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Lavoro e tasse

Napoli, si suicida un imprenditore: debiti e cartelle di Equitalia lo tormentavano

La crisi fa un'altra vittima: l'uomo si è gettato dalla finestra di casa, ieri aveva già tentato di farlo. Tormentato da debiti ed Equitalia

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Un imprenditore si è suicidato gettandosi da una finestra della sua casa a Napoli, in via Cilea nel quartiere Vomero: è l'ultima vittima della crisi. Il tragico gesto, infatti, è la diretta conseguenza di sempre più gravi difficoltà economiche e l'arrivo delle cartelle fiscali di Equitalia. L’uomo già ieri si era affacciato senza protezione da una balaustra in via Petrarca, minacciando il suicidio, ma era stato dissuato dalle forze dell’ordine avvertite dalla famiglia. L'imprenditore si aggiunge all'impressionante serie di suicidi avvenuti solo nel 2012, di cui aveva parlato Libero lo scorso 14 aprileCon quest'ultimo gesto arrivano a quota 26. Il 20 aprile si è impiccato a Bosa, in provincia di Oristano, un artigiano edile 52enne, Giovanni Nurchi, che aveva perso il lavoro e non riusciva più a mantenere moglie e tre figli.

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Commenti all'articolo

  • sparviero

    26 Aprile 2012 - 23:11

    Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ti lascio un illuminante link: http://it.wikipedia.org/wiki/Imposta_comunale_sugli_immobili Fatti una cultura. La storia non è un'opinione. Se per "tra i quali" ti riferisci alla marmaglia stile Amato, tassatore per eccellenza del prelievo forzoso, allora posso anche pensare che in te ci sia obiettività. Se invece pensi che sia stato solo Berlusconi, per quanto la sua politica possa avere mostrato falle clamorose, ad affossare l'Italia allora sei in malafede. Non c'è un solo partito in questo paese che abbia avuto a cuore in minima parte le sorti della popolazione italiana che continua ad arrancare e ben presto non avrà altra alternativa che ribellarsi a un sistema corrotto e inarrestabile che da troppo ci soverchia.La sinistra continua a parlare di un mondo che da 67 anni non esiste più. Il passato è passato, dovremmo preoccuparci del nostro presente e ancor di più del nostro futuro. Basta con la retorica gratuita dell'ideologia.

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  • bruno osti

    26 Aprile 2012 - 16:04

    no, caro sparviero: gli ostinati siete voi, che scrivete che la causa di questi incresciosi avvenimenti siano da attribuire a Monti. Ed io questo ho messo in evidenza e vi contesto. E che il titolo "strage di stato" vuole portare a far credere che sia di colpa QUESTO governo. E se ci sono 82 scadenze in un mese, non è colpa di Monti ma di chi lo ha preceduto, tra i quali il Magnifico che aveva promesso la riduzione delle aliquote, il "meno tasse per tutti", via il bollo auto e che, negli ultimi otto anni da lui governati con una maggioranza stratosferica ed un ministro per la semplificazione, ci ha lasciato in queste condizioni. Se poi non lo ricordi, è Lui che ha aumentato l'IVA al 21%, è Lui che ha inventato l'IMU con la precedente finanziaria.

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  • sparviero

    26 Aprile 2012 - 13:01

    Dunque... procediamo per gradi perché anche tu possa capire: passi il fatto che questi poveretti potessero avere anni di arretrati MA c'è da riflettere sul fatto che le leggi italiane da sempre tutelano i monopoli privati (i ricchi, nel caso non lo avessi capito) strangolando la piccola e media impresa di cui poi i dottoroni fanno finta di vantarsi millantadone la fioritura. Voi sinistrati al solito non solo non capite la demagogia spicciola montiana ma non siete nemmeno in grado di maneggiare quelle tre nozioncine economiche. 82 scadenze in un mese avrebbero messo al tappeto anche il più scaltro dei borsisti. La cura monti ha avuto un certo risultato: il cadavere, e non è memmeno necessaria l'autopsia per capire la causa del decesso. Forse per te si caro Osti-nato, visto che non ci arrivi. Un consiglio: desisti.Roba da matti :)....

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