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Le protesi (non) vanno di moda

Moda e sociale: Giada Curti lancia un messaggio a tutte le donne. Meglio un bustier che un seno rifatto con silicone avariato

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Le protesi (non) vanno di moda

L'anno scorso era stato il bacio lesbo, con Paola Concia e la compagna (poi diventata moglie) Ricarda in prima fila. Quest'anno è la volta delle protesi al seno, tema quanto mai attuale. L'Alta moda di Roma, cugina un po' snobbata dai cultori delle sfilate milanesi, fa parlare di sé anche per il messaggio sociale che trasmette. Prendiamo, ad esempio, Giada Curti, giovane stilista romana di haute coutoure con atelier a piazza di Spagna. L'altra sera ha presentato una collezione di venti abiti in un noto albergo della Capitale e poi, come piatto forte, ha mandato in passerella una statuaria modella di bianco vestita che teneva in mano un vassoio sul quale erano posizionate due protesi al seno come tante che si vedono in questi mesi per via dello scandalo della Pip, la ditta belga che usava silicone industriale. Il messaggio della Curti, che ha puntato molto sul corpetto e sul bustier per la primavera-estate 2012, è il seguente: <Attente alla protesi al seno, potete valorizzare il decolletè con un bel bustier». Tutta pubblicità per lei, certamente. Ma anche un messaggio che arriva alle ragazze in modo un po' provocatorio per dire che spesso è questione di abiti, più che di chirurgia. Il pubblico avrà capito di cosa si tratta? Non ha importanza perché  nell'apprendere dell'iniziativa alcune donne della politica hanno già apprezzato e hanno inviato alla stilista messaggi di consenso: dalla consigliera della Regione Lazio, Isabella Rauti, alle senatrici Maria Rizzotti e Donatella Poretti, fino alla vice presidente di AltaRoma Valeria Mangani.Omaggio dall'alta moda al seno naturale. Rifarselo, oggi, non va più di moda. Colpa delle protesi Pip.

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