Cerca

Padre e figlio

Trattati come ladri per un mini-debito,
ora capiamo chi si toglie la vita

Raccontateci le vostre storie da "giustiziati", ossia cittadini con la vita stravolta dai bizantinismi della giustizia

Prosegue la nostra campagna sui «giustiziati», ovvero i  cittadini che si sono ritrovati con la vita stravolta a causa di lungaggini burocratiche e bizantinismi della giustizia civile italiana. Un solo giorno dopo il lancio dell’iniziativa, in redazione sono pervenute (all’indirizzo e-mail giustiziati@liberoquotidiano.it) decine di storie al limite del paradossale
Trattati come ladri per un mini-debito,
ora capiamo chi si toglie la vita

Io e mio figlio gestiamo una piccola ditta artigianale, siamo solamente noi due come dipendenti, oltre a qualche saltuaria collaborazione per lavori più impegnativi. Pochi giorni fa ci trovavamo in un cantiere per effettuare delle consegne e relativi montaggi, quando alle 9.30 circa riceviamo una chiamata al telefonino da parte del maresciallo dei carabinieri il quale ci chiedeva  (imponeva) l’immediato rientro in sede per motivi da spiegare. 

Impauriti e preoccupati facciamo immediato ritorno nel nostro laboratorio cercando di immaginare il problema presentato. Al nostro arrivo troviamo ben due macchine dei carabinieri con quattro militari in divisa e armati, oltre un camion gru vicino all’entrata. Chiediamo immediatamente spiegazioni e ci viene fornita la risposta: una società di leasing - tramite legale e con istanza del giudice -, richiede il ritiro di un macchinario preso in locazione e in ritardo nei pagamenti delle rate. 

Il maresciallo ci intima l’apertura del locale e ci diffida da opporre resistenza all’operato dell’addetto al ritiro, notificando il mandato firmato da un giudice in cui si rileva inoltre di essere stati denunciati alla autorità giudiziaria per «indebita trattenuta di bene altrui». Da parte nostra precisiamo di non avere mai avuto comunicazione scritta di richiesta di reso del bene in questione, e inoltre che tale contratto si riferiva a un bene del valore iniziale di circa 45 mila euro con un saldo scoperto di poco superiore alle 4 mila . 

Oltre alla poco edificante figura davanti ai vicini, non sono state sentite ragioni e il camion gru ha portato via il bene in questione. Secondo voi è possibile una situazione del genere? Infine ci è stato chiesto di presentarci in caserma con un legale per comunicazione di domicilio. Dopo il contatto con un legale (450 euro di spese) veniamo a sapere che il sequestro risultava illegittimo in quanto non concordato nei termini previsti. Ora capisco per quale motivo (purtroppo) ci sono tanti suicidi nel nostro paese. Grazie Monti, grazie magistratura, grazie forze dell’ordine.  Vergogna.

di Costantino C.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • grumble bear

    24 Giugno 2012 - 08:08

    ora se ne capisce il perchè, se ogni volta ci si rivolge anche per stupidate. Un leasing è un contratto d'affitto e vuole pagato, non ci sono ragioni, stavolta era sbagliato il metodo, d'accordo, ma giusto il merito, oppure dobbiamo stabilire che sia giusto il concetto di non pagare?......se io non pago questo artigiano per i servizi offerti è giusto?.... i suicidi ci sono purtroppo per questa brutta situazione internazionale, e il governo ha le sue colpe, ma c'è anche gente che fa il passo più lungo della gamba e non può pretendere chissà cosa, certo chi ha crediti con lo stato è giusto fare conguagli,ma non si pretenda che vengano bloccati i debiti!

    Report

    Rispondi

blog