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Addio alla signora Borsalino

Si è spenta a 96 anni Giovanna Usuelli, l'ultima della dinastia industriale del celebre cappello

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Addio alla signora Borsalino

E' morta l'altro giorno, a 96 anni Giovanna Raisini Usuelli. Il nome in apparenza non dice granché fuori dai confini piemontesi, ma la signora era moglie di Teresio Usuelli, cui toccò il compito di pilotare la ditta Borsalino, fondata nel 1857 in una bottega con dieci dipendenti. All'inizio si producevano dodici cappelli al giorno, poi nel Novecento con Teresio Borsalino si arrivò a 2 milioni all'anno. Erano gli anni dei film americani in bianco e nero, avere un cappello in testa cominciava a diventare sinonimo di classe ed eleganza, oltre che di benessere. Nel 1939 a Teresio Borsalino succede il nipote Teresio Usuelli, marito di Giovanna che guida l'azienda fino al 1979. Lei emiliana, di carattere fortissimo e senza peli sulla lingua, assistette al declino della tanto amata ditta, testimone degli episodi più drammatici nella vita di un’azienda che ha reso l'Italia grande nel mondo. Come quando ad uno sciopero dei dipendenti, Usuelli rispose con la serrata oppure quando, morto già il marito, la ditta fu chiusa e il terreno, centralissimo, fu ceduto insieme a tutti i capannoni dove un tempo avevano lavorato migliaia e migliaia di dipendenti. La città di Alessandria, con le sue componenti, non protestò troppo, solo alcuni operai salirono sulla ciminiera, la bella alta ciminiera, per non lasciarla abbattere. Senza risultato. Giovanna Usuelli abitava a 20 metri dalla fabbrica, (poi diventata sede dell'università cittadina), in una  villa con giardino ma senza sfarzo, la storia di una gloriosa epoca industriale e la caduta brillava nel suo sguardo ancora vivissimo.

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