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La mostra

Wim Wenders. America: gli scatti del cineasta tedesco in mostra a Varese

La sintesi potrebbe stare tutta nel titolo di uno dei suoi più celebri film: Paris, Texas. Ossia Wim Wenders e l'America. O meglio Wim Wenders. America, dal titolo della mostra fotografica degli scatti del cineasta che si apre oggi, venerdì 16 gennaio, a Villa e Collezione Panza a Varese. Il quasi 70enne maestro del cinema, nato a Dusseldorf, Germania, il 14 agosto 1945, rivela gli scatti con cui ha immortalato il Nuovo Mondo, da Las Vegas a Marfa, da Houston fino a Santa Fe, da New York al Mojave Desert, passando per i ritratti del Dennis Hopper di Easy Rider o del maestro Edward Hopper, due amici.

"Forma alle nostre vite" - La mostra - che si terrà fino al 29 marzo e a cura di Anna Bernardini, Catalogo Silvana Editoriale - narra l'America di Wenders attraverso 34 fotografie. "I paesaggi danno forma alle nostre vite, plasmano il nostro carattere, definiscono la nostra condizione umana - spiega Wenders, al quale quest'anno verrà consegnato l'Orso d'oro alla carriera al Festival di Berlino - e se sei attento acuisci la tua sensibilità nei loro confronti, scopri che hanno storie da raccontare e che sono molto più che semplici luoghi”.

"Fate silenzio" - L'arco di tempo coperto dalle fotografie del maestro de Il cielo sopra Berlino è ampio: dalla fine degli anni '70 fino al 2013: ambienti, paesaggi, architetture, strade. Negozi vuoti, un supermarket, quel drive-in simbolo degli States, un grattacielo e anche Ground Zero. Scatti a loro modo sacrali, e protetti da una chiara indicazione con cui vengono introdotto a Villa Panza: "Fate silenzio". Il percorso dell'esposizione è cronologico e tematico, le immagini instaurano una sorta di dialogo con il contesto della villa, negli spazi del piano terra, poi al primo piano e quindi nelle scuderie. Un sottile filo rosso che accompagna il visitatore lungo l'esposizione alla scoperta della personalissima lettura dell'America di Wenders.

Stile cinematografico - Il ritratto degli States offerto dal regista ricalca il suo stile cinematografico: grandi fotografie, scatti che paiono fotogrammi dei suoi lungometraggi, quella sensazione di "vuoto" molto familiare a chi conosce la sua filmografia. Wenders spiega: "I luoghi sono più onesti, svelano i loro segreti più delle persone, per questo prima di uno scatto passo tantissimo tempo da solo in quei posti, per coglierne la vera emozione". Il cineasta si definisce "un artigiano che utilizza la luce": non è un caso che il suo ultimo film, Il Sale della Terra (2014), sia dedicato a Sebastião Salgado, il celebre fotografo brasiliano.

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