Cerca

Lettera aperta di Oneto: «Bossi, batti un colpo e fai pulizia»

la lettera aperta che Oneto scrive al Senatur

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
Lettera aperta di Oneto: «Bossi, batti un colpo e fai pulizia»
Riportiamo di seguito la lettera aperta che Gilberto Oneto ha scritto al segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, e pubblicata a pagina 3 di Libero nell’edizione del 10 gennaio 2012.

Caro Segretario,
sono un vecchio militante deluso e preoccupato, uno che aveva preso la tessera della Lega nel lontano 1986 e per più di 20 anni ne ha condiviso tutte le battaglie. Me ne sono allontanato  quando certi maneggi mi hanno convinto che l’aria era cambiata, che il movimento un po’ squinternato ma idealista, pulito e generoso di un tempo si era trasformato ai suoi vertici in qualcosa che somigliava troppo alla peggiore Dc, quella dorotea e trusona.
Mi sono rassegnato pensando che fosse un inevitabile esito genetico: in cinque lustri tutti i grandi movimenti della storia hanno concluso la loro vitale parabola. Ma tutti hanno ottenuto qualcosa e lasciato il segno: la Lega ha solo sistemato un po’ di famigli, e neppure fra i migliori. Risultati politici: nisba!
Non ho però mai smesso di essere leghista dentro ed è anche per questo che le ultime vicende mi fanno ancor più male, perché esse non stanno trascinando nel fango solo la dirigenza (cosa che credo addolori nessuno), ma anche l’immagine del partito, il significato degli obiettivi, l’impegno e gli ideali dei militanti.
Sapere di assegni, conti all’estero, svolazzi di milionate avvilisce  chi ha dato tempo, fatica e denaro, chi ha dovuto fare gazebate e vendere gadgets per pagare l’affitto della più modesta delle sedi. Si è sempre fatto fatica. Se oggi ci sono tanti soldi perché non vengono rimborsati i militanti che hanno finanziato la Credieuronord?  Se ci sono tanti soldi perché non si pagano gli stipendi ai giornalisti del quotidiano del partito? Se ci sono tanti soldi perché non vengono spesi per iniziative coerenti con gli obiettivi politici? 
Ci si riempie la bocca del nome di Miglio ma tempo fa non si sono acquistati suoi libri per mancanza  di fondi. Insomma chi si è fatto un mazzo così per tirare su quattro soldi (te li ricordi i famosi 200 milioni raccolti fra i militanti in una damigiana di vetro?) fa solo bene a incazzarsi  sapendo di  assegni di Forza Italia, di investimenti in paradisi fiscali. A Cipro, in Tanzania?  Forse Belsito, per vocazioni latitudinali, ha confuso i posti? La cosa avrebbe ispirato a Giovannino Guareschi uno dei suoi micidiali: «Contrordine compagni!:  la frase “Bisogna investire nella Tanzania” va così interpretata “Investire nella Padania”». Troppo tardi per accorgersi che l’ex sottosegretario ha tre narici e conseguente robusto fiuto per gli affari.
Oggi si vive una situazione drammatica e Dio solo sa quanto ci vorrebbe una Lega forte e sana a fare opposizione. Invece il partito rischia di arrivare a un punto di non ritorno di credibilità.
Se ci sei batti un colpo! Domani potrebbe essere troppo tardi.
Ma temo che tu non ci sia più. Temo che tu sia solo il simulacro di un uomo palluto, portato in giro da una comitiva in cui scarseggiano i  padani ma abbondano i maneggioni.  Il Bossi di un tempo avrebbe rovesciato il tavolo e li avrebbe presi tutti a scarpate nel didietro. Ora è impossibile: la malattia ti ha indebolito, metà sono tuoi famigliari e gli altri te li sei cercati uno per uno in una selezione alla rovescia nella quale non hai evidentemente consultato neppure Lombroso.
Se il colpo non puoi più batterlo, abbi almeno la forza di farti da parte con dignità. Non lasciare che una storia personale criticabile ma non priva di una sua corrusca dignità possa finire come quella di un Marcos qualsiasi, la cui moglie collezionava scarpe e nascondeva soldi all’estero. 
Se ci sei, batti un colpo! O almeno lascia che qualcuno, se è in grado di farlo,  lo faccia!

GILBERTO ONETO

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ambrogio.brambilla

    11 Gennaio 2012 - 15:03

    Anche mia moglie ed io eravamo militanti della Lega, purtroppo solo dall''89 al '97. Conserviamo le tessere. I nostri figli hanno poi militato dal '95 al '97. Tutti noi , pur non avendo rivestito come Lei, Oneto, ruoli di prestigio, abbiamo svolto modestamente ma con coscenza, il nostro lavoro di combattenti per la liberta. Poi, nel '97, allorchè la Lega ritenne esaurita, a seguito del cambiamento della situazione internazionale, la prospettiva secessionista uscimmo dal movimento. Ciò non in polemica con quanto la Lega riteneva essere la tattica da perseguire: Solo non ci ritenevamo adeguati a ruoli di amministaratori e mediatori .Mai comunque abbiamo pensato che la Lega potesse operare contro l'interesse del Nord e di quella nazione che poi fu chiamata Padania! Non tutte le persone vanno bene in ogno situazione. Ora se servisse siamo pronti di nuovo a fare quanto siamo capaci di fare. Ma da militanti rivoluzionari, non da pretesi capi mancati! Un saluto. (Miglio lo abbiamo letto).

    Report

    Rispondi

  • denise76

    11 Gennaio 2012 - 00:12

    Da quando voto ho sempre messo la croce su Alberto Da Giussano, senza mai alcun ripensamento, orgogliosa del mio voto. Ritenevo la Lega un “partito” diverso, un vero e proprio movimento che rappresentasse il mio pensiero, ovviamente non completamente privo di difetti, li hanno tutti, anche i nostri partner e li sposiamo lo stesso, figuriamoci se possiamo pretendere di trovare il rappresentante perfetto. Tra i “difetti” però non c’è mai stata l’ombra della malafede, dello scopo di lucro. Visti gli avvenimenti di questi giorni spero che Bossi, grandissimo uomo politico, ritorni in sé e con la lungimiranza che l’ha sempre distinto, proceda con la cerimonia d’investitura di un successore. Non c’è altra soluzione. Ovviamente il futuro leader dovrà essere di indubbia ONESTA’, niente conta di più per essere credibile al popolo leghista, che non è cosi becero come a molti fa’ comodo far credere. Spero che il nuovo anno ci rammenti le origini e più di tutto l'obbiettivo: l'INDIPENDENZA.

    Report

    Rispondi

blog