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«Da miss a mamma obesa. E ora mi faccio l'Harem»

Dopo 15 anni di successi in tv, la maternità a 39 anni e una nuova vita: «Quante cattiverie: ero ingrassata di 20 kg, ma ora sono tornata come prima»

21 Marzo 2011

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«Da miss a mamma obesa.  E ora mi faccio l'Harem»
Bella, bellissima. Roberta Capua l’abbiamo conosciuta e ammirata quando è diventata Miss Italia (1986) ed è arrivata seconda a Miss Universo (1987), valletta sveglia, modella elegante, viso dolce e fisico da sballo. Bella, ma anche brava. Perché Roberta poi ha saputo conquistare gli italiani in tv, conduttrice ironica e preparata a fianco di Rispoli, Magalli, Timperi, Giurato e Maurizio Costanzo. Ora Roberta ha mollato tutto perché sta vivendo l’esperienza più bella della sua vita: tre anni fa è diventata mamma di Leonardo.



Roberta Capua, ma è in grande forma! Sì, insomma... hem... sa, su un periodico di gossip e su internet sono girate strane foto... Sembrava grassissima.
«Parliamone subito, nessun problema. Anzi, è meglio chiarire».
Non era lei?
«Ero io, certo che ero io.  Con la gravidanza avevo preso 20 chili anche se la mia alimentazione non era cambiata. Quell’immagine me l’hanno scattata un mese dopo il  parto, sotto casa, in una posizione non naturale. Sembrava avessi il doppio mento. E la gente è convinta che pesassi 100 kg!».
Invece?
«Ero sovrappeso perché finché ho allattato me ne sono fregata dell’aspetto fisico. Bastavano la mia salute e quella di mio figlio. Poi, con calma, dopo otto mesi mi sono rimessa in forma».
C’è qualcosa che le ha dato particolarmente fastidio di questa storia?
«È stato  scritto che avrei smesso di lavorare perché obesa. Assurdo, anche perché non sono né ballerina né show girl. E poi...».
Poi?
«Mi fa arrabbiare che sia passato un messaggio completamente sbagliato, come se alle donne incinte si volesse dire di stare attente alla linea, non allattare, mettersi a dieta per non diventare grasse. Pensi che io, invece, a 39 anni ho scelto una gravidanza e un parto naturali, ne sono fiera e orgogliosa. E il 25 febbraio 2008 è nato Leonardo, momento più bello della mia vita».
C’è un fotogramma rimasto nella sua memoria che riassuma l’emozione della nascita di un figlio?
«Leonardo appoggiato sul pancione, con il cordone ombelicale attaccato. Ha il naso schiacciato, è stanco. Apre gli occhi, ci fissiamo per la prima volta e lo vedo come il bambino più bello del mondo».
Che meraviglia, Roberta. E la vita come le è cambiata?
«È stata sconvolta radicalmente, si è riempita d’amore. Ma non sono ansiosa e nemmeno una mamma morbosamente attaccata al figlio: Leonardo va già all’asilo da più di un anno».
E la carriera di Roberta Capua?
«Vivendo a Bologna è difficile lavorare in tv. Mi sono trasferita qui per stare con il mio compagno, Stefano Cassoli. La famiglia è la priorità in questo momento, la televisione, che era diventato come un frullatore, può aspettare. Dopo 15 anni sono ferma per la prima volta, ma questo non mi spaventa. Anzi. Leonardo ha 3 anni, inizia a esprimersi, ci relazioniamo: sono appagata al cento per cento».
Roberta, torniamo indietro nel tempo. A quando era lei la bimba.
«Nasco a Napoli il 5 dicembre 1968. Scusi, perché sorride?».
Beh... Stesso giorno, mese e anno di chi la sta intervistando! Praticamente gemelli.
«Ma dài!».
Bambina timida?
«Chiacchierona, non sto mai zitta. E curiosissima. Tanto che mia madre quando ho soli 4 anni, visto che all’asilo mi annoio, mi iscrive in prima elementare».
Il mondo dello spettacolo la affascina subito?
«Nooo. Mamma - Marina Jossa - è stata Miss Italia nel 1959, ma non ne parliamo e in casa c’è solo una coppa. Lei non mi spinge a imitarla e io sono poco interessata. Mi piacerebbe di più fare l’avvocato. Come papà».
Quando cambia idea per la prima volta?
«Crescendo, il fisico si fa bello. E partecipo alle prime sfilate di quartiere».
A quell’età come vive il rapporto con il corpo?
«Non mi sento particolarmente attraente, sono miope, porto gli occhiali, sono la più bassa della classe. Crescerò solo più avanti. Forse troppo».
In che senso?
«Potessi cambiare qualcosa di me, ora, toglierei dieci centimetri. Sono alta 1.80, troppo».
Ops. Altri aspetti che non le piacciono?
«Vorrei le spalle più larghe. E la vita più stretta: se sgarro con il cibo mi viene la ciccia sulla pancia».
Roberta, sa che molte donne ora la staranno mandando a quel paese, vero? Torniamo ai suoi inizi. Nel 1986 lei diventa Miss Italia.
«Sono in vacanza a Ortisei, d’estate. Mi iscrivo per scherzo alle selezioni con tutte le ragazze del nostro gruppo di amici. Vinco la fascia di Miss Valgardena e poi, dopo aver chiesto il permesso a papà, vado a Riva del Garda per il concorso successivo».
E viene eletta un’altra volta.
«Io, napoletana, divento Miss Triveneto! Vado di diritto alle finali di Salsomaggiore, ma per gioco, perché non ho nessuna ambizione e mi sono appena iscritta a Giurisprudenza».
Ricordo di Salsomaggiore?
«Gran caos. Mi eleggono Miss Italia e conosco la prima popolarità».
Servizi fotografici, ospitate in tv. E subito un programma con Cecchetto: “Vota la voce”.
