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Arriva dal Cile la nuova icona dei compagni

Camila è la giovane e bella leader del movimento studentesco in lotta contro il governo cileno: la nostra sinistra la adora già

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Arriva dal Cile la nuova icona dei compagni
In America Latina è già considerata l'erede del subcomandante Marcos. Capace di affascinare le masse come quando lui apparve sulla scena politica del Messico zapatista. Qualcuno si è spinto perfino a paragonarla al mitico e rivoluzionario "Che", ancora oggi osannato e stampato sulle T-shirt di mezzo mondo. In più, Camila Vallejo Dowling ha dalla sua un dono di natura: è femmina. Giovane, neanche 23 anni, bella e colta. Da mesi guida la rivolta degli indignados cileni: è a capo del movimento studentesco che la venera come una madonna contemporanea e segue ogni sua direttiva. Non è una questione solo da ragazzi, perché Camila, a differenza di altri giovani capetti nostrani con ambizioni da politicanti, è riuscita a mettere in pratica quello che grida al megafono: via il ministro dell'Istruzione cileno, Joaquin Lavin. Dimissioni irrevocabili a seguito della furia della bella pasionaria con il pearcing al naso. Altro che i nostri rottamatori o i boss dei collettivi in marcia contro la riforma dell'Università (approvata). Compagna Camila, eloquio fluido e sguardo da cerbiatta, è riuscita a piegare l'esecutivo all'acqua di rose del premier liberale Sebastián Piñera, se è vero che l'80 per cento degli impiegati pubblici del Paese ha aderito allo sciopero generale proclamato dal movimento studentesco. Comunista, figlia di comunisti. iscritta alla Federazione giovanile del Pc cileno, geografa, la ventenne è diventata un fenomeno mediatico, tanto popolare da guadagnarsi i servizi della Cnn e le copertine dei tabloid stranieri. Ha successo solo perché ha un viso da modella? Di sicuro la bellezza l'ha aiutata a farsi conoscere, ma sono le sue idee a crearle qualche problema. Minacce di morte e insulti, però, non la spaventano più di tanto: la nuova eroina della sinistra cilena si sente forte di un consenso che va oltre i confini del proprio Paese. Ovvio, che punti a un seggio in Parlamento e pure di più. Insomma, la destra cilena ha in questa 23enne da viso d'angelo la sua spina nel fianco. Ora che l'hanno scoperta anche alcuni giornali italiani (il Venerdì di Repubblica le ha dedicato la copertina di questa settimana) c'è da scommettere che la infileranno pure nei discorsi e nelle prossime manifestazioni di piazza. Peccato che alle ultime proteste, presente anche Camila, sia scappato il morto: un ragazzo di 16 anni ucciso negli scontri con le forze dell'ordine. E subito la "capetta" è salita in cattedra a prendersela con la polizia. Per noi, cioè per la nostra sinistra, niente di nuovo purtroppo.    

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Commenti all'articolo

  • modesta

    13 Settembre 2011 - 17:05

    vili servi di un padrone. che pena che mi fate!

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  • modesta

    13 Settembre 2011 - 17:05

    certo dalla sua parte politica le donne devo essere belle per compiacere i potenti, ma soprattutto poco intelligenti, così da non disturbare. invece di apprezzare il coraggio di una giovane donna capace di movimentare le folle, ma soprattutto di ottenere dei risultati che a noi sembrano solo utopia, lei si limita a notare la bellezza e far retorica spicciola. con queste premesse mai le donne si libereranno dal fardello di dover dimostrare mille volte di più di valere, ma soprattutto mai arriverà prima ciò che dicono e pensano, sempre solo il loro aspetto fisico. mi stupisco di lei.

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  • cavallotrotto

    10 Settembre 2011 - 15:03

    quando amnesty international ha avuto il coraggio di difendere giuliani , non mi meraviglio più di niente . il problema sapete qual'è ? Appena qualcuno li minaccerà sapete da chi correranno spaventati ? ecco esatto dalla polizia quella stessa che hanno insultato fino al giorno prima . Io li lascerei col culo per terra , al grido " arrangiatevi " sono in armonia con i tre postatori :

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  • calibio26

    04 Settembre 2011 - 16:04

    Avanti venghino signori più siete più bestie vedrete.

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