Cerca

Liberiamoci della crisi

Carte di credito: ecco quanto ci costa fare a meno dei contanti

Aumenta anche in Italia l'utilizzo del denaro di plastica. Ma conviene?

Carte di credito: ecco quanto ci costa fare a meno dei contanti

È ancora presto perché gli italiani paghino caffè e giornali col denaro di plastica, ma non è escluso che prima o poi pure i cosiddetti micro pagamenti vengano fatti senza cash. L’addio ai contanti insomma è sempre più vicino. Vuoi per il pressing delle banche (che potrebbero aumentare il giro d’affari col crescere delle transazioni virtuali), vuoi per l’interesse degli 007 del fisco, che – grazie alle carte di credito e bancomat – si potrebbero trovare in mano una valanga di dati utili per dare la caccia ai furbetti delle tasse. La lotta all’evasione, peraltro, ha appena incassato un assist di peso dall’Unione europea, che pochi giorni fa ha proposto di tagliare proprio le commissioni applicate ai commercianti sugli acquisti effettuati con moneta elettronica. Un modo come un altro per rendere sostanzialmente indifferente l’utilizzo di una tessera di plastica o del denaro di carta.

Boom di prepagate - L’Europa, comunque, è un passo avanti nell’uso delle carte. Ma l’Italia sta accorciando il divario. Uno dei tanti spread che misurano la distanza tra il nostro Paese e la «concorrenza» estera. I vantaggi non mancano, ma bisogna fare attenzione ai costi e alla sicurezza nell’utilizzo. Sta di fatto che in tasca, gli italiani hanno complessivamente 80 milioni di tessere e il dato è in costante aumento negli ultimi anni. A crescere, stando agli ultimi dati Abi, sono soprattutto le prepagate, che fanno registrare  incrementi a doppia cifra, seguite dalle carte di credito e da quelle di debito (bancomat). Il bancomat – che nasce negli anni ’80 per prelevare cash, ma ormai da tempo si può usare anche per lo shopping grazie alla funzione pago bancomat – è presente con oltre 33 milioni di pezzi, mentre le carte di credito sono più di 36 milioni. Sempre più diffuse, come già accennato, le prepagate che hanno superato quota 5 milioni. In diminuzione (sotto i 3 milioni) le revolving, vale a dire le carte che consentono di fare acquisti a rate, ma che spesso si rivelano fregature visti gli interessi non sempre chiari praticati dagli operatori. Il “denaro di plastica” è più diffuso al Nord, dove si concentra circa il 55% delle carte in circolazione, contro il 25% del Centro e il 20% di Sud e isole.

Il ritardo con l’Ue - Non tutte le carte – a ulteriore testimonianza del ritardo italiano rispetto al resto d’Europa -  sono però utilizzate assiduamente da chi le possiede. Le carte attive, ossia che hanno fatto almeno un’operazione nell’ultimo anno, sono 54 milioni (68%): il 92% delle carte di debito (30,6 milioni), il 48% delle carte di credito (17,3 milioni), l’85% delle prepagate (4,5 milioni) e il 46% delle revolving (1,5 milioni).
Pagare con le carte i propri acquisti, poi, oggi è sempre più facile, anche perché presso gli esercizi commerciali sono installati 1,2 milioni di Pos (Point of sale, ovvero gli apparecchi che consentono di pagare con le tessere di plastica): il 52% al Nord, il 24% al Centro e il restante 24% al Sud e nelle isole. Le carte usate per fare acquisti e pagamenti sono quasi 50 milioni, che effettuano ogni anno 1,6 miliardi di transazioni su Pos, per un ammontare complessivo di 130 miliardi di euro.
Il maggior numero di acquisti è stato fatto con le carte di debito (54%, pari a 857 milioni di operazioni, per un ammontare di 59,6 miliardi di euro). Seguono le carte di credito (41%, pari a 653 milioni di operazioni, per un ammontare di 64,4 miliardi di euro), le prepagate (4%, pari a 64 milioni di operazioni, per un ammontare di 3,7 miliardi di euro) e le revolving (2%, pari a 26,8 milioni di operazioni, per un ammontare di 2,2 miliardi di euro). 

