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"In tv sorridevo agli italiani, a casa piangevo per mio figlio"

Era la “nuvola bionda”, una delle signorine buonasera più amate, e per 35 anni ci ha annunciato i programmi Rai. "Poi ho rifiutato le avance di un funzionario e..."

9 Gennaio 2012

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"In tv sorridevo agli italiani, a casa piangevo per mio figlio"
Anna Maria Gambineri era la nuvola bionda, una delle più brave e amate signorine buonasera. Ha annunciato i programmi della Rai (sua anche la voce del segnale orario) e ci ha raccontato la tv per 35 anni, da ’58 al ’93. Poi ha rifiutato le avance di un funzionario ed è andata in pensione. Ora ha 75 anni e si confessa.



Anna Maria Gambineri, che buffo sentirla parlare con accento romanesco:  in tv siamo stati sempre abituati alla sua dizione perfetta.
«Quando sono rilassata esce la cadenza naturale. Sono nata a Roma e ho sempre vissuto nella Capitale. Fino a pochi anni fa abitavo in via Roncilione, casa da sogno di 300 metri quadrati, porte girevoli, feste e cene con attori, imprenditori, petrolieri, armatori. Ma...».
...ma?
«Di fronte a me viveva Berlinguer e ho sempre avuto strizza. Negli anni del terrorismo c’era la scorta sotto casa 24 ore su 24, avevo paura. Sette anni fa, dopo uno strano  incidente, ho deciso di trasferirmi».
Che è successo?
«Mi sono menata con la donna di servizio, l’ho beccata che rubava il passaporto di mio figlio. Mentre ce le davamo è scoppiato un incendio ed è andata a fuoco la casa».
E così l’ha venduta.
«Con il ricavato mi sono comprata questo appartamento e ne ho preso uno per mio figlio a Genova».
Ora vive sola?
«Con una bodyguard».
Scusi?
«Clara ha 40 anni, è albanese, divorziata pure lei. Una donna molto forte, è una che mena. Viviamo insieme e mi difende dagli scocciatori».
Cosa intende?
«Quando ero femminista avevo io mito del “faccio da sola”. Poi, con il tempo, ho cambiato idea. Ora, alla mia età, farsi vedere in giro senza nessuno che ti accompagna è pericoloso. C’è sempre chi cerca di derubarti o fregarti».
E  lei in giro ci va spesso?
«Non sto mai ferma. Vado a fare la spesa, a passeggio. E poi dal fisioterapista, perché nel 2006 ho avuto un incidente quasi mortale: un autobus mi ha tagliato la strada».
E quando è in casa che fa?
«Sto al telefono con mio figlio Giacomo, che fa il giornalista, ha 40 anni e vive a Genova. Dobbiamo recuperare il tempo perduto».
Cioè?
«Quando mi sono separata, nel ’77, mio marito se l’è portato via, all’estero. Si sono messe di mezzo anche persone della mia famiglia che non perdonerò mai. Non l’ho potuto vedere né sentire per otto anni. Sono caduta in depressione, ho sofferto come una bestia. E ho speso la liquidazione per avere informazioni su dove fosse. Giacomo è l’unico grande amore della mia vita».
Quando vi siete ritrovati?
«A inizio Anni ’90 è scappato, ha preso un treno e mi ha raggiunta a Roma. Emozione indescrivibile».
Anna Maria, parliamo un po’ di tv. La guarda?
«Sì, quella di oggi è meglio rispetto a quella di un tempo. Noi eravamo spremuti, ora si guadagna di più lavorando meno. E basta fare uno spot per diventare ricchi: a noi la pubblicità era vietata».
A proposito della tv del passato, lei era un simbolo. La gente la riconosce ancora? Che le chiede?
«Mi succedono cose strane. Poco tempo fa, in stazione, mi hanno fermato le ragazze che annunciano i treni, si sono lamentate delle loro condizioni contrattuali e mi hanno portato in ufficio per mostrarmi dove lavorano. E già che ero lì...».
