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Le sorelle d'Italia che oggi non vengono ricordate

Da Maria Clotilde a Rosalia Montmasson: amore disperato ai tempi dell'Unità d'Italia

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Le sorelle d'Italia che oggi non vengono ricordate

Si parla tanto di Unità d'Italia, di padri fondatori. Di Camillo Benso conte di Cavour (che poi è morto a giugno del 1861), di Giuseppe Garibaldi, di Giuseppe Mazzini, di Vittorio Emanuele II. Donne zero. Il Risorgimento, in effetti, non fu femminista, anzi, pur con la valorizzazione della classe borghese la donna è rimasta sempre fissata nel suo ruolo subalterno.
C’è da meditare su ogni figura ma oggi me ne vengono in mente due che sono state importanti ma totalmente dimenticate ieri come oggi.
In casa Savoia la famiglia si arricchiva di un rampollo all’anno, tra legittimi ed illegittimi. La prima, Maria Clotilde, una bimba, è cresciuta bella e serena fino ai 16 anni, fiore della casa. Cavour, in quegli anni, stava creando la strategia dell’Unità e nei programma, incluse la giovinetta Maria Clotilde.
Per allearsi con il regno di Sardegna contro l’Austria, Napoleone III  ha voluto una parentela stretta, un matrimonio importante. Così a tavolino Maria Clotilde, sedicenne, fu promessa al nipote di Napoleone III, Girolamo. Che però era anziano, sgradevole ed altro, al punto che era soprannominato Plom-Plom. Maria Clotilde, allora, affrontò l’amatissimo padre da cui mai si sarebbe aspettata una simile azione e cercò di ribellarsi ma il genitore, diventato solo re, preferì ubbidire a Cavour che lo sferzava per la sua debolezza. Alla fine Maria Clotilde ubbidì e fu disperatamente infelice.
Altra storia vera. Rosalia Montmassonha amato Francesco Crispi più di stessa. Modesta di origine, lo ha seguito e servito sempre, anche quando fu imprigionato ed in povertà. Lo ha seguito alla spedizione dei Mille, vestita da uomo perché Garibaldi non voleva donne. Lo ha sposato a Malta, ma quando Crispi iniziò la sua carriera, Rosalia fu messa da parte, perché Crispi si era legato ad un’altra.
Il silenzio e la rassegnazione conobbe Rosalia ma, alla fine, la sua estrema indigenza venne fatta conoscere a Margherita, prima regina del Regno d’Italia che la salvò con una piccola pensione.
Che dire di queste donne? Che è giusto il trionfo del femminismo nel nostro secolo? Chi sono le vere sorelle d'Italia? Forse quelle che oggi non vengono neppure ricordate.  

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