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Giustiziati

Il giudice che si è preso
i soldi del tetraplegico

Raccontateci le vostre storie da "giustiziati", ossia cittadini con la vita stravolta dai bizantinismi della giustizia

Bruno Marconi da Verona: "Siamo invalidi, ricchi, ma non possiamo più mantenerci"
Il giudice che si è preso
i soldi del tetraplegico

 

Prosegue la nostra campagna sui «giustiziati», ovvero i  cittadini che si sono ritrovati con la vita stravolta a causa di lungaggini burocratiche e bizantinismi della giustizia civile italiana. Un solo giorno dopo il lancio dell’iniziativa, in redazione sono pervenute (all’indirizzo e-mail giustiziati@liberoquotidiano.it) decine di storie al limite del paradossale. In questa pagina ne pubblichiamo alcune, fra le quali la vicenda di una coppia - tetraplegica lei e paraplegico lui - che sebbene si trovi in una florida situazione finanziaria non può beneficiare delle proprie ricchezze. Perché? Perché nonostante il marito sia stato nominato amministratore delle fortune della moglie (totalmente impossibilitata a compiere qualsiasi azione, ivi comprese operazioni bancarie), un giudice ha congelato i beni, ravvisando un «conflitto d’interesse» nella figura del marito-amministratore. Se anche voi vorrete spedirci la vostra storia, saremo lieti di pubblicarla. Ecco la loro storia.

Io sono stato nominato dal giudice Amministratore di Sostegno (Ads) di mia   moglie tetraplegica. Purtroppo il giudice mi vessa in continuazione, si arroga il diritto di indirizzare i risparmi di mia moglie. Sono risparmi  ingenti, perché è stata risarcita dopo un incidente che ci ha coinvolto entrambi. Io invece sono paraplegico ma sono in grado di svolgere il mio ruolo.

Nel 2011 il giudice ha nominato un avvocato di Verona come Amministratore di sostegno di mia moglie senza nemmeno avvisarmi, io ho dovuto fare ricorso a Venezia per ritornare nelle mie funzioni di Amministratore di sostegno. Io chiedo in continuazione al giudice di sbloccare soldi per il mantenimento decoroso di mia moglie ma Lei - il giudice è femmina - non mi accorda mai nulla e sono costretto a pagare con i miei soldi, quando mia moglie ha una somma liquida considerevle ferma in banca, ovviamente per scelta del giudice.

In definitiva abbiamo soldi oltre il necessario ma non possiamo utilizzarli. Mi sembra talmente assurda questa invasione di campo, e il colmo è che il giudice dice di farlo per tutelare mia moglie,  perché io - sostiene - sono in conflitto di interessi. Si noti che sono sposato con mia moglie da trent’anni e abbiamo sempre   vissuto sotto lo stesso tetto e tuttora viviamo, seppurcon qualche difficoltà, assieme.

Ovviamente abbiamo una «badante» che vive con noi, e fiscalmente è tutto in regola. Sono incazzato nero, non possiamo vivere come vogliamo con i nostri soldi perché il giudice si arroga il diritto di decidere come gestire le nostre risorse economiche. In definitiva, siamo ricchi ma non possiamo disporre della nostra ricchezza.

Sono nauseato, ogni volta che parlo con la giudice mi stoppa con la parola magica «conflitto d’interessi». Questa non è giustizia ma vessazione totale, e non ci permette di vivere serenatmente la nostra esistenza, che è già difficoltosa nel quotidiano.

di Bruno Marconi
Verona

 

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Commenti all'articolo

  • Randon

    19 Giugno 2012 - 09:09

    Sentite questa : dopo molti anni,vittima dell'usura, il Tribunale mi ha venduto la casa e di conseguenza ho perso il lavoro, negozi ecc.ecc. Ho vivacchiato con una cooperativa il cui titolare portava vanto di non aver mai lavorato in 35 anni di vita..Ma si è comprato una villa e suo padre è al suo quarto acquisto di un appartamento. Per un debito di 14 milioni di lire, il giudice dello stesso Tribunale ha disposto la detrazione del 5° di mia moglie e di mia figlia (portatrice di handicap lieve): dopo dieci anni ho sborsato, per questo debito, ben 54 milioni di lire avendo il giudice decretato un interesse del 15,96 e del 30 per cento. Oltretutto un avvocato ha risolto, perchè in questa vicenda si sono inseriti il direttore e la direttrice dell'azienda dove lavora mia moglie, perchè questi non mandavano più il 5° alla Finanziaria "titolare" del debito. ADESSO che devo fare? chi mi ripaga in parte di questo esborso? Qualcuno mi aiuta? Non ho più niente ! Grazie.

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  • perfido

    18 Giugno 2012 - 17:05

    tra marito e moglie non mettere "il dito". Forse -a mio avviso- l'articolo è scarno di particolari, decisivi per il "conflitto d'interessi". Se fosse stato un Giudice-uomo, avrei avuto qualche dubbio; siccome trattasi di Giudice-donna, credo che, abbia agito in super-partes, considerando la coppia sposata e, ancora sotto il tetto coniugale. Saluti.

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  • giancarloetrusco

    18 Giugno 2012 - 16:04

    di cosa vi meravigliate, queti giudici una grande parte di quelli che operano nel territorio sono dei volgari vagabondi che prendono uno stipendi favoloso, i giudici quelli veri sono stati tutti mandati in pensione o confinati in paesi e che non possono dare fastidio a questi luridi politici che insieme ai giudici si dividono il bottino LA FORCA PER CRIMINI CONTRO IL POPOLO ITALIANO

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  • SUPERATO

    18 Giugno 2012 - 15:03

    perche distrugerlli cosi a tutti quelle persone che prellevano i soldi non sudati ma se ci fosse una legge o farla che chi prende soldi non di loro bisognerebbe confiscare i beni per sette generazzioni cosi si vede bene dove vanno questi soldi non di loro..........................

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