«Un disastro, non sono all’altezza e non so che fare. Per fortuna Cecchetto mi aiuta e, forse intenerito, mi salva ogni volta che sbaglio».
L’anno dopo Roberta Capua partecipa a Miss Universo.
«Un mese a Singapore, faticosissimo. Settanta ragazze provenienti da tutto il mondo sorvegliate a vista, con regole rigide, senza mai la possibilità di uscire».
Lei arriva in finale.
«E le racconto la verità, non mi vergogno. Una volta rimaste in due - io e la cilena Cecilia Bolocco, poi diventata moglie di Menem - sono sicurissima di vincere. Quando capisco che arrivo seconda piango, per liberare la tensione ma anche per delusione».
Nel frattempo inizia la carriera da modella.
«Sfilo dal 1986 al 1992, Armani, Ferrè, Ralph Loren».
Parliamo del mondo della moda.
«Gli stilisti prediligono le ragazze molto magre e a volte, per sfilare, mi fasciano il seno per farlo apparire più piccolo».
Guadagnava molto?
«Un milione e 800 mila lire a sfilata pur non essendo nella fascia top, ma in quella intermedia».
La ragazza più bella?
«Cindy Crawford, donna vera. Un giorno mi sto cambiando prima di andare in passerella. Alzo lo sguardo a destra, c’è Cindy mezza nuda. Mi volto a sinistra, c’è Elle Macpherson in slip».
Urca, sa quanti uomini avrebbero voluto essere al suo posto?
«Io invece in quel momento mi sono sentita una nullità!».
Quando il passaggio alla tv?
«Tramite agenzia scopro che cercano volti nuovi per fare l’annunciatrice a Retequattro. Al provino vengo scelta, ma gli unici annunci che farò saranno quelli mortuari».
Scusi, in che senso?
«Cambi di palinsesto per anniversari o morti improvvise. Tipo una ricorrenza di Anna Magnani».
Poi passa a “I bellissimi di Retequattro” e approda a “La ruota della fortuna”.
«Mike Bongiorno grande professionista, serio, rispettoso».
Nel 1996 invece va a Telemontecarlo e per due anni conduce il “Tappeto Volante” con Luciano Rispoli.
«Zio Luciano è una persona straordinaria. Garbata, elegante. Ma anche di carattere: sa quante discussioni?».
L’ospite che l’ha colpita di più?
«Rita Levi Montalicini, lucidissima. Immortale».
Roberta, nella sua esperienza al “Tappeto Volante” c’è anche una gaffe storica. Lei scherza sulla sua miopia e dice “So’ accecatissima, senza occhiali non ci vedo”. E Rita Forte risponde: “Ho trovato una compagna di lenti a contatto quest’anno”. L’ospite che dopo qualche secondo verrà presentato è Aleandro Baldi...
«Se è per questo ne combino anche un’altra. C’è in studio un’attrice e la annuncio dicendo che “ci presenterà il suo primo e ultimo film”. Intendendo il più recente...».
Si è arrabbiata?
«Essendo straniera, per fortuna, non ha capito. Sono gli inconvenienti della diretta, che adoro. Non mi piace la registrazione».
Nel 1998 passa alla Rai.
«Sette anni in cui si consolida il mio ruolo».
Inizia con “Fantastica italiana” a fianco di Magalli.
«Intelligente. Ironico. Uno che dice ciò che pensa, sempre».
Poi “Mattina in famiglia”, “Mezzogiorno in famiglia”, “I fatti vostri”. E “Unomattina” con Giurato.
«Giurato è così come lo si vede. Preparato, intelligente, dinoccolato. Ma buffo e imprevedibile».
Roberta Capua in quegli anni diventa una persona di famiglia, per gli italiani. Amata. Stimata. Anche molto corteggiata?
«Molti fiori, lettere, pacchi regali. Anche oggetti strani».
Tipo?
«Una cassetta porno».
Urca. Nel suo ultimo anno alla Rai, un giorno, ha come ospite il nuotatore Massimiliano Rosolino.
«Ci conosciamo in studio nel 2003. Poi mi corteggia e ci fidanziamo per due anni».
Siete in buoni rapporti, vi sentite ancora?
«Qualche telefonata ogni tanto. Sta per diventare papà».
Nel 2004 lei torna a Mediaset. Per due stagioni conduce “Buona domenica” con Maurizio Costanzo.
«Esperienza importante perché vengo valorizzata».
A sorpresa, però, all’inizio del terzo anno rimane a casa.
«La trasmissione passa da Costanzo alla Perego e lo scopro leggendo i giornali. La vita mi si ribalta: la carriera rallenta, ma contemporaneamente conosco il mio compagno. E dopo un anno resto incinta di Leonardo».
Roberta, ultime domande veloci. 1) Il conduttore più bravo con cui ha lavorato?
«Rispoli, Timperi, Giurato, Costanzo, Magalli. Ho imparato qualcosa da tutti loro».
2) La donna più bella conosciuta?
«Virna Lisi, strepitosa. Vorrei diventare come lei, da adulta».
3) Lei è favorevole alla chirurgia plastica?
«In teoria favorevole, in pratica contraria. L’età è uno stato mentale e il corpo è solo un involucro. A meno di impazzire, non mi farò mai un lifting».
4) Che  guarda in tv?
«Telefilm e qualche reality come “X Factor” o “L’Isola dei famosi”».
5) Rapporto con la religione?
«Difficile, ultimamente si è allentato dopo la nascita di Leonardo».
6) Paura della morte?
«Prima no. Ora che sono mamma ho paura di lasciare solo mio figlio».
7) Ha guadagnato molto in carriera?
«Sì, soprattutto in rapporto al fatto che non ho faticato a studiare».
8) Rapporto con il sesso?
«Sereno. Ma trovo ridicolo ricondurre un rapporto di coppia solo a quello».
9) Ricorda la prima volta?
«A 18 anni compiuti. Appena tornata da Miss Universo. Sì, sono stata una Miss Italia illibata».
10) Qualcuno che le piacerebbe riabbracciare?
«Zia Lida che non c’è più».
Ultimissima. La convincessero di tornare in tv, che programma vorrebbe?
«Un talk show. Qualcosa tipo “Harem”, lo ricorda?».



