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Londra 2012

Ginnaste, dal reality alla finale

Le azzurre, protagoniste del programma MTV, hanno conquistato la finale a squadre dei Giochi Olimpici con il settimo punteggio assoluto

Ginnaste, dal reality alla finale

Le azzurre della ginnastica artistica conquistano la finale a squadre dei Giochi Olimpici con il settimo punteggio assoluto. Carlotta Ferlito, Elisabetta Preziosa, Erika Fasana e Giorgia Campana sono state letteralmente trascinate da una ritrovata Vanessa Ferrari, terza al corpo libero, non troppo distante dalla statunitense Alexandra Raisman e dall’olimpionica Sandra Izbasa. Il 7 agosto la bresciana avrà finalmente la sua chance di medaglia, dunque, quella che le era mancata nel 2008 per via del noto infortunio al piede. Non prima però di aver guidato le compagne, dopodomani, contro le superpotenze dell’Artistica femminile - nell’ordine Stati Uniti, Russia, Cina, Romania, Gran Bretagna, Giappone e Canada - e di essersi concessa una meritata vetrina, splendida sesta, nel Concorso Generale in programma il 2 agosto, insieme alla Ferlito. Finale a 24 nella quale non vedremo la campionessa iridata stelle e strisce, Jordyn Wieber, tagliata clamorosamente fuori dalle connazionali Raisman e Douglas, malgrado il suo 60.032. 

"Facile dire che si tratti soltanto di una gara di Ginnastica - spiega Paolo Pedrotti - Il pathos è enorme, palpabile, e sposta di gran lunga gli equilibri. L’Australia, sulla carta, ci dovrebbe essere superiore. Sulla carta, appunto! Star loro davanti, così come alla Germania, è per noi un motivo di orgoglio. La preparazione è importante, ma non è tutto. In questo genere di competizioni ci vuole qualcosa in più. Ci vuole carattere. Quello che, malgrado la paura, hanno tirato fuori le nostre ragazze".   "La finale a squadre - prosegue - per noi vale già una medaglia. Quella che però ci potrebbe regalare davvero la Ferrari al corpo libero. Nell’all-around poi Vanessa ha ottenuto un punteggio da prima attrice, non certo da comprimaria. Siamo tutti contenti per lei. Si vedeva che stava bene. Ci ha messo cuore, grinta e così è riuscita a riconquistare quella vetrina che la sfortuna le negò nel 2008".   Sulla stessa lunghezza d’onda l’altro artefice di questo prepotente ritorno del Cannibale di Orzinuovi sulla scena olimpica, il suo allenatore, Enrico Casella. "Il 14.900 del corpo libero all’interno di una seconda suddivisione è un riconoscimento del valore dell’esercizio - ha aggiunto il tecnico che con la Ferrari e la Fasana, può vantare altre tre atlete olimpiche, Francesca Morotti, Irene Castelli e Monica Bergamelli - Strano che agli Assoluti di Catania, con lo stesso programma, non sia riuscita ad ottenere altrettanto. All’inizio le ragazze avevano versato qualche lacrima di tensione ed è anche comprensibile che ci sia stata qualche errore. Per nostra fortuna Vanessa ha preso per mano la squadra, rimediando i parziali più alti in tutti e quattro gli attrezzi. A livello mondiale, poi, da Aarhus ad oggi, non ha mai mancato una finale al corpo libero. Mancava solo Londra, perchè nel 2009 era infortunata".

Diciamo quindi che, per ora, ha colmato quel buco. A raccontarci la gara delle altre azzurre ci pensa, infine, Claudia Ferrè, in pedana al fianco di Casella: "La cosa davvero impressionante è che malgrado l'impresa di oggi questo gruppo può fare anche meglio. Senza l'errore in uscita di Giorgia alle parallele, lo sbilanciamento sul giro alla trave di Carlotta e l’arrivo abbondante di Betta sullo stesso attrezzo, oppure la caduta sul flic salto teso di Erika per una banale scivolata chissà dove saremmo arrivati. Lo scopriremo in finale".   "Gli sbagli - aggiunge - fanno parte del gioco, certo. Un’Olimpiade non si fa tutti i giorni e anche se la location la conoscevamo è normale pagare lo scotto del noviziato. Per Vanessa era diverso e si vedeva. Nelle training hall si incontrano sempre le stesse persone, saluti, abbracci, ma la tensione, non c'è niente da fare, è palpabile, almeno fin quando non entri in campo gara. Importante, in tal senso, è stato il tifo dagli spalti. Abbiamo visto e sentito, soprattutto, Paolo Bucci e Tiziana Di Pilato, seduti in tribuna con tanti altri italiani, genitori, amici. Lasciatemi fare, infine, i complimenti ai ragazzi della Maschile, sono stati grandi". 

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