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Reguzzoni e il Trota: Bossi delude Maroni

la lotta interna

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
Reguzzoni e il Trota: Bossi delude Maroni
Giorni (ancora) agitati in casa Lega. Prima di Natale Roberto Maroni e Marco Reguzzoni hanno polemizzato ferocemente sul futuro capogruppo alla Camera. In sostanza, l’ex ministro ha ricordato che il 31 dicembre scade il mandato di Reguzzoni. Il quale ha risposto che Bobo deve rassegnarsi, perché il capogruppo resterà lui. Ne abbiamo già scritto su Libero e vogliamo aggiungere un paio di cosucce pure su Padanians. Maroni s’è ormai convinto di doversi occupare degli equilibri interni. Il cerchio magico, ovvero i dirigenti più vicini alla famiglia del Senatur, vedono le sue manovre come il fumo negli occhi e lo accusano di voler indebolire la leadership di Bossi. Peraltro, Maroni ripete a destra e sinistra che farà di tutto per correggere la rotta del Carroccio (che secondo lui deve smarcarsi da Berlusconi e pensare alla conquista della Lombardia e alla valorizzazione dei sindaci) ma non intende in alcun modo dare dei dispiaceri all’amico Umberto. Il quale, sotto sotto, per il futuro pensa davvero di affidare il partito al figlio Renzo. Si dice che Maroni abbia rotto gli indugi dopo essere stato martellato da alcuni fedelissimi, che l’hanno portato in giro facendogli incontrare i militanti a colpi di cene. Ora. Cosa succederà da gennaio? Molto dipenderà dal governo Monti, perché in caso di urne anticipate nessun leghista avrà voglia di presentarsi in campagna elettorale con un movimento lacerato. Non solo. Chi dava per morto Reguzzoni, sicuro che Maroni ne avrebbe preso il posto in un amen, forse oggi ha meno certezze. L’attuale capogruppo è sgradito a parecchi deputati, ma ha dalla sua il sostegno di Bossi, della moglie del leader Manuela Marrone e di Renzo. In questo clima incerto e agitato, dietro le quinte girano veleni a raffica. Le due fazioni si danno battaglia anche a colpi di dossier che finiscono nelle redazioni. E c’è chi giura che all’inizio dell’anno ci saranno dei fuochi d’artificio. Si parla di problemi giudiziari per Tizio e per Caio. Solo voci, per il momento. Ma che confermano l’altissima tensione.
Ps: da stasera, martedì 27 dicembre, fino a giovedì 29, ad Albino (Bergamo) va in scena la Bèrghem Frècc. Gran finale con Bossi, Maroni e Calderoli.

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Commenti all'articolo

  • marioantoniopd

    08 Gennaio 2012 - 16:04

    Reguzzoni commissaria le sezioni pur di non far votare i tesserati:troppap paura di sentire voci discordanti dalla linea Bossi vedi cosa succede Padova ma nessuno ne parla si vergogni lui e Umberto

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