C’è qualche personaggio sparito che vi piacerebbe riscoprire?

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Commenti all'articolo

  • ramsey7

    23 Marzo 2011 - 11:11

    sempre gradevole e simpatica,di una bellezza naturale.Moderata e tranquilla ha sempre offerto di se un immagine serena e piacevole.Auguriamoci di rivederla presto in tv.Tanti auguri!

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Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell’Orto nasce a Crema (Cremona) il 5 dicembre 1968, ma è bergamasco di Verdello. Inizia a scrivere a Cremona (Mondo Padano), poi a Bergamo Oggi si specializza in sport e soprattutto calcio, seguendo per cinque stagioni, tutti i giorni, le vicende dell’Atalanta. Professionista dal 1996, lavora alla Gazzetta di Parma e poi è tra i fondatori de il Nuovo Giornale di Bergamo, dove fa il capo servizio dello sport. Nel 1999 sta per pochi mesi al bisettimanale Gazzetta di Lecco, poi va ad Avvenire per gli Europei del 2000 finché ad agosto 2000 viene assunto a tempo indeterminato a Libero, dove sei mesi dopo diventa capo servizio dello sport. Dal 2006 è inviato. Per Libero ha realizzato 100 interviste ritratto di calciatori spariti e negli ultimi 4 anni cura la rubrica Soggetti Smarriti.

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