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Arte contemporanea

Un campo di grano sotto i grattacieli di Milano

"Là dove c’era l’erba ora c’è una città e quella casa in mezzo al verde ormai, dove sarà?", cantava Adriano Celentano ne "Il ragazzo della via Gluck". Ma a Milano succede esattamente il contrario e là dove c’era il cemento presto ci sarà addirittura un campo di grano, 5 ettari coltivati all’interno dell’area di Porta Nuova, tra grattacieli ed edifici futuristici. Per una volta, insomma, sarà la natura ad invadere la città e non il contrario.

Il precedente è newyorkese, datato 1982, anno in cui Agnes Denes, una delle principali figure dell’arte concettuale americana, realizzò la sua opera d’arte ambientale, "Wheatfield" (Campo di Grano) a Battery Park City con l’obiettivo di riportare l’attenzione del pubblico su alcuni valori sempre più trascurati dalla società globalizzata, come la condivisione del cibo e dell’energia, la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, la crescita sociale ed economica nel rispetto della qualità della vita degli individui e delle comunità.
Ora arriva a Milano, grazie a Fondazione Riccardo Catella, in collaborazione con Fondazione Nicola Trussardi e Confagricoltura, che hanno rivolto l’invito ad Agnes Denes in occasione di Expo 2015. Da marzo a ottobre 2015 un campo di grano verrà seminato, coltivato e raccolto nel centro di Milano, all’interno dell’area di Porta Nuova, oggetto di un’ampia riqualificazione grazie a un piano urbanistico dal forte impatto architettonico che ha ridisegnato lo skyline della città. Cinquantamila metri quadrati all’interno dell’area che ospiterà il futuro parco pubblico la "Biblioteca degli Alberi".

Per realizzare il campo di grano a Porta Nuova verranno trasportati nell’area 15.500 metri cubi di terra da coltivo, verranno utilizzati 1.250 chili di sementi di grano della tipologia Odisseo (250 chili per ettaro) e circa 5.000 chili di concime. Un intervento spettacolare, dunque, ben più grande di quello realizzato a New York su un’area di un ettaro (e nonostante le dimensioni più ridotte è rimasto nella memoria collettiva come una delle opere di arte ambientale più celebri). "Fare arte oggi significa assumersi delle responsabilità nei confronti dei nostri simili. Siamo la prima specie che ha la capacità di alterare consapevolmente la propria evoluzione, fino a porre fine alla propria esistenza", spiega l’artista.  "Abbiamo preso in mano il nostro destino, e il nostro impatto sulla terra è stupefacente. A causa del nostro incredibile ’successo' stiamo stravolgendo il pianeta, sperperando le sue risorse". "Siamo giovani, come specie, e ancora più giovani come civiltà e, come bambini spericolati, avviamo processi che non sappiamo controllare. Credo",  conclude Agnes Denes, "che il nuovo ruolo dell’artista sia quello di creare un’arte che vada oltre la decorazione, l’oggetto e il suo uso politico; un’arte che metta in discussione lo status quo e le infinite contraddizioni che accettiamo e approviamo. Un’arte che inneschi e ravvivi il pensiero".

Wheatfield non è soltanto un’opera d’arte ma un invito all’impegno che coinvolgerà centinaia di cittadini nelle fasi della coltivazione: dalla semina al raccolto alla trebbiatura, grazie al supporto degli agricoltori di Confagricoltura. L’opera è il cuore del progetto "MiColtivo. The Green Circle" dedicato all’agricoltura urbana, che rientra nel palinsesto di iniziative dedicate alla Porta Nuova Smart Community, promosso da Fondazione Riccardo Catella per il 2015.

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Commenti all'articolo

  • alippo

    28 Febbraio 2015 - 01:01

    Cui prodest visto che sarà provvisorio e a chi venderanno il grano raccolto in una area a forte contaminazione dell'aria? E quanto costa questa bellidea fatta e difatta?

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