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Elezioni a stelle e strisce

Usa, la guida al voto: come, dove e quando

Martedì 6 novembre il voto negli Stati Uniti: lo scenario pro-Obama e quello pro-Romney

Mitt Romney e Barack Obama

La "fusion" tra Romney e Obama

Sarà con ogni probabilità una maratona quella che deciderà l’Election Day negli Stati Uniti, al culmine di una delle campagne più combattute degli ultimi decenni. Gli Stati Uniti andranno alle urne martedì 6 novembre. Di seguito una mini-guida per orientarsi nella lunga notte elettorale: orari, regole, Stati-chiave e scenari.

APERTURA SEGGI: Gli Stati Uniti sono divisi da ben 6 fasce di fusi orari diversi. A parte Dixville Notch, il paesino del New Hampshire i cui 12 residenti voteranno da tradizione subito dopo la mezzanotte di martedì (in Italia le 6 di mattina?), i primi seggi elettorali apriranno alle 6 di mattina di martedì 6 (le 12 in Italia) in Virginia e in New Hampshire e negli altri Stati della costa orientale; sulla West Coast, i seggi in California apriranno alle 16 ora italiana.

CHIUSURA SEGGI: Alcuni seggi sulla East Coast chiuderanno alle 18 (mezzanotte in Italia), ma la prima chiusura significativa si avra un’ora più tardi, in Virginia (uno dei Stati-chiave, il cui verdetto darà una prima indicazione sull'esito della corsa). Alle 19:30 locali (l'1:30 della notte italiana) chiuderanno i seggi in North Carolina e anche in quello che potrebbe essere lo Stato decisivo, l’Ohio. Una vittoria di Romney in North Carolina, uno degli Stati più conservatori tra quelli in bilico, manterrà la corsa aperta al repubblicano. Ma gli occhi devono essere puntati sull'Ohio, perchè nessun repubblicano è mai arrivato alla Casa Bianca senza conquistare il Buckeye State; e perderlo metterebbe Romney in seria difficoltà. Un altro momento clou sarà poco più tardi, alle due di notte in Italia: alle 20 ora locale chiudono infatti i seggi in Florida e nella gran parte degli Stati sulla East Coast: una vittoria di Obama in Florida sarà monumentale per le sue speranze di rielezione, ma i sondaggi nel Sunshine State sembrano propendere per Romney. I seggi della West Coast di solito chiude tre ore più tardi.

RISULTATI: tutti i grandi network (ABC, CBS, NBC) più le reti via cavo (Cnn e Fox) faranno exit poll su circa 25mila elettori, soprattutto negli Stati-chiave: tali dati, insieme ai sondaggi telefonici, saranno usati per formulare le previsioni Stato per Stato, rese pubbliche a seggi chiusi. Alcuni Stati pubblicheranno inoltre i risultati parziali.

STATI-CHIAVE: per conquistare la Casa Bianca, sono necessari 270 'grandi elettorì su 538. Secondo RealClearPolitics, sono in bilico undici Stati, che insieme rappresentano 146 'grandi elettorì , tutti conquistati da Obama nel 2008. Stavolta la situazione è più incerta: gli uomini di Obama sostengono di avere 'in tascà gli Stati tradizionalmente Democratici, ovvero Michigan, Pennsylvania e Wisconsin; ma nelle ultime settimane la situazione di questi Stati è cambiata.

LO SCENARIO PRO-OBAMA: In base agli ultimi sondaggi, Obama ha il controllo di 18 Stati, il che vuol dire 201 'grandi elettorì; è poi un notevole vantaggio in Michigan (16), Pennsylvania (20) e Wisconsin (10), arrivando dunque a 247. Se vince l’Ohio (18) e l’Iowa (6) ce l’ha fatta (ma in entrambi questi Stati il suo vantaggio è all’interno del margine d’errore). Oppure gli basta la Florda (29), ma lì sembra in svantaggio.   Tenere d’occhio Virginia (13) e North Carolina (15), entrambi molto incerti: se Obama conquista uno di loro e non fa scivoli altrove, la situazione per Romney si fa più critica.

LO SCENARIO PRO-ROMNEY: la sua strada verso la Casa Bianca è più stretto. Nel suo bottino, ci sono 24 Stati sicuri per un totale di 191 'grandi elettorì. Gli mancano dunque 79 'grandi elettorì. Se come sembra, Obama conquisterà Michigan, Pennsylvania e Wisconsin, a quel punto deve per forza vincere due dei 'big threè (Florida, Ohio e Virginia) e la gran parte degli altri Stati in bilico.   Tenere d’occhio il New Hampshire: è piccolo (appena 4 'grandi elettorì) ma potrebbe dare una prima indicazione che il vento è a favore di Romney.

EARLY VOTING: si calcola che più del 30 per cento degli elettori registrati ha scelto di votare in anticipo (caos e lunghe file in Florida).

E SE FINISSE AL RICONTEGGIO? Ogni Stato ha le sue regole. Di fronte a questo rischio, stuoli di avvocati di entrambi i campi sono già nei vari Stati, pronti ad azioni legali nel caso di risultati al foto-finish.

L’INCUBO OHIO: c'è anche uno scenario incubo per il decisivo Stato dell’Ohio. Le autorità hanno inviato a ciascun elettore il materiale per fare la richiesta per poter votare anticipatamente per posta; le persone che ne hanno fatto richiesta, ma poi hanno deciso di votare di persona, daranno un voto provvisorio, che sarà tenuto in sospeso fino a che non sarà dimostrato che non abbiano già votato. Ci potrebbero essere qualcosa come 200mila voti provvisori, che la legge non consente di aprire prima del 17 novembre. E non basta: perchè a completare il conteggio ci sono pure le schede inviate per posta, che potrebbero arrivare anche il 16 novembre (possono essere infatti spedite fino a tutta la giornata di oggi). Se poi il risultato sarà in un margine di distacco dello 0,5%, è previsto il riconteggio.

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