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La grande bellezza

Roma, dopo i maiali tocca ai cinghiali. La Capitale è diventata un porcile

A volte ritornano. Grufolanti, pelosi e minacciosi: niente affatto teneri con chi se li ritrova davanti. In principio erano i maiali di Boccea, quartiere di Roma nord, immortalati mentre rovistavano tra i cassonetti carichi di rifiuti. Simbolo del lerciume dilagante, dell’assenza di igiene, della decadenza della grande bellezza capitale, si è scoperto poi che i suini di Boccea facevano parte a pieno titolo di quel «mondo di mezzo» scoperchiato dall’inchiesta su mafia capitale, connubio tra politica e corruzione. Più la città era sporca e più le coop degli amici della cupola incameravano affari e denari. A gestire il caos dei maiali, allora, dicembre 2013, ci ha pensato la cooperativa 29 giugno di Salvatore Buzzi, ora in carcere. Pronto intervento anti-suini. E il Campidoglio ringrazia: liberi dai porci.
Ora però ci risiamo. E stavolta in via Cassia, importante arteria consolare romana che corre dalle zone vip della movida della Roma bene fin su alla Toscana. Costeggia prati e tenute, parchi pubblici e privati, circoli e comprensori in dall’Olgiata alla Giustiniana: dovrebbe essere super curata, invece, è devastata dai cinghiali. E questa volta Buzzi e i suoi sodali non c’entrano.
I cinghiali sono animali selvatici, scavano buche nelle recinzioni e se ne vanno a zonzo. Raccontano che l’altro giorno una scrofa è sbucata da un pertugio lungo la rete del parco dell’Insugherata seguita da sei cuccioli. Ha spaventato i pendolari in attesa dell’autobus 301. Per Repubblica si tratta di «una scena ormai ordinaria a Roma Nord». La zona è invasa. E, come capita spesso, non si sa mai chi di sia la competenza. Non del presidente del XV municipio, Daniele Torquati, che però ha promesso di farsene carico perché almeno tocca la sicurezza dei cittadini di quel quartiere. Non del commissario del parco di Veio, Giacomo Sandri, che due mesi fa ha scritto al prefetto Giuseppe Pecoraro per dire che non è più solo un fatto ambientale, ma di ordine pubblico.
Sandri, sprezzante delle critiche che gli muovono gli animalisti più convinti, ha spiegato che «servono delle squadre di tiratori scelti per abbattare i cinghiali che dimorano in città, come viene fatto in Germania». Insomma, la ricetta è assoldare dei cecchini per fare fuori questi mammiferi artiodattili la cui carne, com’è noto, è prelibata e molto ambita. A differenza dei maialini, infatti, il cinghiale, con mantello scuro e aspetto massiccio, fa paura agli uomini. Ma il ricorso alle armi per liberarsi dal problema degli ungulati non piace all’Enpa (ente nazionale protezione animali): «Affrontare la questione con i fucili è inutile oltre che crudele. Meglio seguire un approccio scientifico con metodi ecologici. Ad esempio provvedendo alla riparazione delle recinzioni già esistenti, oppure alla sostituzione con altre più adeguate». L’importante, fa notare l’Enpa, è stanziare fondi per realizzare tali interventi. E, ad esempio, RomaNatura, che è l’ente regionale preposto a gestire le aree naturali protette del territorio locale, ha già fatto sapere che certi lavori sono a carico del richiedente, cioè dei privati che dimorano o hanno attività all’interno del parco e non vogliono più subìre danni dagli animali.
A sentire le testimonianze dei residenti della zona, gli esemplari vaganti sulla Cassia sono «pericolosissimi». Uno ha già ucciso un ignaro cagnolino, altri hanno tentato di entrare nei condomini in cerca di cibo. «Abbiamo paura a uscire di casa, a giocare a tennis all’aperto», è la denuncia. Regna il panico. E dopo i maiali nella monnezza, i topi a scuola e i combattimenti tra cani, Roma affonda tra i cinghialoni grufolanti.
Non esattamente la grande bellezza.

di BRUNELLA BOLLOLI

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Commenti all'articolo

  • allianz

    07 Febbraio 2015 - 00:12

    Una vecchia storia diceva"...Accadeva in un tempo assi lontano,adesso in quei luoghi ci hanno fatto il vaticano"Sono passati 2000 anni ma la storia si ripete.Ci voleva Marino.

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  • deltabravo

    06 Febbraio 2015 - 17:05

    Mondezza è il termine x enunciare i ns parlamentari e le loro lobby di ladri democratici e dediti solo x necessità istituzionali a tale opere di beneficenza

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  • baffodoro

    06 Febbraio 2015 - 17:05

    .....aaromma....gapitale....? E pure vuole soldi per fare il "mestiere"..... di capitale? Begli stronzi: aveva ragione Bossi......e loro sono proprio così ......."roma ladrona"..............!

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  • gregio52

    06 Febbraio 2015 - 14:02

    E tutto grazie a questa sinistra che si proclama come la salvatrice di questo Paese. Marino ne è la giusta fotografia, il NULLA come tutta questa classe politica. Gente Ipocrita strafottente cafona che dovrebbe ritornarsene alle origini prima che in Italia si formi veramente una classe di popolo rivoluzionaria che certamente non farebbe sconti a nessuno.

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