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Casta, l'assicurazione sulla vita gliela paghiamo noi

Polizza, la Camera spende 2,3 milioni l'anno, il Senato 2,9. Pronto un nuovo bando da 6,3. Il 50% è a carico dei contribuenti

Casta, l'assicurazione sulla vita gliela paghiamo noi
Ostentano tranquillità, nonostante il vento non proprio favorevole. E adesso si capisce pure il perché il Palazzo non traballa sotto la tempesta dell’antipolitica che sta contagiando gran parte degli elettori italiani: deputati e senatori hanno l’assicurazione sulla vita. Mentre non pochi italiani la vita se la stanno togliendo paralizzati dalle disgrazie economiche attuali e dalle incertezze sul futuro, gli onorevoli la vita se la sono assicurata dal primo giorno di legislatura. Grazie a una superpolizza che al 50% viene pagata dalle amministrazioni di appartenenza (Camera e Senato) e quindi da tutti gli italiani, e per la restante metà è a carico dei diretti interessati grazie a un piccolo contributo versato a un fondo di solidarietà.

Proprio in questi giorni il Senato sta aspettando offerte per una polizza che assicuri infortuni e danni per tutti gli eletti e i dipendenti. Sul proprio sito ha pubblicato un bando rivolto a imprese assicurative di primissimo piano (la raccolta danni minima richiesta è di 450 milioni nell’ultimo triennio) pronte a partire su una base d’asta triennale da 6,3 milioni di euro. Cifre un po’ ribassate rispetto a un recentissimo bando di gara dove era arrivata solo l’offerta per la assicurazione vita dei senatori da parte delle Assicurazioni Generali, che avevano offerto 8,7 milioni di euro in sei anni.

Fino ad ora gli unici contratti noti erano quelli rivelati dai radicali con il loro Parlamento wikileaks, in cui erano riusciti a  rendere pubblici per la prima volta i regolamenti dei fondi di solidarietà e dell’assistenza sanitaria di cui godono i parlamentari. Secondo i contratti messi on line dai radicali alla Camera esisteva un contratto assicurativo vita e danni con Ina Assitalia del valore annuo di 2,3 milioni di euro. Al Senato il pacchetto assicurativo era fornito da Fondiaria Sai per 2,9 milioni di euro annuo. Le Generali fino al 2011 avevano solo un contrattino Rc auto da 4.917,5 euro all’anno per assicurare due Lancia Thesis blindate e una ambulanza tutte di proprietà di palazzo Madama.

Il premio annuo per la polizza vita dei senatori ammonta a circa 4.500 euro, quella dei deputati costa meno: circa 3mila euro all’anno, visto che sono più giovani e hanno minore rischio vita da affrontare. Metà di quella spesa che vale per i 315 senatori eletti, ma anche per quelli a vita (quindi pure per Mario Monti, ultimo entrato) è pagata dall’amministrazione. La restante parte è messa dal fondo di solidarietà di deputati e senatori. Quest’ultimo viene alimentato da due versamenti mensili che fanno tutti gli eletti al Parlamento: una quota di 526,66 euro che serve alla assistenza sanitaria integrativa (non fidandosi troppo del servizio sanitario nazionale) e una quota di 784,14 euro messa da parte per avere l’assegno di fine mandato che dovrà aiutarli nel reinserimento nella vita lavorativa normale. L’assegno di fine mandato è pari all’80% dell’indennità mensile lorda percepita moltiplicata per il numero di anni di legislatura fatta. Si aggira dunque fra 40 e 50 mila euro alla fine della legislatura. Nel 2010 il fondo di solidarietà dei deputati (che aveva un patrimonio netto di 175 milioni di euro) ha pagato la sua parte di premi assicurativi staccando un assegno da 948.091,45 euro.

Per la polizza vita così come per tutti gli investimenti del fondo di solidarietà dei deputati offre una consulenza gratuita la Banca d’Italia. Che nell’ultimo anno ha chiesto naturalmente di investire i 180 milioni di liquidità posseduti in titoli di Stato italiani. Negli anni precedenti la liquidità era stata affidata prima a Banca Dexia Crediop e poi al Monte dei Paschi di Siena.

Oltre alla polizza vita e all’assegno di fine mandato la spesa più rilevante del fondo di solidarietà è proprio quella per l’assistenza sanitaria integrativa, che solo alla Camera copre un vero e proprio esercito di beneficiari: i 630 deputati in carica, i 1.109 loro familiari, i 1.329 titolari di assegno vitalizio con i loro 1.388 familiari, i 484 titolari di vitalizio di reversibilità con i loro 25 familiari, i 217  ex deputati in attesa di vitalizio diretto con i loro 386 familiari, 2 giudici emeriti della Corte costituzionale con due familiari e pure due familiari di giudici della Corte titolari di reversibilità. A proposito di reversibilità, anche la polizza vita lo è: basta impegnarsi a versare un piccolo contributo aggiuntivo dal primo giorno, e la polizza può essere estesa ad assicurare la vita anche dei familiari conviventi.

di Franco Bechis

 

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Commenti all'articolo

  • mauricchio

    21 Aprile 2012 - 20:08

    Si, siamo più tranquilli. Possiamo quindi accopparli tutti senza il timore che le loro famiglie rimangano senza una fonte di reddito ed entrino quindi a far parte della grande famiglia di noi poveri lavoratori italiani.

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  • TOMMA

    20 Aprile 2012 - 09:09

    Lunedi scorso i vertici (anche provinciali) dello SNALS (sindacato nazionale autonomo lavoratori scuola) sono in Russia per il loro congresso. Di sicuro tempo fa, lo avevano fatto anche a Budapest. Il segretario della mia zona mi ha risposto che "ci vanno non con soldi del Governo ma loro, quelli delle tessere"!

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  • marco burzio

    20 Aprile 2012 - 08:08

    IL popolo,non riesce a tirare avanti e gli capita qualcosa,non e'assicurato,perche' lo stato gli a preso tutto e neanche tutelato dalla sanita',che ha pagato,morissero tutti insieme di una bella epidemia fulminate solo loro,quando sono tutti chiusi al governo aprenderci per il c.....

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  • mamex

    mamex

    20 Aprile 2012 - 02:02

    Personalmente mi sono procurato un contenitore per le analisi delle feci. Poi con un cottonfioc in cabina elettorale saprò come e dove fare le giuste croci color marrone! Come stò aspettando quel momento!! Eh..... Eh..... Ehò.

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