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Tortura fiscale

L'ultima bestialità sull'Imu
Il governo fa a pezzi i figli

Tassa sulla casa, per i bimbi nati nel 2012 conterà il compleanno: si detraggono 4,17 euro per ogni mese di vita

Il Governo si sveglia.  E a meno di un mese dalla scadenza della prima rata  arriva una sorta di guida per cercare di districarsi nella giungla della nuova tassa sulla casa. Il quadro non è ancora del tutto chiaro. Specie sul fronte delle cifre.  E quindi, «superato» lo scoglio del 18 giugno, l’avvicinamento alle altre due mete (settembre e dicembre) sarà letteralmente al buio. Insomma,  le aliquote che i comuni hanno definito per il primo versamento potrebbero essere ritoccate all’insù subito dopo. E non di poco. 

L’esecutivo stima il gettito complessivo in 21 miliardi di euro. Cifra che è stata duramente contestata dai sindaci, con l’Anci - l’associazione degli enti locali - che ha preso a sberle le tabelle di palazzo Chigi. Una botta e risposta, quello andato in scena venerdì, che non ha portato a schiarite. Anzi. Per l’Anci il gettito complessivo potrebbe essere più basso di 2,5 miliardi. Un «buco» che costringerebbe i sindaci ad alzare le aliquote, come accennato, per la seconda rata e per il saldo di dicembre. L’Imu potrebbe mangiarsi un bel pezzo di tredicesima e per i regali di Natale potrebbe restare ben poco.

Più ombre che luci, dunque. E i calcoli sono comunque una mission impossible. Di qui il vademecum che il ministero dell’Economia ha messo in pista per aiutare imprese e famiglie a fare i conteggi. Tra detrazioni, rendite catastali, figli a carico e sconti prima casa le variabili non sono poche. E mettere insieme i tasselli dell puzzle Imu è tutt’altro che agevole. Il rischio di errori è assai elevato. Tant’è che la stessa circolare di via Venti Settembre prevede l’azzeramento delle sanzioni nel caso di piccoli errori di calcolo.  

Prima casa - Secondo quanto chiarito dal Tesoro, l’aliquota per l’abitazione principale e per le relative pertinenze resta  allo 0,4%; i comuni possono aumentarla o diminuirla sino a 0,2 punti percentuali; potrà oscillare da un minimo di 0,2% ad un massimo di 0,6%.

Detrazione base 200 euro - Per l’abitazione principale e per le relative pertinenze è riconosciuta, oltre all’aliquota ridotta, anche una detrazione pari a 200 per il periodo durante il quale si protrae la destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi in egual misura e proporzionalmente al periodo per il quale la destinazione stessa si verifica. La cifra è la stessa in vigore con l’ici.

Sconto figli - La detrazione di 200 euro è maggiorata di 50 euro per ciascun figlio di età non superiore a 26 anni, a condizione che lo stesso dimori abitualmente e risieda anagraficamente nell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale. La maggiorazione non può superare 400 euro e, pertanto, l’importo complessivo della detrazione (200 euro) e della maggiorazione non può risultare superiore a 600 euro. Sui figli le variabili aumentano parecchio se si considera il limite dell’età (26 anni) e l’effettiva presenza nell’abitazione. Non solo. Chi avrà un figlio quest’anno o chi ne ha già uno che nel 2012 compie 26 anni avrà un problema in più. Lo sconto infatti va calcolato in misura proporzionale al periodo in cui persiste il requisito. Occhio alla data: la proprozione è su base mensile, ma il mese interno si calcola sono fino al 15° giorno. Per i nuovi nati 4,17 euro per ogni mese di vita. Munirsi di calcolatrice scientifica.

Due o tre rate - Il versamento è in tre rate: la prima e la seconda pari a un terzo dell’imposta calcolata applicando l’aliquota di base e la detrazione da corrispondere rispettivamente entro il 18 giugno e il 17 settembre; la terza rata è versata, entro il 17 dicembre, a saldo dell’imposta complessivamente dovuta per l’intero anno con conguaglio sulle precedenti rate.  In alternativa il contribuente può optare per due rate: la prima entro il 18 giugno, in misura pari al 50% dell’importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione; la seconda , entro il 17 dicembre, a saldo dell’imposta dovuta.

Seconde case - Aliquota  base 0,76% con oscillazione dello  0,3%.

di Francesco De Dominicis

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Commenti all'articolo

  • sommesso49

    21 Maggio 2012 - 20:08

    Si resta basiti di fronte alla fantasia dell'attuale governo che, quando vorrà riferirsi al passato prossimo della storia d'Italia, introdurrà anche la tassa sul celibato e la consegna degli ori familiari alla Patria.

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  • AG485151

    21 Maggio 2012 - 18:06

    nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincia ma bordello. Soprattutto a Roma ( nda )

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  • frank-rm

    21 Maggio 2012 - 15:03

    Almeno i comunisti i bambini li mangiavano. Questi li fanno a pezzi!!!

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  • pierfabro

    21 Maggio 2012 - 11:11

    nei governi italiani hanno sempre cercato di non incentivare le nascite forse perchè Mussolini aveva fatto tale scelta. cosi ci ritroviamo ad essere invasi da islamici e extracomunitari che procreano come conigli e che in breve tempo ci sottometteranno. naturalmente i costi di queste nascite straniere vengono sostenuti dagl'italiani che spesso nell'età prescolare non riescono nemmeno a iscrivere i propri figli agli asili comunali.

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