Mica avrà annunciato i treni?
«Perché no? È stato divertente!».
Meraviglioso. Anna Maria, ora prendiamo il treno dei ricordi. Prima fermata, la piccola Gambineri.
«Nasco a Roma il 22 marzo 1936. Papà Armidio muore che ho solo 3 anni, mamma Isolina è severa e io divento una ribelle».
Scuole?
«Magistrali. Poi frequento corsi di dattilografia e stenografia, imparo inglese e francese e prendo il brevetto di assistente turistica».
Primo contatto con la tv?
«Nel ’57 partecipo, come concorrente, al quiz “Telematch” di Mario Riva. E vinco sei gettoni d’oro. Alberto Giubilo, amico di mio zio, vede una mia foto e suggerisce di fare un provino per diventare annunciatrice».
La assumono.
«Contratto a cachet. Per tutta la settimana mi occupo di pubbliche relazioni all’Istituto Nucleare di Roma e la domenica, dalle 7 alle 24, sono in Rai. Finché un giorno mi consegnano una lettera, è il contratto indeterminato».
E si occupa solo della tv mollando l’altro lavoro.
«Ma il sogno di fare l’assistente turistica e di viaggiare resta. Così organizzo una vacanza negli Usa. Atterro a New York e vado subito a incontrare Ruggero Orlando, corrispondente Rai. Il quale mi fa conoscere tutti i personaggi più importanti del periodo. E mi prendo una mezza cotta per lui».
Un incontro che non dimenticherà mai?
«Louis Armstrong, che per tutta una sera mi chiama “baby”. E alla fine mi dice: “Tu sei troppo sensibile per vivere in un mondo difficile come quello dello spettacolo”».
Torniamo alla carriera. Anna Maria Gambineri annunciatrice, ma non solo. Conduce “Canzonissima” con Manfredi e “Un’ora per voi” con Corrado.
«Corrado è un personaggio fantastico, ironico. Io sono una delle poche a sapergli rispondere a tono e fa di tutto per farmi lavorare con lui. Anche perché gli piaccio e mi fa la corte. E ogni volta lo prendo in giro: “A’ Corra’, me so appena sposata!”».
Altri corteggiamenti famosi?
«Camillo Olivetti, Alfredo Curcio. Ed Enrico Maria Salerno».
Scusi, e Giovanni Gronchi?
«Mai conosciuto. Ho querelato chi ha scritto che sono stata una sua amante».
I regali più strani ricevuti?
«Quelli di un direttore dell’Inps, che per un lungo periodo, ogni mattina, mi fa trovare la borsa della spesa sotto casa».
Mai ceduto a nessuna avance?
«Noooo, mamma mi aveva fatto il lavaggio del cervello!».
Signora Gambineri, torniamo al mondo delle annunciatrici. Lei fin da subito è soprannominata la “nuvola bionda”.
«Lavoriamo solo in diretta e siamo costrette a stare in studio fino alle 2 di notte per la chiusura delle trasmissioni».
Brave, belle, giovani. E rampanti.
«In quegli anni tra noi c’è molta competizione. Rivalità».
Raccontiamo le sue colleghe più famose. Partiamo da Nicoletta Orsomando.
«Io e lei litigavamo sempre, poi ci giravamo verso la telecamera e sorridevamo per gli annunci».
Mariolina Cannuli.
«Avevamo un buon rapporto, mi ha difesa spesso».
Rosanna Vaudetti.
«Ha sempre avuto tutti i pregi e i difetti dell’essere marchigiana. Era birbantella. Ha avuto la fortuna di saper conciliare il lavoro con la famiglia».
Marina Morgan.
«Ipersensibile, memoria incredibile, precisa nel lavoro. Molto, troppo emotiva. Una volta è venuta a lavorare facendosi portare da un’ ambulanza!».
Maria Giovanna Elmi.
«Quando si è incendiata la casa mi ha aiutato tantissimo, è stata vicina».
Roberta Giusti.
