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Licenziato dal fisco

"Voglio il reintegro, ma il magistrato
è stato sostituito"

Raccontateci le vostre storie da "giustiziati", ossia cittadini con la vita stravolta dai bizantinismi della giustizia

Prosegue la nostra campagna sui «giustiziati», ovvero i  cittadini che si sono ritrovati con la vita stravolta a causa di lungaggini burocratiche e bizantinismi della giustizia civile italiana. Un solo giorno dopo il lancio dell’iniziativa, in redazione sono pervenute (all’indirizzo e-mail giustiziati@liberoquotidiano.it) decine di storie al limite del paradossale
"Voglio il reintegro, ma il magistrato
è stato sostituito"

Egregio  direttore, innanzi tutto mi presento: sono Domenico Tortora, nato a Bari e ivi residente in frazione Santo Spirito. Il mio è solo un grido di aiuto perché giustizia sia fatta dopo che l’Agenzia delle Entrate a cui ho donato oltre 31 anni della mia vita, e per la quale ho sempre onestamente lavorato, - dal primo gennaio 1994 al 2009 non ho fatto un giorno di assenza per malattia o altro, e addirittura nel mese di gennaio 2009 vantavo ancora 50 giorni di ferie dell’anno precedente oltre a quelle in corso - mi ha illegittimamente licenziato. Tra le altre cose, l’Agenzia mi ha coperto di avvisi di accertamento per decine e decine di migliaia di euro e solo dopo 19 giorni dal licenziamento sono stato colto da infarto al miocardio (o come lo chiamano “di crepa cuore”) e ancora oggi trascorro notti insonni per il tanto male ingiustamente patito.

Desidero  che la mia storia emerga, venga a galla, voglio essere giudicato dalla gente onesta e non solo da tutti coloro che si sono succeduti nella vicenda. Ho vissuto per 61 mesi e 15 giorni, dal 10 maggio 2004 al 24 giugno 2009, il quotidiano trasferimento da Bari-Santo Spirito a Brindisi e viceversa per un totale di ben 270 chilometri. Il tutto prestando regolare servizio mediamente per circa 9 ore al giorno, oltre a quelle per il viaggio, e mettendoci tutto l’impegno per raggiungere e superare gli sfidanti obiettivi di contrasto all’evasione. Non è poca cosa. Così si ripaga la gente onesta!

Ho impugnato il licenziamento in quanto illegittimo e immotivato con regolare ricorso ex art. 414 del c.p.c. dinanzi al giudice del lavoro di Bari,  depositato nel mese di gennaio dell’anno 2011. La prima udienza era stata fissata per il 17 novembre 2011, ma in quella data si scopre che il giudice era stato trasferito e da allora a oggi - dopo che son trascorsi ben sette mesi - il ruolo è ancora congelato: non si hanno più notizie su come e quando giustizia sarà fatta!

Giova soggiungere che, per analoga e identica questione che ha visto coinvolto con me un altro collega in quanto si trattava di situazione connessa, il suo ricorso presentato contestualmente al mio e assegnato ad altro giudice si è concluso in data 2 maggio 2012 con sentenza che ha accolto il ricorso e dichiarato in maniera inequivocabile la illegittimità del licenziamento intimato dalla. A me quando toccherà ottenere giustizia? Spero non dopo la mia morte!

di Domenico Tortora
Bari

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Commenti all'articolo

  • perfido

    20 Giugno 2012 - 19:07

    Sono stato licenziato nel 1996 dalla banca (...). Io, invece, mi sono congedato dalla G.diF., l'anno successivo; per mia dignità, nonchè per lo schifo intercorso tra qualche ufficiale del Corpo ed un magistrato. Caro giggio51, non devi virgolettare "accordo" stante a significare come termine (presumibile), cita la parola ACCORDO liberamente. Ricordi ANDREOTTI, quando diceva che "parlar male si fa peccato, ma spesse volte si indovina". Un avvocato deve lavorare, e, se deve contraddirsi un giudice, significa cambiare Foro. Ti dico ciò, perchè ho collaborato, quand'ero in servizio nella G.diF., con alcuni magistrati. Fin quando non si fa avanti, un avvocato -con i c@zzi e controc@zzi- non racconterò mai (nulla). Una premessa per -l'eventuale- avvocato: "ho vinto un ricorso al TAR della sezione di Brescia, nei confronti di un (mio) Ufficiale". Nel salutarTi, voglio aggiungere che, è inutile anche una certa stampa, a volte si rileva peggior dei togati. Saluti.

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  • giggio51

    20 Giugno 2012 - 16:04

    Sono stato licenziato nel 1996 dalla banca dove lavoravo come direttore di filiale. Le contestazioni fatte sono risibili: concessione di crediti in attesa di affidamento. Si tratta di una procedura prevista dalla normativa interna della banca e quindi non contestabile. I giudici di tutti e 3 i gradi si sono arrampicati sugli specchi inventando di volta in volta nuovi argomenti, si badi bene non contestati dalla banca. Nella mia situazione decine di altri colleghi sono risultati vincenti: basti pensare alle decine di sentenze dove si dice che se i superiori erano d'accordo il dipendente non può essere licenziato (ubi major minor cessat)o al fatto che abbia chiesto inutilmente di essere sentito di persona. A parte il fatto che ci hanno impiegato ben 8 anni per la sentenza definitiva e che il "mio" avvocato ancora oggi mi dica che non è stata emessa la sentenza (che invece è stata emessa nel 2005), mi fa pensare ad un "accordo" tra banca, giudici e avvocato. Non so a chi rivolgermi.

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