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Sorelle d'Italia: la contessa di Castiglione - dalla "vulva d'oro" alla decadenza

Storia di Virginia Oldoini: trionfo e declino di una protagonista del Risorgimento

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Sorelle d'Italia: la contessa di Castiglione - dalla "vulva d'oro" alla decadenza

Nicchia incede maestosa. E' bellissima, intelligente, nobile ed importante per discendenza materna, paterna e per matrimonio.
A lei il compito di sedurre Napoleone III, per sensibilizzarlo alla causa italiana. Grande compito! La contessa di Castiglione è rimasta così nel ricordo della storia ufficiale e non. Perché Nicchia? L'ha soprannominata così Massimo D'Azeglio. E’ l’altra faccia  della donna del Risorgimento: la donna libera, sfrontata. Nasce dal matrimonio tra due famiglie potenti: Oldoini e Lamporecchi. A 17 anni sposa il conte Francesco Verasis di Castiglione, cugino di Cavour. E’ la bellezza pura, alta, perfetta nei lineamenti, dall’incarnato di rosa. Ha imparato da bambina a comandare.
In Piemonte, da sposa frequenta Cavour, forse anche intimamente, perché il marito, innamoratissimo, accetta la sua libertà per non perderla.
Virginia Oldoini non riesce a vivere nella dimensione della nobiltà terriera e, quando Cavour concepisce il piano dell’alleanza con la Francia per muovere guerra all’Austria, accetta di diventare pedina di quel grande gioco.
Cinico quale era, Cavour probabilmente prospetta alla donna il suo intervento  come un momento importantissimo del piano nazionale e lei, forse, si illude di poter giovare come nessun’altra alla causa, o forse non mente nemmeno e lei, desiderosa di nuove esperienze e di conquiste, accetta. A Parigi, alle feste di Palazzo reale è un trionfo: l’italienne è la più belle, la più elegante, la più ricercata. Memorabile la sua apparizione con un abito ricamato nei punti strategici, da vera regina di cuori.
Nicchia ha l’Europa ai suoi piedi.
A Plombieres, dove è invitata con la corte, una sera entra nella sua camera, da una porta laterale il piccolo imperatore. Dopo pochissimo tempo esce. Nicchia conserverà fino alla morte la camicia da notte verde. La relazione segue per qualche tempo e Virginia Oldoini è fiera del suo ruolo.
Poi tutto sfuma, passano gli anni, la bellezza viene meno. Virginia colleziona amicizie con cui cerca di tessere legami importanti per fare politica e soldi per le sue enormi spese.
A poco a poco viene lasciata sola, derisa ed offesa: “ la vulva d’oro” è in declino totale. Copre gli specchi di casa per non vedere riflessa la bellezza sfiorita. Viene sfrattata e muore nella solitudine più profonda. All’indomani del funerale, con grande sollievo dei parenti, vengono bruciate tutte le lettere ed i documenti compromettenti.  

 

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Commenti all'articolo

  • Lupetto99

    19 Marzo 2011 - 20:08

    Questa storia dovrebbe essere portata ad esempio a tutte le ragazzine che pensano che la loro femminilità le farà vivere negli agi per tutta la vita. La nomea di donna facile ha impedito a questa donna straodinaria di costruirsi una sua vita e una volta affievolita la sua bellezza è stata abbandonata da tutti ed esiliata come un' appestata. Meriterebbe un pò di rispetto almeno oggi.

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  • tony buatta

    19 Marzo 2011 - 19:07

    è il meglio che possiamo offrire!

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  • tony buatta

    19 Marzo 2011 - 19:07

    glieli diamo volentieri...

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