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Cornice underground

La "danza di opere" di Coda Zabetta e Valsecchi in mostra a Garage Soccol

E' in una cornice underground e industriale che si incrociano gli sguardi di due artisti contemporanei di successo, Roberto Coda Zabetta e Carlo Valsecchi. Le loro opere sono infatti esposte fino al 7 marzo nel Garage Soccol, storico salone d'auto milanese, in via Procaccini 29. I loro ultimi lavori si intrecciano in un ritmo incalzante che richiama una danza artistica: "La nostra mostra non ha titolo, ne ho pensati molti, ma li ho esclusi tutti", spiega l'organizzatrice, Paola Clerico. "Quello che ho abbandonato più a malincuore è stato pas de deux: un termine a me caro, che nel balletto definisce l'esecuzione di una sequenza di passi a due".

Le opere in esposizione al Garage Soccol sono "atemporali e a-spaziali", ma al contempo evocano tempo e spazio. Rimandano a un tempo fluido, non determinato e raccontano di uno "spazio non definibile, ordinato non solo su parallele e ascisse, ma fortemente connotato tridimensionalmente da spostamenti circolari, centrifughi e centripeti. Come la coreografia di un balletto, queste opere sono una sequenza di finestre, aperture sul movimento e sulla trasformazione della materia oltre la materia; multiple visioni non definite di mondi e di particelle di mondi possibili per dare visione al non-visibile. Qui risuonano nella mia mente le parole di Calvino sulle Metamorfosi di Ovidio nelle Lezioni Americane: "La conoscenza del mondo passa attraverso la dissoluzione della compattezza del mondo".

di Eliana Giusto

@giocattolirock

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