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Miss Italia, Striscia, L'Espresso: questione di donne (e soldi)

Il concorso lascia Salsomaggiore. E Antonio Ricci...

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Miss Italia, Striscia, L'Espresso: questione di donne (e soldi)
Vuoi mettere un asilo nido con un concorso di bellezza? In tempi di crisi nessuno privilegia le sfilate in bikini alla soluzione delle liste d’attesa per i pupi. E, infatti, Massimo Tedeschi, sindaco Pd di Salsomaggiore ha motivato con la mancanza di soldi nelle casse comunali l’improvviso divorzio tra il suo Comune e Miss Italia: "Non posso tagliare un nido per fare le finali del concorso. Non ci sono soldi". Divorzio consensuale, fanno sapere gli organizzatori dello storico appuntamento che ogni settembre incorona la reginetta dell’italica bellezza: 71 edizioni di cui 41 nella cittadina termale in provincia di Parma. Un evento cult, conosciuto in tutto il mondo. In più, ospitare il carrozzone della rassegna, se da una parte è una spesa per le casse cittadine (circa 600mila euro), dall’altra è un vantaggio, riscontrabile in pubblicità, servizi e turismo. Strano che in tutti questi anni il Comune non abbia saputo beneficiare dal super evento trasmesso in pompa magna su Raiuno e ora canti miseria, tirando in ballo i soldi per il sociale.  Il contratto, triennale, tra Salsomaggiore e la Miren (società che organizza per conto di Patrizia Mirigliani) era già stato firmato fino al 2012.
L’ipotesi è che adesso le finali di Miss Italia si svolgano direttamente a Roma. Tanto più che da quest’anno s’inaugura Miss Italia sport: selezioni pure in piscina e sulle piste di atletica, ma niente di gonfiato, "vogliamo solo donne sane", è il diktat di Mirigliani. La novità del 2011, quindi, è che Miss Italia si mette la tuta da ginnastica e molla Salso (e viceversa). Problemi finanziari destinati a diventare perfino politici. I cittadini mugugnano e dopo quarant’anni di sfilate “in casa” si dovranno accontentare di vedersele in tv. Amen.  
Ma c’è dell’altro, ragazze. Striscia la Notizia, il tg satirico di Canale 5, è a una svolta clamorosa: niente più Veline nel cast se la Rai toglierà dal proprio palinsesto le finali di Miss Italia, "programma dove la donna per antonomasia è militarizzata", dice Antonio Ricci, "e se il gruppo editoriale L’Espresso rinuncia alle sue veline", cioè il settimanale D-La Repubblica delle donne e il mensile Velvet, dove "la dignità delle donne è ridotta da sempre ad attaccapanni".  Colpa della "macchina del fango", provoca Striscia, che ancora una volta ha colpito Costanza e Federica, le due attuali veline. Come dire: senti da che pulpito viene la predica...   

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Commenti all'articolo

  • salvo73

    17 Marzo 2011 - 15:03

    Direi alla giornalista e a Ricci di leggere D e Velvet, perchè i due magazine in questione, in modalità differenti, sono il luogo dove molte voci e molte esperienze proprio di emancipazione femminile trovano una loro visibilità. D sopratutto, è una miniera di idee in fermento provenienti da tutto il mondo. Non confondiamo il costume, la moda e tutto ciò che essi sottendono con la televisione e il velinume prezzolato diffuso ormai ovunque. Io sono un uomo e leggo e scopre cose interessanti su D.

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  • igna08

    16 Marzo 2011 - 10:10

    Ben detto : -senti da che pulpito viene la predica- proprio loro, i santoni del bon-ton .Naturalmente parlo di Repubblica Espresso. Bene ha fatto Antonio Ricci ad inserire anche la rai e il concorso di miss Italia .Se oscurantismo deve essere, ebbene deve essere per tutti .

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