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"Corrado lo sogno e mi parla. Ma di cucinare non ne posso più"

È stata per cinque anni e mezzo la valletta de “Il pranzo è servito”, poi è sparita dalla tv: "Quell’ambiente non faceva per me, meglio fare la mamma"

6 Febbraio 2012

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"Corrado lo sogno e mi parla. Ma di cucinare non ne posso più"
Cinzia Petrini è stata la valletta di Corrado ne “Il pranzo è servito”, trasmissione cult degli Anni ’80. Ci ha tenuto compagnia per cinque anni e mezzo (ha sostituito Linda Lorenzi nel 1986), ogni giorno, dalle 13 alle 13.30. Poi è sparita. È diventata mamma e ha preferito la famiglia al mondo della tv. Ora ha 50 anni (tra pochi giorni, auguri), fa la naturopata e scrive fiabe.



Cinzia Petrini, che accoglienza.
«Crostata e the. Quanto zucchero?».
Uno, grazie. Beh, come dire: la merenda è servita. La torta l’ha fatta lei?
«Mi piace cucinare, sono creativa. Quando stare ai fornelli diventa un dovere, però, è meno affascinante e troppo ripetitivo».
Lo è diventato?
«Un po’, avendo tre figli. Edoardo ha 21 anni, Maddalena 17 e Marianna 15. Vivono con me e li ho tirati su da sola, perché mi sono separata molto tempo fa. È stato impegnativo, ma anche divertente. Un lungo viaggio in cui ho studiato, mi sono conosciuta a fondo e mi sono posta molte domande».
Ha trovato le risposte che cercava?
«Sì, ora vivo serena e con molto equilibrio. E aiuto gli altri».
In che senso?
«Sono diventata naturopata».
Tradotto?
«La naturopatia è un modo per curare le persone con metodologie olistiche, medicina naturale. Io lavoro con i fiori australiani e con i fiori di Bach, gocce che agiscono a livello vibrazionale».
La gente la riconosce?
«Nooooo!».
Nemmeno dal nome?
«Per fortuna no! Anche quando facevo “Il pranzo è servito” non amavo autografi e domande, non sono mai stata fatta per l’ambiente della tv. Figuriamoci ora».
A proposito di tv, la guarda?
«Poco. La Dandini e qualche film».
I reality?
«Ho seguito, con i miei figli, un po’ di “Amici”. Non riesco a definirlo, diciamo che non lo trovo di mio gusto. Poi ho visto, sempre con loro, una puntata di “Uomini & Donne”. L’ho trovato demenziale, mi ha innervosita. I giovani non hanno quei valori lì, non sono solo apparenza. Non sono così».
Cinzia, torniamo a quando era lei giovane. Anzi, bambina.
«Nasco a Torino il 14 febbraio 1962. Sì, tra pochi giorni sono 50 anni».
Appuntamento importante. Come lo vive?
«Sono contenta da morire, non vedo l’ora».
Festeggerà?
«Non in discoteca. È un bel traguardo, qualcosa farò».
Ha la lampada di Aladino a disposizione: cosa si regala?
«Io adoro la natura. Mi piace camminare e quando lo faccio - non prendetemi per pazza che non lo sono - parlo con le piante. Ecco, il mio sogno sarebbe vivere in campagna».
Lei compie gli anni il giorno di San Valentino. Domanda a bruciapelo: è innamorata?
«No, se intende innamorata di un uomo no. Da un po’ di tempo. Non sono stata molto fortunata in amore, ma con tutte le mie sfighe ho imparato ad amare me stessa».
Torniamo a 50 anni fa, alla baby Cinzia.
«Un maschiaccio. Ho due fratelli e cresco giocando con loro. Papà Piero è medico dentista, mamma Marisa casalinga».
Ricordo dell’infanzia?
«Come un Muro di Berlino. Fantastica fino a 11 anni: sono un animaletto selvatico, una ribelle creativa soprannominata “il fiammifero” perché mi infiammo rapidamente».
E dopo gli 11 anni?
«Cambiamo casa e ho una stanza tutta per me, moquette color salmone e fiori disegnati sulle pareti. Per me è uno shock, un trauma. Da maschiaccio mi ritrovo donnina».
Scuole?
«Liceo scientifico e poi università. Lettere. E nel frattempo, per essere indipendente, comincio a lavorare per la pubblicità».
Primi spot?
«Fotografie per la Lines, assorbenti. Proprio in una réclame mi vede Gianna Tani, che organizza casting, e mi chiama per partecipare a “M’ama non m’ama”».
Il gioco condotto da Predolin.
«Già, sulle mie biografie in rete però non c’è. In compenso ci sono solo falsità».
In che senso, scusi?
«Qualcuno si è inventato la mia carriera mettendo programmi che non ho mai fatto. Ad un certo punto, su Wikipedia, c’era addirittura scritto che sono stata spostata con un certo Bistazzoni».
Il portiere ex Samp e Milan?
«Proprio lui. Non so nemmeno chi sia. Quando i miei figli l’hanno letto si sono divertiti molto».
Altre falsità?
«Tutte. Prenda la biografia».
Dice che che ha iniziato alla tv di Torino con Bettega nel 1979. Poi che ha fatto la telefonista al centralone di Portobello. Poi che...
