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Nasce su internet il quotidiano dei leghisti delusi

è l'indipendenza

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
Nasce su internet il quotidiano dei leghisti delusi
L’appuntamento è per domenica 8 gennaio. Esattamente 15 anni dopo l’uscita del primo numero de la Padania, inizierà la pubblicazione un nuovo quotidiano, l’Indipendenza. Si tratta di giornale solo online: www.lindipendenza.com. Sarà diretto da Gianluca Marchi, che è stato il primo direttore de la Padania nonché ex penna di Libero. A capo della redazione c’è il bergamasco Leonardo Facco, che ha lavorato per il foglio di via Bellerio e recentemente ha scritto "Umberto Magno", un libro-inchiesta sulla Lega e il suo leader. L’Indipendenza, fanno sapere dalla redazione, «sarà apartitico, svincolato dal sistema giornalistico tenuto in pugno da Fnsi e ordine dei giornalisti e liberale». Il direttore Marchi aggiunge: «Dovrà funzionare grazie a sottoscrizioni e pubblicità». A proposito di giornali padani. Quello ufficiale della Lega, come già scritto su Libero e su questo blog, è da alcuni giorni diretto da Stefania Piazzo, che ha raccolto il testimone da Leonardo Boriani.

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Commenti all'articolo

  • ambrogio.brambilla

    09 Gennaio 2012 - 21:09

    Veda, il problma sta nella necessità per costituire alternative, che i"delusi" di propongano alternative e dimostrino e che funzionino! Non mi sembra questo il caso, sorry! La sensazione, leggendo i suoi articoli o spunti di discussione, è la medesima che se ne ricava dai discorsi di una moglie abbandonata: solo rancore e rabbia impotente.

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