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Bunga bunga

La verità di Ruby ai giudici
"Niente sesso, solo balli sexy
ho visto Minetti vestita da suora"

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Ruby, Silvio Berlusconi in Aula

Silvio Berlusconi in aula al processo Ruby

E' il giorno di Ruby Rubacuori. Alle 10.45 è arrivata al Palazzo di Giustizia di Milano insieme al fidanzato Luca Risso. Per la prima volta la giovane marocchina, al centro dei processi sui presunti festini a luci rosse ad Arcore, risponde alle domande dei giudici del processo nel quale sono imputati Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti. Citata come testimone dal Tribunale di Milano, dirà la sua verità che a meno di soprese dovrebbe essere quella messa nero su bianco nel comunicato stampa distribuito ai primi di aprile durante il suo show sugli scaloni del Tribunale di Milano dove ha negato di aver ''avuto rapporti sessuali a pagamento e soprattutto di averne avuti con Silvio Berlusconi''. Inoltre aveva accusato i pm di ''invadenza'' per averle fatto ''domande incessanti'' sulla sua ''intimita''' aggiungendo di aver dovuto cedere alla loro ''pressione'': per lei ''era piu' facile dire di sì' e ''raccontare storie inverosimili'' come l'aver conosciuto Cristiano Ronaldo o Brad Pitt o di essere parente dell'ex rais egiziano Mubarak. Bugia, quest'ultima, per la quale ha chiesto scusa anche al leader del Pdl. 

La versione di Ruby - Karima ha detto al giudice di essere arrivata a Milano fine ottobre 2009 dalla Sicilia aveva partecipato a un concorso di bellezza. La giovane marocchina ha spiegato che a quel concorso c'era anche Emilio Fede ma di non avere avuto modo di fare discorsi in separata sede con lui.  Al concorso disse di avere 16 anni: "Firmai da sola il modulo per partecipare al concorso - ha spiegato - inventandomi il nome di un adulto perchè non avevo l’autorizzazione dei miei genitori".  Alla stazione Centrale l'aspettava una ragazza, Simona Loca, che aveva conosciuto in Sicilia e che aveva accettato di ospitarla nella sua casa. Non aveva ancora lavoro Ruby e così, ha raccontato in aula, si è messa a cercare. Saputa l'esistenza di un'agenzia importante, quella di Lele Mora, ha cercato di prendere un appuntamento visto che la sua speranza era quella di lavorare nel mondo dello spettacolo e della moda. "Ho trovato l'indirizzo, in viale Monza, e ho cercato un colloquio con il titolare dell'agenzia. L'ho trovato. Ho parlato con Lele Mora che mi ha chiesto di lasciare un corriculum, delle foto (prese dal profilo Fb) e i documenti (ho detto che li avevo persi)", ha detto la giovane marocchina al giudice sottolineando che diede "il solito nome: Ruby (preso da una telenovela) e mi ricordo di aver dato come età 19, 20 anni. Ho lasciato tutto a Marco Zorzetto che era incaricato di prendere i documenti". In attesa di avere una risposta sull'esito del colloquio aveva cercato altri lavori, ma a chiunque si rivolgesse chiedevano i documenti che lei non aveva. "Una sera", continua Ruby, "Simona mi ha portato a fare un colloquio in un albergo. Quando ho capito che si trattava di fare la prostituta sono scappata". L'amica non la prese bene e al ritorno a casa della ragazza marocchino le fece trovare il suo zainetto fuori dalla porta. A quel punto Ruby è senza un tetto e senza un lavoro. Disperata si sedette su una panchina, era notte fonda. Un uomo, Vincenzo Ranieri, si fermò e mi ospitò per tre giorni nella sua casa offrendosi di aiutarmi a trovare un lavoro. "Mi presentò dei titolari di un ristorante, ma non mi presentai al colloquio perché nel frattempo avevo conosciuto Gabriele che lavorava come pr e mi fece entrare in un agenzia di ragazze immagini e cubiste. Dopo tre giorni", continua Ruby, "siamo andati a vivere insieme, ci siamo fidanzati, e io lavoravo tre volte a settimana in locali di Milano, ma anche di fuori città. Guadagnavo circa 100 euro a serata. Poi a febbraio però è finita con Gabriele". 