«Grande personaggio. Era l’unica capace di rompere l’atmosfera. Quando la Orsomando arrivava e non salutava, lei si girava: “Nicoletta, non ci vedi?”. Era una grande conquistatrice, aveva un flirt dietro l’altro».
Come mai ride?
«Una volta rispondo al suo telefono. “Pronto?”. “Sei tu?”. “No, sono Anna Maria. Chi parla?”. “Sono Alberto Sordi”. Resto senza parole. “Forse ha sbagliato, noi siamo le annunciatrici Rai”. “Appunto, c’è Robertina?”».
Signora Gambineri, la diretta più importante che ha fatto?
«L’attentato al Papa. Mi chiama Bernabei, bisogna annunciare il tg speciale. Tensione, stress. Vado in onda e sono la prima in Italia a dare la notizia».
E qualche gaffe storica ne ha fatta?
«“Canzonissima”, devo presentare Modugno. Salgo sul palco e annuncio: “Ora Modugno canterà Viecchio Friak”. Silenzio. Ricevo uno spintone da dietro le quinte: “Ridillo giusto!”. Ma quella volta...».
Cioè?
«Arrivo all’ultimo momento per annunciare le trasmissioni tv e prendo i primi fogli che trovo sulla scrivania. Leggo tutto in diretta, ma alla fine mi accorgo che sono i programmi della settimana precedente».
Urca. E come recupera?
«Senza perdere la calma, concludo spiegando: “Quello che ho detto non è esatto. I programmi giusti li potete trovare sul Radio Corriere Tv”».
Buona questa. Anna Maria, lei dopo una lunga carriera va in pensione nel 1993.
«Mi ci mandano».
Cioè?
«Un direttore ci prova e lo respingo. Inizia a perseguitarmi e decide di farmi fuori per mettere una sua raccomandata al mio posto. Stranamente iniziano anche a girare strane voci su di me».
Tipo il ricovero in clinica psichiatrica?
«Tutte manovre per screditare l’immagine. Ai giornalisti non sembra vero».
Alla fine cede.
«Mi fanno capire che l’unica soluzione è la pensione. E non mi resta che accettare».
Signora Gambineri, ultime domande veloci. 1) L’annunciatrice più brava di sempre?
«Nicoletta Orsomando. Precisa. Professionale».
2) Film preferito?
«“L’amore è una cosa meravigliosa”».
3) Musica?
«Mozart».
4) Paura della morte?
«Sì».
5) Ha un sogno?
«Girare uno spot. Ho fatto tutto in tv, mi manca solo la pubblicità».
Ultimissima. Lei come si annuncerebbe?
«Signori e signore ecco Anna Maria Gambineri, 35 anni alla Rai, tre papere e 2000 sorrisi».



C’è qualche personaggio sparito che vi piacerebbe riscoprire?

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Commenti all'articolo

  • ChiaraSinopoli

    09 Marzo 2016 - 23:11

    Delia Scala:vorremmo un ricordo. Grazie!! Chiara Sinopoli

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Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell’Orto nasce a Crema (Cremona) il 5 dicembre 1968, ma è bergamasco di Verdello. Inizia a scrivere a Cremona (Mondo Padano), poi a Bergamo Oggi si specializza in sport e soprattutto calcio, seguendo per cinque stagioni, tutti i giorni, le vicende dell’Atalanta. Professionista dal 1996, lavora alla Gazzetta di Parma e poi è tra i fondatori de il Nuovo Giornale di Bergamo, dove fa il capo servizio dello sport. Nel 1999 sta per pochi mesi al bisettimanale Gazzetta di Lecco, poi va ad Avvenire per gli Europei del 2000 finché ad agosto 2000 viene assunto a tempo indeterminato a Libero, dove sei mesi dopo diventa capo servizio dello sport. Dal 2006 è inviato. Per Libero ha realizzato 100 interviste ritratto di calciatori spariti e negli ultimi 4 anni cura la rubrica Soggetti Smarriti.

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