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Concerti, eventi, mostre
Per il Comune di Siena
il Monte era un bancomat

Le iniziative erano già finanziate dalla Fondazione. E poi la banca raddoppiava le somme attraverso la formula della sponsorizzazione

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Concerti, eventi, mostre
Per il Comune di Siena
il Monte era un bancomat

 

di Chris Bonface

Bastava solo bussare alla porta. E veniva subito aperta. Così proprio mentre i conti venivano terremotati dalle operazioni sui derivati che stavano emergendo, il Monte dei Paschi di Siena ha continuato ad aprire il proprio portafoglio ogni volta che alla sua cassa bussava il Comune amministrato dal Partito democratico. È  accaduto più volte anche in pieno 2012, sia prima che dopo il commissariamento della città. Ed è accaduto nonostante gran parte delle attività socio culturali del Comune fossero ampiamente finanziate da contributi milionari che ogni anno arrivavano dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena. 

Quest’ultima finanziava regolarmente (riducendole solo negli ultimi anni) tutte le attività del complesso museale di Santa Maria della Scala, attraverso un contributo ordinario che si aggiungeva al fondo garantito per le attività socio-assistenziali del municipio. Poi il flusso di finanziamenti veniva di fatto raddoppiato dalla banca rossa, attraverso le formule consentite dalla legge, che quasi sempre erano quelle della sponsorizzazione. È  stata la banca a versare al Comune ad esempio 50 mila euro per una mostra dell’artista greco Jannis Kounellis a Santa Maria della Scala sotto forma di sponsorizzazione. E a finanziare sempre come sponsor con 270 mila euro i festeggiamenti del Capodanno 2013. Il Comune ha richiesto l’una e l’altra somma alla banca per lettera, e il Monte dei Paschi di Siena non ha battuto ciglio. Ha pagato. Solo che nell’uno e nell’altro caso lo ha fatto per nulla. Perché proprio dopo avere incassato i 50 mila euro di sponsorizzazione, il comune ha dovuto fare i conti con Kounellis, che a Siena non è voluto venire né ha inviato le sue opere. Mostra dunque saltata all’ultimo. Così come fatti due conti qualcuno ha pensato che spendere tanti soldi della banca ormai in quelle condizioni per una festa di Capodanno, non fosse il caso. Ma l’uno e l’altro finanziamento era ormai stato erogato ed era finito nelle casse del Comune. Restituirli? Manco per sogno: bastava usarli per altro. Il Comune ha scritto alla banca - che ha subito accettato - che quei soldi sarebbero stati impegnati per «piccoli eventi» da tenere a Santa Maria della Scala, promettendo di destinare uno spazio nel museo (un banchetto) per fare vedere i prodotti finanziari della banca rossa. Non avendo mostre da realizzare per giustificare la sponsorizzazione il Comune ha proposto al Monte dei Paschi (che ha accettato) di allestire nel 2013 una mostra su “Dipinti, sculture e disegni del Novecento- Esperienze di collezionismo nelle raccolte della Banca Monte dei Paschi di Siena”. Un vero capolavoro: il Comune si è preso i soldi della sponsorizzazione per eventi che non ha realizzato, e ora li giustifica facendo organizzare allo stesso Monte dei Paschi di Siena una mostra con le opere d’arte che ha nel proprio caveau. Risultato: Mps sponsorizza se stessa per fare un favore al Comune. 

È  invece andata in porto un’altra sponsorizzazione del Mps chiesta dal comune per la rassegna «la città aromatica» che si è tenuta negli ultimi giorni dello scorso mese di agosto (dal 28 al 31): 320 mila euro per qualche spettacolino minore in piazza e per fare cantare l’ultimo giorno Patti Smith.

Contratti e delibere emergono dalla banca dati dell’albo pretorio del comune di Siena, ma è difficile ricostruire il volume complessivo degli scambi fra banca e comune rosso. Ha provato a chiederlo qualche piccolo azionista nell’assemblea di bilancio 2012 al direttore generale, Fabrizio Viola. Ma lui non ha voluto spiegare il dettaglio per ragioni di privacy. Ha solo detto che Mps nel 2011 ha investito 20,7 milioni di euro in pubblicità: 8,25 milioni in tv; 4,45 milioni sulla stampa, un milione sulla radio, 1,2 milioni su Internet. Il resto è stato investito su territorio e clientela, oltre che sulla comunicazione interna. Non c’erano però le sponsorizzazioni e nemmeno le liberalità chieste da un socio incuriosito sul rapporto finanziario fra Mps, partiti e sindacati. Viola ha rimandato al bilancio. E lì alla voce “Contributi sociali- Sponsorizzazioni e donazioni per progetti con finalità sociale” c’è una cifra di tutto rispetto: 44,1 milioni di euro nel 2011. Sarebbe interessante conoscerne il dettaglio.

 

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