Le cene ad Arcore - Il 14 febbraio 2010 Ruby va per la prima volta a Villa San Martino per una cena. La giovane marocchina ha raccontato di essere stata portata nella residenza dell'allora presidente del Consiglio da Emilio Fede. Partì da Viale Monza in un'auto con autista che "aveva mandato Lele Mora". Con quella vettura la ragazza arrivò a "Palazzo dei Cignì e là salì in auto Fede, che io avevo visto al concorso di bellezza in Sicilia e avevo rivisto in un ristorante di Corso Garibaldi". La ragazza ha chiarito che sembrava che Fede, quando la vide, non si ricordasse di lei e gli chiese ancora una volta il numero di telefono. ''Quando Mora mi ha telefonato, ero convinta che si sarrebbe trattato di una serata alla discoteca Hollywood''. Invece ''sono arrivata alla villa di Arcore e quando ero fuori dalla macchina mi è stato detto che era la villa del presidente del Consiglio. Io ero sorpresa, non mi sembrava vero. Berlusconi si è presentato all'ingresso e io mi sono presentata con il nome di Ruby''. Durante la cena, prosegue la giovane, "c'erano bellissime ragazze" in compagnia del 'solo' Silvio Berlusconi, Mariano Apicella e Emilio Fede. "Sono arrivata ad Arcore, ero sorpresa di essere a casa del Presidente del Consiglio, non mi sembrava vero, era una cosa stranissima". "Si chiacchierava e mi chiesero di presentarmi", racconta la ragazza. "Raccontai una storia inventata: dissi di essere Ruby, metà egiziana e metà brasiliana, di essere figlia di una cantante famosa, imparentata con il presidente egiziano Mubarak. Poi dissi che avevo problemi con la famiglia perché mio padre mi aveva allontantana perché ero diventata cristiana. Mostrai dei lividi per dimostrare i maltrattamenti di mio padre. Alcune ragazze si sono commosse. Non ricordo cosa mi disse il presidente perchè cambiammo discorso quando mostrai un video di mia madre che cantava". 

La busta del Cav - "C'era una tavolata con quindici venti ragazze, tutte belle e vestite benissimo. Non sapevo com'ero finita lì ma non mi posi nessuna domanda". "Pensavo di andare all'Hollywood - continua Ruby - e mi ero portata un grande cuore perchè poi pensavo di andare da Domenico Rizza, il ragazzo di cui ero innamorata, con la speranza di tornare con lui". "Non vedevo l'ora di andare via", ha continuato Ruby. "Ho salutato tutti, il presidente mi ha accompagnato alla porta e mi ha dato una busta dicendomi che era un modo per aiutarmi e mi disse che avrebbe avuto piacere di avermi di nuovo a cena. Lasciai il numero di telefono e me ne andai in taxi". Andò a casa da Domenico Rizza, ma non andò come sperava: "Lo trovai con un'altra donna. A quel punto tornai dalla mia amica tunisina", racconta ai giudici Ruby. "Il giorno dopo ricevetti una telefonata da Berlusconi che mi chiedeva come stavo se avevo gradito il regalo e mi invitava il prossimo week end. Mi telefonò ancora. Andai a Arcore con il taxi che è stato pagato lì. Anche in questa seconda occasione c'erano le ragazze, Apicella e il padrone di casa. Le ragazze erano mascherate e c'era una (Marysthelle Polanco) "travestita Ilda Boccassini, non sapevo chi fosse all’epoca, ora lo so. Aveva una toga e una parrucca rossa. Nicole Minette ballava vestita da suora e rimase in intimo". La cena si è svolta nella stessa maniera: "Abbiamo mangiato le stesse cose poi dopo siamo andate in questo locale denominato "Bunga bunga" che si trovava al piano inferiore (una stanza enorme con una altra stanzetta) mi raccontarono cosa significava attraverso una barzeletta. Nel locale c'era una consolle con delle poltrone messe a quadrato, un paolo della lap dance, un pilastro, c'era un tavolo con delle bevande servite da due ragazzi". Quella sera Ruby rimase a dormire a Arcore: "Mi diedero una stanza solo per me". La giovane ha spiegato che l'allora presidente del Consiglio ''mi aveva detto che potevo rimanere a dormire lì. Sono così rimasta da sola in una stanza''."Al mattino mi diedero una tuta per farmi stare più comoda e al mattino mi svegliò la Polanco, poi salimmo a fare colazione".  La ragazza ha inoltre raccontato di aver lasciato villa San Martino solo nel pomeriggio del giorno successivo dopo aver pranzato. 

