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Calcolo Imu

Tutte le mosse per calcolare l'Imu

Primo passo: scoprire la rendita poi si calcola la base imponibile fino ad arrivare al saldo

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Il calcolo dell'Imu sarà per gli italiani una sfida piena di insidie. Munirsi quindi di calcolatrice e nervi saldi è già di per sè il primo consiglio per affrontare il lungo, faticoso, calcolo. Primo passo: bisogna sapere se il proprio immobile è soggetto o meno all'Imu. Esentati dalla tassa sono gli immobili rurali strumntali nei comuni montani anche se la casistica registra pochi casi. Accertato questo si passa al secondo livello: bisogna trovare la rendita catastale, scritta sul rogito, ma con un'avvertenza: risulta inattendibile se l'immobile è precedente al 1992. Per trovarla comunque, bastano codice fiscali e identificativi catastali presenti nel rogito e cliccare sul sito dell'agenzia del territorio.

I calcoli - Ora bisogna calcolare la base imponibile. Per farlo bisogna prima di tutto munirsi di calcolatrice. Trovata la rendita catastale, questa và moltiplicata per 160 (magazzini, abitazione, box auto, tettoie e depositi) per 60 (alberghi, teatri, fabbriche) 80 (uffici) 55 (negozi) e 140 (laboratori artigianali). La base imponibile subisce degli abbattimenti del 50% nel caso si tratti di fabbricati inagibili e edifici storico artistici. Per terreni di imprenditori agricoli e coltivatori diretti vi è una franchigia di 6 mila euro. L'imposta viene ridotta dal 70 al 25% a scalare rispetto al crescere del valore imponibile.

Le aliquote - Per il capitolo aliquote, il calcolo si fa più fumoso. Infatti alla base imponibile si applicano aliquote per i vari tipi di fabbricati (dal 2 al 10,6 per mille). Solitamente questa decisione avviene l'anno prima. Per il 2012 si è scelta una via del tutto eccezionale. Solo nel 2012 infatti, l'acconto si pagherà con le aliquote di legge: 0,4% per l'abitazione principale e 0,76% per tutto il resto. Per la sola abitazione principale il pagamento è così fatto: un terzo il 18 giugno, un terzo il 16 settembre e il saldo il 17 dicembre.

Le detrazioni - Per le abitazioni principali, in cui deve abitare il proprietario con la sua famiglia, è prevista una detrazione secca dall'imposta di 200 euro, a cui si aggiungono altri 50 per ogni figlio convivente sino ad un massimo di 8. Una volta determinate le quote dell'impostta, questa si pagherà in due rati uguali il 16 giugno e 16 dicembre di ogni anno (ad eccezione del 2012, come spiegato in precedenza), effettuando ogni volta due versamenti separati per Stato e Comune, ognuno dei quali relativo alla sua quota.

La destinazione - Dove finiscono i soldi dell'Imu? Per quanto riguarda le abitazioni principali va tutto al Comune. Per gli altri immobili, dall'Imu totale va separata una quota pari allo 0,38% della base imponibile complessiva: questa va allo Stato. Il restante al Comune.

Il problema - Per il 2012, il saldo si presenta molto problematico poiché le aliquote comunali potrebbero essere definite solo il 10 dicembre, ovvero solo 7 giorni prima del versamento che avverrà il 17 dicembre.

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Commenti all'articolo

  • RINALDOZENONI

    22 Aprile 2012 - 11:11

    poveri sinistri ne avete fatte di tutte x costringere berlusconi a lasciare ,forse e' meglio cosi almeno ci siete dentro fino al collo a sostenere questo sfacelo. Rinaldo

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  • nicdemasi

    22 Aprile 2012 - 07:07

    carissimo direttore,avevi previsto tutto di questo governo di prefessori... che delle difficoltà dei possessori di partita IVA ,dei cittadini comuni NON sanno proprio niente. Una cosa è stare dietro la cattedra ed un'altra cosa è vivere tra la gente e capire le vere difficoltà di andare avanti.Il tuo intuito ai miei occhi ti fa onore e sempre più grande. Grazie Nicola De Masi

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  • pafrese

    21 Aprile 2012 - 22:10

    Più che di tecnici parlerei di maghi delle tasse. Ogni giorno una nuova o un aumento di quelle già esistenti. Mai che dicano: da domani dimezzati i parlamentari, le auto blu, i rimborsi vari, etc etc. IL PESCE PUZZA DALLA TESTA. SEMPRE.

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