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Per Yara, Sarah, Melania, Elisa e tutte le altre

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: in Italia una su tre ne è vittima

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
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Penelope oggi si occupa di cose serie. Perché un blog di donne non può non ricordare che domani, 25 novembre, è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. E non basta un giorno solo per dire che troppe donne hanno subìto abusi e aggressioni, così come non serve a niente festeggiare l'8 marzo la festa della donna: tutte le amiche insieme a mangiare la pizza, le più trasgressive in qualche locale a godersi spogliarelli di fustacchioni tartarugati in perizoma e per tutte il fiore simbolo, la mimosa, palline gialle vendute agli angoli delle strade e ai semafori, se mai qualche marito si fosse dimenticato di passare dal fioraio. Violenza contro le donne, dicevamo, e i dati non sono per niente confortanti: in Italia una su tre tra i 16 e i 70 anni ne è stata vittima, magari da parte del partner. Circa sette milioni, secondo l'Istat, quelle che hanno subìto maltrattamenti fisici e sessuali. E ogni anno vengono uccise in media 100 donne dal consorte, dal fidanzato o da un ex. Su Raitre, al sabato sera, va in onda un programma angosciante eppure fatto di storie vere: ragazze, madri, mogli, ammazzate dal loro amore criminale. Qualcuno dice che mandare in onda questi docu-fiction così vicini alla realtà (con attori e attrici incredibilmente somiglianti ai protagonisti reali della tragedia) può fare male, può forse scatenare qualche pazzoide verso l'emulazione. Io penso di no. Non è un film, ma è vita vera. Massacri, a volte, sotto gli occhi dei figli. Nessuno dovrebbe volere copiare tanta brutalità. Qualcuno, semmai, deve chiedersi perché i colpevoli, spesso, escono di galera troppo presto.
Domani si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Da noi, in Italia, un anno fa (il 26 novembre) la piccola Yara di Brembate è uscita dalla palestra ed è stata ritrovata uccisa in un campo al freddo, a pochi chilometri da casa, esattamente tre mesi dopo il rapimento. Sarah Scazzi, la biondina di Avetrana, strangolata e buttata in un pozzo da chi conosceva bene: mostri ignoranti  che ancora adesso s'incolpano a vicenda, vanno in tv, ma non dicono una parola di verità. Come loro anche Melania Rea, tradita dal marito dongiovanni, sofferente, eppure convinta di salvare il proprio matrimonio per amore della figlia. E' stata ammazzata anche lei, con ferocia, e ritrovata in un bosco. Chi sa non parla.  Per Elisa Claps ci sono voluti 17 anni. Ma può essere una consolazione? No.   

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Commenti all'articolo

  • margy

    28 Novembre 2014 - 10:10

    E' bello dedicare una giornata dove si ricorda che, il problema della violenza sulle donne c'è e non si può far finta di non sapere..però non basta! E' lavorando giorno dopo giorno, che si puo' fare qualcosa di reale e, ci sono persone che lo fanno http://www.ultimenotizie.net/news/stefania-bigliardi-parte-donne-ogni-forma-violenza-0068743.html

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