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un figlio nel carrello

ci hanno tolto anche la recita di natale

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un figlio nel carrello

Recita di Natale al nido. Arriviamo con dieci minuti di anticipo perché il ritardo non è tollerato. Portiamo il pandoro Bauli, il panettone senza canditi e anche una scatola di cioccolatini che sarà pure veleno per i bimbi ma con le maestre funziona e aiuta a essere più gentili. Poi aspettiamo che il piccolo Pietro smetta il suo pianto isterico, che "Crudelia mammond"  sistemi il tacco tredici nei sovrascarpe di plastica blu e che le angeliche nonnine finiscano di cinguettare davanti agli armadietti dei bimbi. E finalmente ci accomodiamo nella sala grande delle occasioni importanti. Ci hanno detto "vestiteli di rosso, è una sorpresa".... e ancora sudo al pensiero di tutti i vestiti bianchi messi da parte da quando il Natale scorso ci dissero che li volevano candidi come la neve. E ancora sudo al pensiero  dei cento negozi girati per trovare le calze a maglia rosse che ovviamente non ho trovato perché quest’anno va di moda il rosa, in tutte le sue declinazioni. Ma che importa la fatica se è il prezzo da pagare per la recita di un figlio? Appunto la recita. La maestra Rottenmaier si mette in posizione yoga e comincia a manovrare un giradischi scassato mentre sospira "ah potenti mezzi del nido" e tu vorresti tanto risponderle "scusami, e i  500 e passa euro di retta mensile che ti pago?" Non ti abbassi a mercanteggiare e attendi gli eventi. La direttrice e la figlioletta di 8 anni leggono una lettera a Babbo Natale dei primi dell'800, noioso deja vu degli elenchi dei desideri di Fazio e Saviano in tv. Per fortuna la letterina è breve, la cantilena smette. Si abbassano le luci, i papà afferrano le macchine fotografiche, le mamme i fazzoletti, c'è la canzone di Natale delle pubblicità e il faro della maestra Rottenmeier  puntato sulla porta del nido. Arrivano i bimbi.Uno, due, tre, quattro. Tutti stralunati e irrimediabilmente infilati in grossi, freddi e metallici carrelli dell'Esselunga. Ma perchè i carrelli dell'Esselunga? Non si scomodano di solito presepi, madonnine e angioletti? Non si inscenano cori e balletti?Non si canta "Tu scendi dalle stelle"? O un fac-simile qualunque? Non riesco a commuovermi e  neanche a innevosirmi. Non so se mi danno più fastidio i carrelli dell'Esselunga prestati alla recita di Natale o le mamme che si sperticano in incomprensibili applausi ai piccoli. Afferro mia figlia e la festeggio come posso. Sapete una cosa? Ho cominicato a sentire parlare della recita di Natale il 6 settembre 2011. Il 3 ottobre la prima mamma si è palesata in aula con una pallina di Natale composta da un bicchierino di carta pucciato nelle Morositas alla liquirizia. Il 3 novembre si è riunito il comitato operativo della festa al grido "chi prima arriva è a metà dell'opera". Lo chiamavano l'evento di Natale, neppure la Festa, l'evento. Ecco io allora mi domando e dico: come è stato possibile buttare tutto in un freddo, anonimo carrello della spesa? Che sia il "rigor montis" applicato alla scuola? E adesso per favore raccontatemi la vostra recita....

 

 


 

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Simona Bertuzzi

Simona Bertuzzi

Cronista, ho sempre pensato ai figli come un ingombrante accessorio della vita adulta. Poi ho conosciuto Viola e mi sono innamorata. Amo viola, le gerbere, il mio lavoro, le mamme in bilico e i papà pasticcioni. Odio le "dolci attese", "l'orologio biologico" e "i corsi preparto". Questo blog racconterà storie, attimi e follie delle famiglie di oggi. Ma non sarà un blog per mamme perché non si dica "cazzo non si parla mai dei papà...".

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