Mai contatti fisici - Nel corso dei dopocena ad Arcore ''non ho mai visto contatti fisici tra le ragazze e Silvio Berlusconi'', ha detto Karima nel corso della sua testimonianza al giudice Anna Maria Gatto. Si svolgevano "balli sensuali", "le ragazze ballavano e si avvicinavano a lui in modo sensuale e ammiccante, alcune tiravano su la gonna, ma non ho mai visto contatti fisici con il presidente", ha specificato la marocchina. Silvio Berlusconi ''mi ha sempre dato una busta con dei soldi'' con dentro 2 mila euro ''e sempre in banconote da 500'', ha poi puntualizzato la giovane raccontando di essere andata a villa San Martino ''cinque, sei o sette volte. L'ultima sera doveva essere il Primo maggio ma le date non me le ricordo''. 

Il centro estetico - La giovane ha spiegato di aver ricevuto un aiuto da Berlusconi per aprire un centro estetico: ''Quello è sempre stato il mio sogno, perchè così avrei potuto avere una mia autonomia economica". Ruby ha detto di aver avuto 30 mila euro da Giuseppe Spinelli, il collaboratore di Silvio Berlusconi, per aprire un centro estetico in via della Spiga, a Milano. La giovane marocchino ha spiegato di aver ricevuto i soldi in contanti in banconote da 500 euro. ''Per me quei soldi erano tantissimi'' ha affermato.

La notte in Questura - L'ormai famosa notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 in questura a Milano con Ruby c'erano ''Nicole Minetti, Michelle Conceicao e Miriam Loddo''. Lo ha raccontato la giovane marocchina, testimoniando in aula e spiegando che le tre ragazze erano con lei dentro la questura. Conceicao, stando al racconto di Ruby, le avrebbe detto ''non ti preoccupare faremo di tutto per non farti tornare in comunità".  "Uscita dalla Questura ho parlato al telefono con il presidente che era arrabbiato per tutte le cavolate che avevo raccontato", ha detto Ruby. "Con i funzionari della Questura avrebbe parlato dell'eventualità di andare in comunità e "per questo mi ricordo che ho pianto". ''Io non so come è andata quella situazione, so che sono stata portata in questura e che sono venute a prendermi Minetti, Conceicao e Loddo, tutti i retroscena non li conosco", ha puntualizzato Karima a proposito del suo rilascio dalla questura a seguito, secondo i pm di Milano, delle pressioni di Silvio Berlusconi. ''Non so se ero affidata a Nicole o a Michelle - ha proseguito Ruby - in questura io avevo detto che avevo 17 anni e non mi ricordo che generalità ho lasciato, se il nome di Karima o quello di Ruby''.

Contro la Bocassini -  - Nel corso della sua testimonianza Karima ha accusato la Procura di Milano di non aver messo a verbale tutto quello che lei aveva dichiarato nel corso delle varie deposizioni. ''Ho letto verbali di una pagina, piuttosto poco rispetto alle ore che ho trascorso parlando con i pm''-ha spiegato. Nel momento in cui il giudice Anna Maria Gatto le fa notare di aver detto ''una cosa molto grave'', Ruby ritratta sostenendo di ''non riuscire ad essere precisa'' e che a volte ''i ricordi si confondono con le sensazioni''. A quel punto il giudice le ha ricordato: ''Questo è un processo, non è una trasmissione televisiva''.

Non mi sono mai prostituita - Ruby nega di aver mai esercitato l'attività di prostituzione. La giovane marocchina, ha risposto con un secco ''no'' quando la presidente del tribunale le ha chiesto se abbia mai avuto rapporti sessuali dietro il corrispettivo di un compenso economico. ''Mi sono sempre rifiutata di prostituirmi'', ha assicurato la giovane in un altro passaggio della sua audizione. E quando le e' stato fatto notare che dal tono di alcune telefonate intercettate e finite negli atti del processo emerge uno scenario diverso, Ruby ha replicato: ''Fingevo e ho raccontato un sacco di cavolate''. Un secco ''no'', "mai avuto rapporti intimi con Silvio Berlusconi" è arrivato anche alla domanda diretta posta dal pubblico ministero Antonio Sangermano.

