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S'accende la sfida per guidare la Lega in Lombardia

il futuro del carroccio

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
S'accende la sfida per guidare la Lega in Lombardia
C’è attesa per il vertice della Lega Lombarda di venerdì 3 febbraio in via Bellerio. Sul tavolo c’è la faccenda del congresso, e i maroniani spingono affinché il leader regionale (che i lumbard chiamano nazionale) Giancarlo Giorgetti scelga una data a marzo, sull’esempio del piemontese Roberto Cota. Ben prima del termine ultimo (giugno) stabilito dal consiglio federale di domenica 22 gennaio.
La poltrona di Giorgetti è ambitissima. Marco Reguzzoni, ex capogruppo alla Camera, vorrebbe sfilargliela da tempo. Tra i fedelissimi dell’ex ministro dell’Interno, invece, girano i soliti nomi di Matteo Salvini e Giacomo Stucchi più Andrea Gibelli (che è in ottimi rapporti con Roberto Calderoli). Giorgetti è stufo marcio e da tempo giura di voler mollare tutto. In più, ha preso male le polemiche seguite alla decisione del Senatur (che lui ha dovuto comunicare ai segretari provinciali) di bloccare i comizi di Maroni in Lombardia. Indicazione poi rimangiata dal leader, che ha negato tutto.
Al massimo, Giorgetti potrebbe decidere di fare il presidente della Lega Lombarda, che attualmente è Roberto Castelli. Regolamento alla mano, presidente e segretario nazionale non possono essere della stessa provincia. Esempio: il lecchese Castelli non è incompatibile col varesino Giorgetti. Ma la presenza di quest’ultimo rischierebbe di mettere fuorigioco Reguzzoni che è di Busto Arsizio. In via Bellerio sbuffano: macché, nel caso ci sarebbero deroghe. Come dire che non ci sono problemi insuperabili.
Reguzzoni, dopo essere stato sostituito a Montecitorio dal trevigiano Giampaolo Dozzo, sta affilando le armi per preparare la riscossa. Ai primi di marzo, hanno rivelato i quotidiani locali, ha deciso una convention nella sua Busto Arsizio. Una risposta, notano i maliziosi, al bagno di folla organizzato a metà gennaio da Maroni in quel di Varese. La battaglia per il comando della Lega Lombarda è appena cominciata…

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