«Bugie, solo bugie. Secondo lei con un curriculum di quel genere, poi, sarei sparita?».
Buona questa. Raccontiamola noi, allora, la sua carriera. Eravamo arrivati a “M’ama non m’ama”.
«Sempre da concorrente, nel 1984, partecipo a “W le donne” condotto da Amanda Lear e Andrea Giordana. Ci vado solo per distrarmi, perché mi sono appena lasciata con il mio primo grande amore e sono devastata».
Vince?
«Sì, tutte le altre mi guardano con invidia. Ma del successo a me non frega nulla, penso solo a lui, il mio ex fidanzato».
Nel 1985 affianca Arigliano nello spot del Digestivo Antonetto.
«Questo è vero. Sono nascosta dietro al piano, esco con in mano la scatoletta e dico: “Leggere attentamente le istruzioni...”».
Poi?
«Mi telefona ancora Gianna Tani, dice di prendere un aereo per Roma che stanno scegliendo la nuova valletta per “Il pranzo è servito” di Corrado. E quando atterro ho la sensazione che nella Capitale mi fermerò a lungo».
L’impatto con Corrado?
«Arrivo in ritardo al provino, per ultima, e mi prende in giro. Ma sempre con dolcezza. Sa che lo sogno ancora spesso?».
Davvero?
«Lo vedo che sta bene, lo saluto e mi parla del programma».
Torniamo a quel provino.
«Mi scelgono e inizio a lavorare. Sto in un residence, ma vivo quasi barricata. Non esco mai, non ho amici».
Lei affiancherà Corrado e Vittorio Marsiglia per cinque anni.
«Il programma è semplice e divertente, si vincono pochi soldi e l’ambiente è meraviglioso. Registriamo anche tre puntate al giorno, ma si trova sempre il modo di ridere».
Tipo?
«Le battute migliori, Corrado, le fa fuori onda. Soprattutto con le sarte».
Senza offesa. Da ridere, rivisto oggi, è anche il suo look.
«Tremendo! Capelli cotonati, spalline e vestiti casti. Quando i miei figli hanno guardato le registrazioni non mi hanno riconosciuta».
Qualche suo errore clamoroso?
«Pochi, ero  molto attenta e precisa. Un giorno, però, decidono di farmi uno scherzo. Devo consegnare 10 gettoni a un concorrente, e me ne danno solo 9. Io capisco dagli sguardi che c’è qualcosa di strano e, tenendoli dietro la schiena, li conto. E al momento della consegna salto un numero, così arrivo a dieci. E tutti ci restano male».
A “Il pranzo è servito” lei si fidanza.
«Con uno scenografo. Mi innamoro e ci sposiamo».
Dopo cinque anni e mezzo lascia.
«Corrado se ne va, cambia l’ambiente. E non mi diverto più. Spiego che vorrei prendere una pausa, ma i dirigenti mi convincono - anzi, diciamo che mi costringono - a restare».
E inizia la nuova serie con Lippi.
«In estate però resto incinta. Lavoro fino al quinto mese e poi sto a casa. Sapendo che difficilmente tornerò».
Perché?
«Mi piace fare la mamma, sono felice e voglio altri figli. Non sento la necessità né la mancanza degli applausi del pubblico. E comunque, nel frattempo, non arrivano altre offerte».
La famiglia si allarga con Maddalena e poi con Marianna.
«Il matrimonio, però, va in crisi e mi separo. È un momento difficile».
E il lavoro?
«Interpreto due pubblicità, ma non mi trovo. E torno a fare la casalinga. Credo di essere stata una buona mamma e un buon punto di riferimento per i miei figli».
Le proponessero ora qualche lavoro in tv?
«Non mi interessa quell’ambiente. A meno che fosse qualcosa di mirato. Tipo un programma sulla naturopatia o sulle fiabe».
Perché le fiabe?
«Scriverle è il mio hobby. Ho pronto un libro di sei racconti, parla di un’anima che si chiama Helix e parla ai terrestri. Sono fiabe per adulti».
Cinzia, ultime domande veloci. 1) Presentatore preferito?
«Corrado».
2) Di adesso?
«Bah. Conducono sempre gli stessi e alla fine la tv uccide chiunque. Frizzi forse è il più genuino».
3) Ha guadagnato molto in quei cinque anni di tv?
«Poco. Nel senso che se avessi avuto un agente avrei incassato quattro volte tanto».
4) Musica preferita?
«Ascolto di tutto. Grazie ai figli sono preparata su tutte le novità».
5) Un film nel quale le piacerebbe vivere per una settimana?
«Nemo».
6) Rapporto con la religione?
«Non amo molto le religioni perché si legano troppo al potere».
7) Paura della morte?
«No, non più».
8) Rapporto con il sesso?
«Fantastico, se trovo un partner giusto e sono innamorata. È un tipo di linguaggio, un completamente molto importante del rapporto di coppia».
9) Cinzia Petrini ha un sogno?
«Molti. Ma perché si realizzino non vanno raccontati...».
Ultima. Come si immagina tra dieci anni?
«Saggia e serena. Nonna? No, grazie. Ho già tanto tanto come mamma».