 

Bugie per vantarmi - Ruby aveva raccontato che avrebbe dovuto ricevere tra i tre e i sei milioni da Berlusconi solo ''per vantarmi con moltissime persone. Lo avevo detto in giro per giustificare quello che era uscito sui giornali''. Lo ha raccontato la stessa ragazza al presidente del collegio, Annamaria Gatto, facendo riferimento a un blocchetto sequestrato due anni fa nell' abitazione di Genova della ragazza e sul quale aveva annotato che avrebbe dovuto ricevere 5 milioni dall'ex premier. Il giudice le ha chiesto chiarimenti e lei più di una volta ha detto di aver raccontato quella storia ''per vantarmi, se fosse stato vero non avrei avuto bisogno di scriverlo''. Inoltre Karima ha spiegato di aver mostrato quell'appunto allo stesso Luca Risso, il compagno attuale, a sua madre e alle amiche che andavano a farle visita perchè ''per tutti l'essere finita in un caso del presidente Berlusconi era un cosa non normale. Perchè era un uomo straricco...''. 

 

Aveva dichiarato 24 anni - In attesa delle dichiarazioni della superteste, Lele Mora aveva già smentito davanti ai giudici quanto affermato dal pm Ilda Boccassini che nella requisitoria del processo a carico di Silvio Berlusconi lo aveva indicato come una delle persone dell’entourage dell’ex premier a conoscenza della minore età della ragazza. "All’ufficio casting Ruby aveva dichiarato di avere 24 anni e questo è stato esibito agli atti", ha detto l’ex 'guru dei vip'. "Ruby dirà che non l’ho portata io ad Arcore", ha aggiunto.

Le dichiarazioni precedenti - Durante le indagini preliminari Ruby, sentita 5 volte tra il 2 luglio e il 3 agosto 2010, oltre ad aver fatto un elenco dettagliato dei regali ricevuti dall'ex premier, aveva spiegato agli inquirenti che il 14 febbraio di tre anni fa, quando per la prima volta partecipò a una serata ad Arcore ''in tutto c'erano 30 ragazze''; ''gli unici uomini erano Berlusconi e Fede''. In piu' aveva spiegato, in relazione a un'altra festa cui era stata invitata il mese dopo da Lele Mora, del dopocena a base di Bunga-Bunga (''esibizioni sessuali'') a cui lei, a suo dire, non avrebbe partecipato, di ''un bagno collettivo nella piscina coperta'' e di essersi fermata a dormire a Villa San Martino su invito del padrone di casa. Quella sera, inoltre, l'allora Presidente del Consiglio ''scoprì per l'appunto che sono minorenne e priva di documenti - aveva ancora messo a verbale il 3 agosto di tre anni fa - In quella circostanza, poichè io gli avevo detto falsamente di essere egiziana, mi propose di farmi passare per nipote del presidente Mubarak e di fornirmi documenti comprovanti la mia nuova identità, di cui lui si sarebbe occupato; mi propose inoltre di mettermi nella disponibilità di un centro estetico in via Della Spiga''. Il Cavaliere ''era molto preoccupato che potessero emergere i miei rapporti con lui e le serate trascorse presso la sua abitazione''.

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • Renatino1900

    18 Maggio 2013 - 17:05

    veramente in america il politico conservatore che cerca i voti dei bei pensanti chiesaioli, organizzando magari un family day, e poi scoperto ad organizzare orge, anche con minorenni, viene immediatamente estromesso dalla vita pubblica/politica. Clinton ebbe molti problemi e stava per essere "licenziato" non tanto per avere fatto sesso, con una maggiorenne, ma per avere detto una balla. per questo si scuso pubblicamente in televisione. non accomuniamo il nano a qualsiasi altro politico. se proprio vuoi lo puoi paragonare ai suoi amici poco democratici: in testa Gheddafi, quello che stuprava ragazzini e ragazzine...

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  • Renatino1900

    18 Maggio 2013 - 16:04

    sfigato di un berlusconiano. per prima cosa Marrazzo si è dimesso, e lo ha fatto non perché avesse commesso un reato ma perché ricattabile e ricattato. in più i carabinieri che lo hanno ricattato sono stati condannati. esempio sbagliato il tuo. esempio idiota oserei dire. il nano, invece, è accusato di avere fatto sesso con una minore, che rimane un reato, per denaro. ma ricapitoliamo: fare sesso con un adulto per denaro NON è reato, fare sesso con un minore LO E'. capito la differenza? evidentemente no, altrimenti non avresti scritto questa boiata. ps prova ad andare a puttane minorenni, anche senza sapere che queste sono delle minori, e vedrai dove finisci, e in fretta.

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  • blu521

    17 Maggio 2013 - 19:07

    La sinistra e l'art 600 bis del cod pen?

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