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Ma che dice, segretario?

Mps, Bersani: "Il Pd non c'entra nulla"

Pier Luigi Bersani e Giuseppe Mussari

Bersani e Mussari

 

Lo scandalo dei derivati travolge il Monte dei Paschi di Siena. E il Partito Democratico. Dopo le dimissioni dai vertici dell'Abi di Giuseppe Mussari, in Borsa crollano i titoli dell'istituto senese mentre in Italia monta il disgusto. Si scopre che i "Monti-bond" da 3,9 miliardi equivalgono a quanto pagato dagli italiani per l'Imu: il Professore, con quei soldi, ha salvato la banca senese? "Quasi 4 miliardi di aiuti di Stato sotto forma di MontiBond - ha tuonato Giorgia Meloni -, più dell'intero valore dell'Imu". E in tutto ciò, Pier Luigi Bersani, che fa? Si sfila. Fa finta di nulla. Cerca di non essere travolto. Ma l'impresa è impossibile: "Non c'è nessuna responsabilità del Partito Democratico, per amor di Dio. Il Pd fa il Pd, le banche fanno le banche", ha dichierato il segretario.

La banca rossa - Peccato però che il Mps sia la banca rossa per eccellenza, da anni il regno dei Ds e della Margherita prima, e del Partito Democratico poi. Che Bersani si sfili e rifiuti ogni responsabilità del suo partito politico è francamente improbabile e maldestro. La sinistra ha sempre influito direttamente sulle strategie, sugli affari e sulle alleanze del Monte dei Paschi. Comprese alcune acquisizioni, portate a termine oppure sfumate. Parliamo della Banca 121, istituto pugliese, nella cui operazione pesò la partecipazione di Massimo D'Alema. Si arriva poi al fallimento dell'acquisizione di Antonveneta. Impossibile dimenticare, inoltre, che sulle nomine dei vertici della Fondazione hanno sempre inciso i "desiderata" dei vari Walter Veltroni, Giovanni Berlinguer, Rosy Bindi, Giuliano Amato e Franco Bassanini.

Gli assegni di Mussari - Che la banca sia "rossa", più rossa che mai, lo dimostrano anche i finanziamenti dell'ex patron, Giuseppe Mussari, il presidente Abi dimissionario, che quando era ai vertici del banco senese fu sostenitore del partito di Bersani. Anzi, fu un finanziatore. Lo scorso anno, per esempio, ha staccato un assegno da 100mila euro per il Pd di Siena: il finanziamento è stato registrato il 21 gennaio del 2011. E quest'anno, giusto pochi giorni fa, ha concesso il bis: arrivano altri 99mila euro sempre nelle casse senesi del partito di Bersani (versamento registrato alla tesoreria della Camera il 6 febbraio scorso). Nulla di illecito, per carità - gli stanziamenti sono avvenuti a norma di legge -, ma questi assegni dimostrano come la presunta lontananza del Pd dall'istituto rivendicata da Bersani sia una panzana. Secondo i dati ufficiali della Camera dei Deputati, dal 27 febbraio del 2002 ad oggi Mussari ha versato a titolo personale nelle casse del movimento ben 683.500 euro.

La vertenza di Lecce - Se ancora non bastasse, per chi ancora non fosse convinto del "segreto di Pulcinella" - ossia che il "cervello" e il braccio dell'istituto siano il Partito Democratico - è bene citare un ultimo emblematico episodio, avvenuto la scorsa estate. Il Monte dei Paschi di Siena aveva aperto una vertenza che prevedeva, soltanto a Lecce, 400 esuberi. E la Cgil della città cosa fece? Prese carta e penna, e scrisse a Pier Luigi Bersani, il segretario nazionale del Partito Democratico, per chiedergli esplicitamente - carta canta - "di intervenire sui vertici della banca". Sicuro, signor Bersani, che il Pd sia una cosa e il Mps un'altra?

Le polemiche - Il caso, come ovvio, ha suscitato un vespaio di polemiche. Il Pd cerca di ripararsi dalla tempesta e promette di portare al governo "una vera e propria stretta sull'utilizzo dei derivati, in particolar modo su quelli usati come mezzi surrettizi di finanziamento". Coda di paglia? Il "Fratello d'Italia" Ignazio La Russa punta il dito: "La vicenda Montepaschi è di una gravità inaudita per il buco di 760 milioni di cui parlano i giornali e per il fatto che il governo Monti accordi 3,9 miliardi, più dell'Imu pagata dagli italiani sulla prima casa". Sibillino e minaccioso il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri: "Se la magistratura metterà lo stesso zelo che ha messo in altre vicende su quella del Montepaschi, ci troveremo davanti ad una vicenda di enorme portata. A cominciare dall'acquisto di banche a prezzi assurdi da parte del Monte". 

 

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Commenti all'articolo

  • alejob

    30 Gennaio 2013 - 12:12

    Ti ricordi la sentenza di un giudice a qualcuno senza fare nomi. (Lei non poteva non sapere) e per questo fu condannato.

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  • ciannosecco

    26 Gennaio 2013 - 12:12

    Tu che sei di Siena dimmi una cosa.Se i clienti della Mps avessero tra le mano Pinkaloi,cosa gli farebbero?

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  • ciannosecco

    26 Gennaio 2013 - 12:12

    Pinkaloi,ritirati in buon ordine e non sparare cazzate,tanto non convinci nessuno.La merdata fatta con la Banca 121 e l'Antoveneta è così grande che i tuoi tentativi non attaccano,anzi sono pietosi.A cuccia.

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  • fonty

    fonty

    26 Gennaio 2013 - 11:11

    Bersanov dice che se il PD governava la banca era a loro insaputa.

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