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Lega Lombarda, il Senatur pensa a Gibelli

lo scenario

Matteo Pandini

Matteo Pandini

Nato a Lecco ma cresciuto a Bergamo, ho lavorato anche per il Giorno, E Polis e altri quotidiani e agenzie varie. Vivo tra Milano e le Orobie. A Libero mi occupo prevalentemente di politica, in particolare di Lega Nord e argomenti simili. Mi vanto di lavorare con Alessandro Giorgiutti e con il grafico Ciro Iafelice. Sono interista-integralista. Stimo moltissimo anche i colleghi del sito Claudio Brigliadori e Andrea Tempestini, sotto la cui dettatura sto scrivendo il mio curriculum per la quinta volta (prima non gli andava bene perché non li avevo citati). Ora posso riavere la mia merendina?
Lega Lombarda, il Senatur pensa a Gibelli
Umberto Bossi pensa ad Andrea Gibelli (nella foto con Calderoli e Maroni) per sostituire Giancarlo Giorgetti al timone della Lega Lombarda. Il Carroccio andrà a congresso l’1, 2 e 3 giugno prossimi e il vicegovernatore del Pirellone (già capogruppo alla Camera) potrebbe essere il nome giusto per evitare spargimenti di sangue tra maroniani e cerchio magico, visto che è etichettato come uomo super partes o, al massimo, vicino a Roberto Calderoli. Fatto sta che, al di là delle rilevantissime indicazioni di Bossi, gli altri nomi in campo restano caldissimi. Tra tutti spicca quello di Matteo Salvini, europarlamentare e gettonato volto televisivo dei padani. Il problema è che Bossi non ne sarebbe entusiasta, soprattutto perché l’esponente dei lumbard milanesi è un fedelissimo dell’ex ministro dell’Interno. Non vanno dimenticate altre possibilità, come il bergamasco Giacomo Stucchi o il mantovano Gianni Fava. Entrambi maroniani ma apprezzati anche dal leader. Sul fronte cerchio magico gira sempre il nome di Marco Reguzzoni (che però smentisce) e, ultimamente, anche quello del presidente della Provincia di Brescia Daniele Molgora, che aveva fatto ricorso contro i tagli ai vitalizi parlamentari e poi ha fatto marcia indietro per il pressing del movimento. Giorgetti, invece, potrebbe diventare presidente della Lega Lombarda. Maroni tace ma dietro le quinte osserva con attenzione. Al momento non ha dato indicazioni. E pubblicamente sta ripetendo quello che dice in privato: al congresso conteranno i voti. Al di là delle preferenze dei leader, questa volta vincerà chi ha più seguito nella base.

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