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Bondage per tutti - Questione di corde

Famolo strano, ma attenti al nodo

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Bondage per tutti - Questione di corde

Ammetto che ero curiosa. Ogni donna, in fondo, lo è. Il messaggio sul telefonino, poi, era invitante: ti aspetto domenica per l'evento LegARTI, dalle tre di pomeriggio in avanti. Ti farò vedere e toccare con mano cosa sia effettivamente il Bondage e come mai piaccia a così tante persone. Vado con un'amica, appuntamento in un loft con vista sui tetti di Roma, accanto a uno dei locali più conosciuti e trasgressivi della città, il Qube. Il nostro posto è a fianco, sembra uno studio di fotografia o una location da film americano degli anni '90, molto Mickey Rourke dei tempi d'oro, tutto sommato perfetta per l'evento. Al centro della sala un attrezzo da cui pende una corda che termina con un grosso cerchio di legno. La gente che c’è è già di per sé un mondo: molto dark, anzi Emo. Ragazze in tiro e maschi allupati. Si sta seduti su poltroncine di tessuto o materassi buttati a terra tipo branda. L’idea di Stefano Laforgia, guru del Bondage italiano, è molto semplice: fare capire che questo modo di trasgredire non è violento né pericoloso. E che la morte di quella ragazza, Paola, a settembre, è stata solo una tragica fatalità. 
Ieri, finalmente, ho capito. Il piacere si associa alla costrizione: più sei legata e più sei sottomessa. Di fronte a me c’erano addirittura un padre e una figlia, lui legava lei e intanto diceva che in casa loro è tutto normale, sua moglie è d’accordo. E poi un’altra coppia di Modena. Stanno insieme da tre anni, lui pratica da sette, lei ha 26 anni, quando si sono conosciuti gli ha confidato che le piacevano i corpetti stretti e a lui non è sembrato vero: ogni volta un nodo diverso. Di sopra, di sotto, con le mani dietro la schiena, la corda tra le cosce, a testa in giù, in ginocchio, di lato, con i baci, con delicatezza, perché tra loro c'è una relazione consolidata, <però mia madre all'inizio pensava fossi una pervertita>. E te credo, come dicono i romani.
Nel Bondage, questa è la verità, l'uomo fa tutto in funzione della donna, ogni nodo serve a dare piacere a lei. Io, però, l’ho trovata una verità scomodissima... Appese a una trave come prosciutti, immobilizzate, prese e tirate come cani al guinzaglio e più dici basta, più il partner insiste perché il sadomasochismo è una componente essenziale di questo tipo di sesso. Ma poi uno pensa: famolo strano, sì d’accordo, ma non con tutte 'ste corde! Mezz'ora per legare, tre minuti per sciogliere.  Troppa fatica…

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Commenti all'articolo

  • cavallotrotto

    07 Novembre 2011 - 17:05

    con tutti i miliardi che ha rubato non ha soldi ? mi auguro che borgonuovo stesse scherzando .

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  • cavallotrotto

    07 Novembre 2011 - 17:05

    cara giornalista , a quanto pare ti sollazzi. le donne che descrivi sono sempre oggetti , c'era bisogno di metterlo sul quotidiano ? e poi non lamentiamoci se i porci violentano le donne e le bambine

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