Cerca

La conferenza a Palazzo Chigi

Renzi: "Giù le tasse per i pensionati"

Ha scelto l'abbigliamento informale Matteo Renzi per la sessione di #Matteorisponde, il primo appuntamento istituzionale da palazzo Chigi di Renzi sul social network. In diretta il premier ha risposto via Twitter alle domande degli italiani. Senza giacca, un paio di jeans e una cravatta azzurra. Così il premier si è presentato a Palazzo Chigi. L’abbassamento delle tasse, il rebus Alitalia, l’emergenza immigrazione, partite Iva, voto di scambio politico-mafioso, fondi europei, costi della politica, evasione fiscale e questione marò. Molte le domande dei giornalisti. Ancor di più quelle arrivate dai cittadini-follower coinvolti nella discussione lanciata dallo stesso premier. Nel frattempo dai banchi di Montecitorio il Movimento 5 Stelle gli rifarà il verso con la frase: "Matteo, esci da questo Twitter". Finito l’incontro, nel pomeriggio, il governo ha incassato anche la fiducia alla Camera sul decreto lavoro, il famoso Job Act, che modifica le norme sui contratti a termine e l’apprendistato. 344 sì e 184 no.

Sgravi fiscali, fondi ue e debito - Si è parlato innanzitutto di sgravi fiscali e rilancio dell'economia. "Ho preso un impegno con le partite Iva, gli incapienti e i pensionati di proseguire il lavoro iniziato con i dipendenti di abbassamento delle tasse". Quanto al debito, c’è un "ragionamento complesso. Le cifre che citi si riferiscono al rapporto sul Pil che in questo anno è stato negativo. Comunque sì" ha detto Renzi rispondendo a chi gli chiede se con il debito in aumento dal 127% del 2012 al 132,6% del 2013 il governo saprà rispettare i vincoli Ue. Sui fondi Ue invece ammette che "dobbiamo utilizzare meglio e che sono tanti e spesso sono non spesi o spesi mal".

I buoni del tesoro - Rispondendo direttamente a un follower, Renzi arriva a parlare anche dei buoni del tesoro, quelli che lo stesso nonno del premier detiene: "L’Italia non corre il rischio di una ristrutturazione del debito pubblico come è successo in Grecia e quindi i possessori di Bot possono stare tranquillo. Nonno può non preoccuparsi", scrive Renzi.

Lo stop a Bondi - In diretta avviene anche lo stop a Sandro Bondi, ex ministro della Cultura con Silvio Berlusconi, che questa mattina ha gridato il fallimento di Forza Italia e dato il proprio assenso per un approdo nel Pd di Renzi. La replica del presidente del Consiglio è affidata a un cinguettìo: "Anche no, grazie. Bondi è stato innamorato di Berlusconi, e naturalmente sta dall'altra parte del campo".

Ddl Province - Incalzato da un utente che gli chiede le reali conseguenze del ddl Delrio, che trasforma le Province in enti di secondo grado, il premier risponde: "Intanto, abbiamo eliminato i politici dalle Province, poi andremo sugli uffici periferici. Faccio un esempio: che senso ha che la Ragioneria centrale dello Stato abbia le sedi in tutte le Province?". 'Fulminato' dal capo dell'ufficio stampa, il premier si stoppa e chiosa: "Ho fatto un esempio".

Taglio stipendi - Altro argomento di dibattito è stato il taglio agli stipendi dei parlamentari: "Facciamo di più: tagliamo direttamente un terzo dei parlamentari". Il riferimento è alla riforma del Senato che - assieme all'Italicum - è il vero motivo di vanto e la vera sfida del governo, ma che mette paura per il formarsi della minaccia dell'asse di minoranza dem-M5S. Poi un accenno anche alla legge di scambio politico mafioso, passata lo scorso 16 aprile al Senato. A proposito del 416ter, punto di discussione con il M5S, il premier dice: le pene "non è che sono state abbassate. Semplicemente, prima non c'erano proprio. Le abbiamo introdotte noi".

Gli 80 euro - Non potevano mancare domande sui tanto discussi 80 euro. "Ho preso impegno di proseguire nel lavoro iniziato con i dipendenti di abbassamento tasse", risponde a chi gli ricorda che gli 80 euro in più in busta paga da fine maggio non riguarderanno tutti coloro che oggi si trovano in difficoltà. E ancora, incalzato dagli utenti, ribatte che gli 80 euro non sono uno spot elettorale. "E' l'unico provvedimento della storia delle campagne elettorali che arriva dopo le elezioni. Ma di che parliamo? Non è un provvedimento elettorale, ma è una rivoluzione nel concepire il rapporto tra Stato e cittadini. Si inizia a restituire e i politici stringono la cinghia. Non c'entra il giorno delle elezioni, questi soldi non li vedi prima del voto, il problema si pone dal 27 maggio. Quelli che dicono,ma che sono 80 euro sono i millionari".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • salvatore.visco

    24 Aprile 2014 - 09:09

    le risposte mi soddisfano tutte ; non sono spot elettorali ; dalle reazioni inconsulte degli oppositori istituzionali si comprende che la strada intrapresa è quella giusta

    Report

    Rispondi

  • gregio52

    23 Aprile 2014 - 22:10

    Sono veramente stanco di sentire questo "sfascia Italia" e di tutti coloro che lo esultano perché il giorno che avranno il dolore a "posteriore" in quanto si accorgeranno di essere stati presi in giro , starò sulla sponda del fiume a godere del male altrui. Quanto a Renzi posso solo dire che ha studiato molto bene le scienze dell'informazione dove insegnano a fregare con "false" promesse.

    Report

    Rispondi

  • carlo58

    23 Aprile 2014 - 20:08

    che imbroglione matricolato.

    Report

    Rispondi

  • pino&pino

    23 Aprile 2014 - 19:07

    arwen . Il PIL no, ma il PILO come cresceva..... ti ricordi?

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog