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Etf, Etc e fondi comuni a confronto: come scegliere e quanto investire

Le gestioni che replicano gli indici azionari hanno spese basse e sono al riparo dagli errori dei gestori. Ma sfruttano solo in parte i boom settoriali in Borsa

Etf, Etc e fondi comuni a confronto: come scegliere e quanto investire

Né fondi, né azioni. Exchange Traded Fund o Etf. Exchanged Traded Commodity o Etc. Sono una particolare tipologia di fondo d’investimento o Sicav che viene negoziata  in Borsa come un’azione e che ha come unico obiettivo d’investimento quello di replicare l’indice al quale si riferisce (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva. Insomma che abbiano come sottostanti listini, azioni o vari strumenti o che seguano il corso delle materie prime questi strumenti riassumono le caratteristiche proprie di un fondo e di un’azione, consentendo agli investitori di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti: diversificazione e riduzione del rischio proprie dei fondi. Flessibilità e trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale delle azioni. Sono semplici da approcciare, bassi costi di gestione e sono l’ideale per chi voglia fare investimenti sganciandosi dal supporto della banca, ma al tempo stesso non si senta un trader. Non a  caso nei primi tre mesi dell’anno il mercato degli Etf ha raccolto nuovi flussi per circa 73 miliardi di dollari, di cui ben 62,5 miliardi su prodotti che replicano indici azionari e di questi 58 miliardi di dollari su indici azionari sviluppati. Con ciò non significa che non bisogna fare molta attenzione. Etf Securities, tra i maggiori gestore in Europa, fornisce cinque linee guida.  

La prima. Spread denaro-lettera è la regola principale: racchiude in 2 numeri quanto è liquido e acquistabile lo strumento,  a parità di prodotto occorre sempre scegliere quello con lo spread più basso. La seconda. Tracking error: è la differenza tra la performance dell’Etf  e dell’indice sottostante. Difficile analizzare questo dato senza buoni strumenti come Bloomberg o Reuters, un alto tracking error significa che l’Etf non fa il suo dovere. La terza. Profilo di rischio dell’investitore: l’ideale è leggere il profilo di rischio sui prospetti informativi e conoscere la volatilità dello strumento. Occorre chiedersi sempre se si è disposti e per quanto tempo a perdere il capitale investito con la consapevolezza di non poterlo toccare. Quarta regola. Diversificazione del portafoglio: nessuno ha la sfera di cristallo, neanche l’Etf di nuova generazione. Diversificare vuol dire diminuire il rischio e dormire la notte. Infine, quinta regola da seguire è l’orizzonte temporale. Per un investitore di Etf il lasso di tempo di solito non è inferiore ai sei mesi. Gli investimenti sono sempre di lungo periodo per questi strumenti, è consigliabile una strategia di buy & hold (acquista e aspetta, ndr). Cambiare continuamente strumento potrebbe compromettere non solo la profittabilità del portafoglio ma anche causare un aumento di costi. Secondo alcuni analisti il portafoglio ideale sarebbe costituito da un 50% di Etf azionari suddivisi tra un 15% di azioni italiane, un  20% di azioni europee e ad alto dividendo e un 15% di azioni di Paesi emergenti alto dividendo. A questo si deve aggiungere un 35% di Etf che investono in indici obbligazionari. 

Saputo questo, prima di fare la scelta bisogna tenere presenti anche una serie di situazioni più o meno contingenti. Soprattutto se si investe in materie prime.  L’oro per esempio in quanto bene rifugio negli ultimi anni ha visto decollare le quotazioni e l’attrattiva. Negli ultimi 12 mesi tutto è cambiato. Prima di vendere bisogna chiedersi sempre che altro acquistare. «Il sentimento di mercato verso le commodity è assolutamente ribassista», spiega Massimo Siano, Responsabile Italia e Francia di Etf Securities, i cui asset in oro sono diminuiti di un terzo secco. «I flussi degli Etc short negli ultimi sei mesi e i deflussi degli Etc long sono un chiaro segnale che i nostri clienti da 6 mesi si aspettano un ulteriore ribasso dei prezzi delle materie prime, in particolare i metalli preziosi. Questo sentimento del mercato rimane strettamente legato sia alla politica monetaria degli Stati Uniti sia alle prospettive di crescita della Cina, le performance al ribasso potrebbero divenire crescenti opportunità di alfa in caso di crescita e soprattutto a causa del differenziale tra domanda /offerta tra produttori di materie prime e consumatori. A nostro avviso, le preoccupazioni di una prematura stretta monetaria degli Stati Uniti sono esagerati in quanto crediamo che la principale preoccupazione della Fed rimanga il sostegno della ripresa degli Stati Uniti». Un discorso simile merita il rame. Una delle materie prime su cui hanno puntato in molti e che ora è arrivata a un bivio. Da inizio anno, Etf Securities ha registrato 66 milioni di dollari di uscite sugli Etc sul rame e 4 milioni di entrate sull’Etfs Daily Short Copper. Timori di una crisi di liquidità in Cina, il più grande consumatore di rame, e di un potenziale rallentamento dell’economia hanno influenzato negativamente il sentimento di mercato verso il prezzo del rame negli ultimi mesi. «L’Etfs Daily Short Copper», prosegue Siano, «ha segnato un 15 % da inizio anno. Secondo l’istituto di ricerca cinese Antaike, la domanda di metalli industriali in Cina rimarrà addirittura elevata nel 2013 anche se la crescita nel paese dovesse rallentare. La domanda di rame per la nostra ricerca dovrebbe aumentare del 5.5% quest’anno. Le importazioni di rame dalla Cina in giugno erano in rialzo del 10% rispetto al 2012. Anche se parte della domanda sembra essere stata guidata dal differenziale di prezzo tra la borsa di Londra e di Shanghai, una diminuzione delle scorte presso il Shanghai Futures Exchange rappresenterebbero un’ottima base per un rialzo della domanda nei prossimi mesi. Per tutte queste ragioni io invece rimarrei scettico su questo metallo e credo che i trader dei nostri Etc siano diventati più saggi dei dipartimenti di ricerca grazie alle loro posizioni short. Inoltre alcuni clienti mi informano che hanno  già dato per scontato le notizie positive su questo metallo».  Come dice il motto anglosassone «trend is your friend», il segreto (banale) sta nel cavalcare l’onda.

di Claudio Antonelli

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Commenti all'articolo

  • ubik

    30 Luglio 2013 - 14:02

    bravo investi i tuoi risparmi in Exchange Traded Fund. Quando diventi ricco faccelo sapere.

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  • andresboli

    30 Luglio 2013 - 08:08

    cosi i gestori fottono i clienti. comprate adesso i fondi che la borsa è ai massimi!!! qualcuno riesce a trovare un fondo che in 10 anni ti ha fatto guadagnare? avete fatto bene i conti!!!

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