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Suore, sindacati e articolo 18

A Grottaferrata le religiose hanno licenziato tre braccianti agricoli che hanno scioperato. La Cgil ha deciso di chiedere il reintegro

Brunella Bolloli

Brunella Bolloli

Alessandrina, vivo a Roma dal 2002. Ho cominciato a scrivere a 15 anni su giornali della mia città e, insieme a un gruppo di compagni di liceo, mi dilettavo di mondo giovanile alla radio. Dopo l'università tra Milano e la Francia e un master in Scienze Internazionali, sono capitata a Libero che aveva un anno di vita e cercava giovani un po' pazzi che volessero diventare giornalisti veri. Era il periodo del G8 di Genova, delle Torri Gemelle, della morte di Montanelli: tantissimo lavoro, ma senza fatica perché quando c'è la passione c'è tutto. Volevo fare l'inviata di Esteri, ma a Roma ho scoperto la cronaca cittadina, poi, soprattutto, la politica. Sul blog di Liberoquotidiano.it parlo delle donne di oggi, senza filtri.
Suore, sindacati e articolo 18

Monti non ha fatto neppure in tempo a presentare il nuovo testo dell'articolo 18, che a Grottaferrata la Cgil è già partita all'incasso. Lavoratori contro datori di lavoro, che in questo caso sono datrici un po' particolari: le suore dell'Istituto religioso Collegio missionario femminile S. Francesco d'Assisi del Comune dei Castelli romani. Insomma le pie donne avrebbero licenziato in tronco tre braccianti agricoli rei di avere scioperato distribuendo volantini in tutto il paese dopo avere saputo che la loro prestazione d'opera sugli oltre 14 ettari di terreno dell'Istituto non sarebbe continuata. Forse per motivi economici. Sarà per caso colpa dell'Imu introdotta da Monti anche per le proprietà religiose? Fatto sta che le suore, cioè, non intendono più pagare i tre braccianti e il 26 marzo hanno detto loro: a breve vi dovremo lasciare a casa. Cessata attività, arrivederci e grazie. I tre, per tutta risposta, hanno perso un giorno di lavoro per il volantinaggio di protesta e a quel punto la direzione dell'Istituto ha fatto recapitare nelle case un telegramma nel quale si comunicava il licenziamento a causa della cessazione attività.  E' insorta la Cgil: scandalo. <Leggiamo sempre più spesso della Cei in difesa dell'occupazione e invece il convento caccia le persone così. La nostra preoccupazione è per il futuro delle famiglie dei dipendenti licenziati e siamo perplessi sulla cessazione dell'attività agricola. Temiamo che entri in gioco un contoterzista o un latifondista>. Da qui, è partita la causa di lavoro per chiedere alle suore il reintegro dei tre in base all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. In caso contrario scatterebbe l'indennità. E intanto sabato prossimo prosegue il volantinaggio dei sindacati con i braccianti scaricati e i loro parenti. Prima di ricorrere al tribunale c'è pur sempre la conciliazione benedetta. E la pregherina delle consorelle a Monti: Mario nostro che sei a Palazzo Chigi, dacci oggi il nostro articolo 18 quotidiano...Anzi, no.

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Commenti all'articolo

  • grimoaldo

    07 Aprile 2012 - 09:09

    Sarebbe tanto facile: lasciare l'articolo 18 così come lo aveva inteso il governo, aggiungendo solo una postilla cioè che a ogni licenziamento per motivi economici scatti in automatico un approfondito accertamento fiscale sulla azienda. Tradotto: puoi licenziare se la tua azienda è a posto (sempre ammesso che il motivo economico sia reale e accertato). Scommettiamo che licenzieranno in pochissimi? So di aziende i cui proprietari piangono di continuo per il periodo nero, minacciano licenziamenti e nel frattempo frodano al fisco centinaia di migliaia di euro. A prima vista i bilanci darebbero loro ragione ma raschiando un pochino la superficie uscirebbe la verità. Non ci vuole molto...

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