I prelievi - In un anno, ogni carta fatto in media più di 30 pagamenti. In particolare, per lo shopping le carte di debito sono state usate 31 volte, le carte di credito 41, le prepagate 20 e le revolving 21. Lo scontrino medio complessivo è superiore a 80 euro: le carte di credito e le revolving sono impiegate per importi medio-alti (rispettivamente 99 e 84 euro), mentre le carte di debito e le prepagate per pagamenti più contenuti, attorno ai 70 euro.
Anche prelevare denaro contante non è un problema, considerando che oggi in Italia ci sono circa 47 mila Atm (Automatic teller machine, meglio noti come Bancomat), peraltro sempre più evoluti e in grado di offrire servizi innovativi rispetto al  semplice prelievo. Oltre un terzo (36%), infatti, è Web based, ossia basato su protocolli internet  che garantiscono alti livelli d’efficienza abilitando servizi informativi e dispositivi con la stessa  logica e velocità di esecuzione dell’internet banking. Ogni anno agli Atm vengono fatte circa 1,5 miliardi di operazioni (prelievi, versamenti, ricariche telefoniche, ecc.), pari a circa 34 operazioni per carta. La più frequente è il prelievo (oltre 900 milioni), seguita dalla ricarica telefonica (166 milioni). In media, ogni «tessera di  plastica» fa: 22 prelievi, 5 operazioni di anticipo contante, 1 pagamento, 4 ricariche  telefoniche, 3 ricariche di carte servizi, 1 versamento e 1 prelievo in valuta. L’ammontare complessivo delle operazioni agli sportelli automatici ha raggiunto i 250 miliardi di euro l’anno. Di questi, circa 150 miliardi di euro sono prelievi, 6,3 miliardi anticipi contante, 5,3 miliardi pagamenti, 5 miliardi ricariche telefoniche, 15 miliardi ricariche di carte servizi, 60 miliardi versamenti e 4,1 miliardi prelievi in valuta.

I costi - Uno dei fattori a cui prestare maggiore attenzione è quello dei costi. Per usare una carta è necessario avere un conto corrente. In genere, le banche non chiedono alcun tipo di commissione annua per i bancomat mentre il discorso è diverso per le carte di credito (i circuiti più diffusi in Italia sono Visa, Mastercard e American Express): a volte il costo per la carte è compreso nel canone annuo del conto corrente, altre volte è un extra e si aggira a poche decine di euro; raramente si supera quota 50 euro. Non ci sono commissioni, per chi compra, sugli acquisti. Sui prelievi, invece, non sono previsti costi per il bancomat se l’operazione viene fatta in un Atm della propria banca, mentre si può arrivare fino a qualche euro in un istituto diverso. Occhio, invece, a fare prelievi sui circuiti internazionali delle carte di credito: si possono pagare fee fino al 10% dell’importo prelevato e le sorprese, quando arriva l’estratto conto, sono tutt’altro che piacevoli.

di Francesco De Dominicis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • fausta73

    18 Novembre 2014 - 14:02

    io pago sempre in contanti, dopo aver prelevato un tot direttamente dalle poste perchè solo così tengo sotto controllo le spese. PERO' se si dovesse in un futuro prossimo usare solo il bancomat farei volentieri il sacrificio di usarlo se si tratta di beccare i vari e numerosi evasori fiscali.

    Report

    Rispondi

  • anticomu

    24 Novembre 2013 - 12:12

    la solita pseudo-argomentazione di chi si fa convincere dalla propaganda sinistrofila pro-banche per l'utilizzo della carta di credito.in germania e in svizzera, paesi presi a modello NON ESISTE LIMITE AL CONTANTE E' CHIARO?a questo punto ci si dovrebbe chiedere come mai allora con un minimo di intelligenza ,se l'evasione e' dovuta al contante, non ci sia un'evasione nettamente superiore.chiunque sa che volendo se il pagamento e' oltre 1000 euro uno paga in contanti senza fattura in nero.a che serve il limite quindi?sono ben altri gli strumenti necessari e importanti tra cui il controllo dei conti correnti

    Report

    Rispondi

  • andresboli

    07 Agosto 2013 - 12:12

    il costo del contante è molto superiore a quello elettronico solo che non lo vediamo perché è annegato nei vari costi del conto corrente. La paura è che non si possa fare più nero e quindi evadere. e poi dicono che il PDL non è il partito degli evasori. I costi delle carte sono legati al mercato e alle normative tutte cose che si possono modificare a favore dei clienti.

    Report

    Rispondi

    • c.brandani

      18 Novembre 2014 - 15:03

      Andresboli, mi piacerebbe avere da lei una spiegazione sull'aggregazione Contante, Carta di Credito, Evasione e PDL. Che cazzo c'entra il PDL che tra l'altro oggi è F.I. e non è neppure al governo. Boh!!!

      Report

      Rispondi

  • libere

    07 Agosto 2013 - 09:09

    Si è scordato di citare la cosa più odiosa: il bollo sull'estratto conto, recentemente passato a 2 euro. Che, nel caso si usasse la carta per tutti i 12 mesi, regalerebbe a questo fisco insaziabile altri 24 dei nostri poveri euro. Perchè mai dovrei regalare a uno che ha la faccia come Befera altri 24 euro? Piuttosto pago con le monetine di rame!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog