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Il piagnone

Obama ha davanti il baratro fiscale
e piange davanti al suo staff

Il "fiscal cliff" non lascia tranquillo il presidente. La riduzione del debito sarà dolorosa e Obama non può perdere tempo

Davanti alle videocamere Obama piange lacrime amare. Gli Stati Uniti sono sotto la minaccia declassamento e devono trovare un accordo per ridurre il deficit. Il presidente deve fare i conti con i repubblicani
Barack Obama

Barack Obama

Obama piange lacrime amare mentre parla nel suo primo discorso da presidente rieletto. Come il ministro Elsa Fornero, disperata per i sacrifici da chiedere agli italiani, anche Barack scoppia a piangere davanti alle videocamere: sa che il futuro degli Stati Uniti non promette sorrisi. Il "fiscal cliff", il precipizio fiscale è lì che lo attende. L'aumento della tassazione sarà accompaganto dalla contemporanea entrata in vigore dei tagli automatici alla spesa governativa che ammonterà al 4 per cento del Pil che può portare gli Stati Uniti verso una recessione. Al Senato il presidente dovrà trattare per forza con i repubblicani. Quindi o c'è una mediazione, un accordo sulla politica fiscale o saranno ancora fiumi di lacrime. Con la minaccia di un declassamento del debito pubblico Usa, nessuno può permettersi passi falsi. Il muro contro muro fra repubblicani e democartici non servirebbe a portare fuori il paese dalla crisi. Già un anno e mezzo fa quando si trattava dell'innalzamento del tetto del deficit lo scontro fu duro. Ma alla fine dopo uno stallo totale, le due parti raggiunsero un accordo. Stavolta il tempo è tiranno e i mercati non aspettano. I nodi da sciogliere sono due. Il primo è il prelievo fiscale. I repubblicani sono dispoti ad accettare l'eleminazione di alcune detrazioni, come quelle sugli interessi per il pagamentio dei mutui per le case, ma non vogliono toccare le aliquote fiscali per i ricchi. Obama vuole invece vuole ridurre il peso fiscale sul ceto medio e le piccole imprese aumentando le aliquote su chi è più ricco. Il secondo è la ricetta da usare per ridurre il debito. Servirebbe ridurre il deficit di 4.000 miliardi di dollari in 10 anni. Una bozza di questo cammino doloroso per gli Stati Uniti l'hanno già messa giù Alan Simpson ed Erskine Bowles, i capi della commissione bipartisan antideficit. Il loro programma è rimasto al Congresso senza esiti. Ma le idee per una riduzione del debito restano il punto d'incontro di democratici e repubblicani. Obama non può perdere tempo. Nemmeno per piangere.

 

Guarda il video di Obama che scoppia in lacrime

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Commenti all'articolo

  • egimen

    09 Novembre 2012 - 13:01

    Ormai dovreste sapere che intervengo solo per auspicare e chiedervi di cambiare mestiere. Dopo questo articolo sono sempre più convinto della mia insistenza, non solo per la Vostra incapacità ma soprattutto della Vostra malafede!!!!!!!!! Ascoltatemi prima o dopo

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  • D.P.F.

    09 Novembre 2012 - 10:10

    Visto che Lady piagnisteo ha contagiato anche Barak Obama, dos piantos son meglio che one, appena mi arriva la cartella di Equitalia vado a piangere due lacrime. Chissà, se vale per loro potrebbe in termini di tera potrebbe funzionare anche con me in termini di kappa (unitari).

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  • carlo58

    09 Novembre 2012 - 09:09

    l'america ha un deficit? a me sembra una voragine. comunque che problema c'è una capatina in cantina e via che ti stampo due dollari.

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