paesi civili come la Svizzera o la Germania) permetterebbe allo Stato di intascare quattrini facili, che adesso circolano rigorosamente in nero. Il tutto senza dimenticare le ragazze ridotte in schiavitù in strada e bla bla bla. Il governo Berlusconi aveva provato a regolarizzare il fenomeno: nel 2008 ne aveva parlato in consiglio dei ministri Mara Carfagna. La Lega si disse d’accordo. Poi la faccenda, probabilmente anche per le resistenze dei cattolici, rimase nel cassetto. Più recentemente, quando il Cavaliere si lambiccava per recuperare soldi senza frugare nelle tasche degli italiani, il padano Matteo Salvini aveva rilanciato il progetto. Ora. Visto che si fa un gran parlare di Ici alla Chiesa, un governo tecnico potrebbe fregarsene di tutto e tutti e scegliere di riaprire le case chiuse anche in Italia. Il Vaticano non ne sarà contento, ma cercheremo di farcene una ragione. Qualcosa ci dice che sarebbe un provvedimento più popolare rispetto alla riforma delle pensioni o alla mitragliata di nuove imposte. Soprattutto, sarebbe un provvedimento di civiltà. Toglierebbe gran parte di prostitute dalla strada. Garantirebbe controlli sanitari. Colpirebbe gli sfruttatori e la malavita. Permetterebbe allo Stato di intascare soldi. Pagare per far sesso mette i brividi? Il dato oggettivo è che quello della prostituta è il mestiere più antico del mondo. Anche la classe politica italiana ha dimostrato di apprezzare certe professioniste: va ricordata la storiaccia in cui incappò l’ormai ex centrista Cosimo Mele. Lo stesso Cavaliere, com’è noto, è sensibilissimo al tema. Anche se ha dichiarato di aver pagato una ragazza “per non farla prostituire”. Essendo un provvedimento logico, temiamo che l’esecutivo Monti non legalizzerà le case chiuse. Festeggeranno i moralisti duri e puri. E gli oculisti.

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Commenti all'articolo

  • highlander5649

    24 Dicembre 2011 - 13:01

    sono più serie di certi politici e di certi bacchettoni cattolici che predicano la morte dell'anima e poi sono porci e pedofili..nell'espletamento della mia professione di consuilenza lavoro, ho avuto un caso umano apparentemente banale ma che la dice lunga sul falso buonismo e sulla falsa moralità di certi cattolici praticanti..una donna cattolica con due ìfigli da mantenere e mandare a scuola . marito ubriacone e sfaccendato cronic. ha trovato lavoro in un bar mezza giornata e per arrotobndare che fa? organizza spettacolini piccanti in una sala riservata. i clienti sono aumentati ,ed anche la sua paga per fortuna. ma il rischio di essere scoperti è alto. questo significa che anche la parte femminile più ambita è un fattore di *rilancio dell'economia. certo che se si togliessero le prostitute dalle strada , regolariizandole e regolamentando il settore vi sarebbe meno criminalità meno sfruttamento siamo in italia, nun s'ha da fa'!

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  • curatola

    19 Dicembre 2011 - 17:05

    il vero motivo di questa acrimonia femminile contro le escort é dovuta alla mancanza di una distinzione netta fraloro e "quelle" ,una demarcazione sempre più tenue e senza soluzione di continuità. Valorizzare il fisico specie se dotato é una tentazione difficile da reprimere specie se innocente. Per questo viviamo una situazione confusionale per le donne che vorrebbero una certificazione distintiva. Per noi maschietti é solo una questione di lana..caprina.

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  • charmant2

    14 Dicembre 2011 - 10:10

    Le Farmacie,per chi è privo della vista,oltre ai farmaci,vendono di tutto. I prodotti di bellezza,sono tra i più venduti per la semplice ragione che la sola insegna: FARMACIA, è sinonimo di sicurezza e salute. Vendono anche pantofole perchè anche queste,uscendo da una farmacia,sono garantite e,magari,guariscono addirittura qualche malformazione all'alluce od alla pianta del piede. Ma vendono anche prodotti per la prima infanzia che,comprati in farmacia,per suggestione logica,sono i più sicuri. L'elenco noioso,potrebbe ancora continuare perchè non del tutto esaurito,elenco che starebbe a dimostrare con chiarezza,anche ai più increduli recalcitranti,che la Farmacie sono nè più nè meno,dei negozi di concorrenza sleale per un numero infiniti di prodotti che,venduti altrove ,non hanno tanta fortuna nella vendita. Perciò,senza remora alcuna,il Governo deve liberalizzare le Farmacie con i dovuti distinguo.

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  • charmant2

    14 Dicembre 2011 - 09:09

    Le prostitute sono lavoratrici come chiunque e non vanno lasciate allo sbaraglio. Vanno organizzate e tolte dalla strada perchè sono lo scandalo di una intera nazione. Si vorrebbe sapere che cosa ne pensa il Vaticano che,alla stregua degli struzzi,mette la testa sotto alla sabbia. Orribile sentimento è l'ipocrisia e pertanto basta una volta per sempre. Allo stato delle cose,tutto è stato tassato a cominciare dai disgraziati pensionati delle ridicole 450 euro mensili. E perchè allora non tassare le lavoratrici del sesso che,tolte dalla strada e lasciatele libere di organizzarsi come qualunque formazione di lavoratori,sanitariamente controllate e fiscalmente,non sarebbero la vergogna di tutti gli ipocriti ed apporterebbero linfa alle casse di uno stato che da sempre pesca nelle tasche di tutti. Apriamo gli occhi,pertanto e non facciamoci sfuggire questa ultima occasione: quella di tassare le lavoratrici del sesso: coloro che di denaro ne rastrellano tanto.

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