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Commenti all'articolo

  • beatles14

    18 Marzo 2012 - 23:11

    Na facia de cretino isé pudia votala sul i milanes! Tignifel ades ambècili!

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  • beatles14

    18 Marzo 2012 - 23:11

    Quando torna su Libero questa rubrica? Non c'era nemmeno oggi. Informate i lettori, maleducati!

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Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell'Orto

Alessandro Dell’Orto nasce a Crema (Cremona) il 5 dicembre 1968, ma è bergamasco di Verdello. Inizia a scrivere a Cremona (Mondo Padano), poi a Bergamo Oggi si specializza in sport e soprattutto calcio, seguendo per cinque stagioni, tutti i giorni, le vicende dell’Atalanta. Professionista dal 1996, lavora alla Gazzetta di Parma e poi è tra i fondatori de il Nuovo Giornale di Bergamo, dove fa il capo servizio dello sport. Nel 1999 sta per pochi mesi al bisettimanale Gazzetta di Lecco, poi va ad Avvenire per gli Europei del 2000 finché ad agosto 2000 viene assunto a tempo indeterminato a Libero, dove sei mesi dopo diventa capo servizio dello sport. Dal 2006 è inviato. Per Libero ha realizzato 100 interviste ritratto di calciatori spariti e negli ultimi 4 anni cura la rubrica Soggetti Smarriti.

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