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L'evento a Roma

"Mille Patrie", il laboratorio della nuova destra da Salvini a Buttfauoco e Pegida

“Sulla pista dell'aeroporto di Catania comandano i carabinieri”. E' citando Bettino Craxi che Pietrangelo Buttafuoco termina il suo intervento a Mille Patrie, convegno organizzato da Il Talebano poche ore prima del corteo di sabato 28. Il leader Matteo Salvini ha da poco abbandonato il centro convegni di Trastevere, quando l'intellettuale siciliano conclude un un discorso che, come nel suo stile, mescola l'attualità alla cultura, condendo il tutto con una spruzzata di tagliente ironia. D'altronde, il riferimento a Craxi non è casuale: main topic della giornata è la sovranità dell'Italia e degli stati europei messa in discussione dalle politiche della Merkel e di Bruxelles.

Città blindata - Facciamo un salto indietro di qualche minuto, al nostro arrivo a Roma. Sono migliaia gli agenti schierati e i cartelli luminosi sul Lungo Tevere ci avvisano che causa manifestazione ci saranno problemi alla circolazione. Sono tornati gli olandesi? Macché, la solita minestra ribollita dei centri sociali che, dopo l'Era Cav, sono rimasti un po' a corto di nemici e sperano che Salvini non li "deluda". Il corteo antifa ha messo in allarme la Capitale che, dopo lo scempio perpetrato dagli hooligans del Feyenoord , ora non vuole correre rischi.

Altra Italia - Torniamo al convegno. Chi si aspettava di trovare un concentrato di "lumbard" ci sarà rimasto male, perché attorno ai relatori si stringe una folta folla di ogni origine geografica, dai romani ai siciliani. Si ascolta, ma si interviene anche, parlando non di "Nord" e di "Sud" ma di Italia. I tempi del "celodurismo" leghista, del "prima i padani" sembrano passati. Crisi, diminuzione del potere d'acquisto, calo del prestigio e del ruolo internazionale dell'Italia, sudditanza a Bruxelles sono la malta che tiene insieme l'altra Italia di Salvini.

Kubitschek: "Ecco cos'è Pegida" - Tra gli ospiti più attesi c'è il movimento tedesco Pegida, rappresentato a Roma da Goetz Kubitschek. Riusciamo a rivolgergli qualche domanda, grazie anche al "bilingue" Steinmann. Perché ha accettato l'invito del Talebano? “Mi è stato spiegato che la mia presenza qui a Roma sarebbe stata importante al fine di poter spiegare cosa siamo, dato che gli organi di informazione sembra non diano un'immagine chiara di Pegida". Che cosa siate è una domanda che si sono posti in molti. Sorride: "Siamo la distanza tra ciò che raccontano la Merkel e i giornali e le necessità, vere, del Popolo". Conservatori o progressisti? "Paradossalmente siamo conservatori che difendono l'unica cosa della quale i conservatori tedeschi non parlano: l'identità". Salvini, Marine Le Pen: puntate a creare un blocco identitario europeo? "Non siamo un partito, né un'organizzazione forte ma una spontanea reazione di cittadini. E al momento non abbiamo aspettative precise. Inoltre in Germania i gruppi identitari sono molto più indietro rispetto all' Italia e alla Francia". Avete un manifesto programmatico? "Sì, di dieci punti. Ma il principio motore del movimento è la verità, la verità della gente, del quotidiano. Chiedete alle persone di dire la loro e vedrete che così facendo metterete in crisi la politica e l' informazione poco corrette".

Network giovanile - In sala anche molti ragazzi, quelli delle associazioni che hanno accettato l'invito de Il Talebano e coloro che animano il dibattito. Tra questi ultimi, l'eurodeputato leghista Lorenzo Fontana, ufficiale di collegamento fra Pegida, Bloc Identitaire (Verdon) e il Carroccio. Un compito, il suo, che ha permesso alla Lega di trovare un interlocutore col quale confrontarsi su tematiche comuni e con il quale cercare nuovi spunti. Un avvicinamento graduale e non privo di ostacoli: “Fui io stesso - ha spiegato Fontana – a far conoscere Marine Le Pen a Salvini nel settembre 2013. Pur non essendo Matteo ancora segretario, quella sincronia aveva comunque destato qualche mal di pancia: prima gli inviti a lasciar perdere il FN, poi l'ufficio del gruppo consiliare trovato a soqquadro”. Difficoltà a parte, l'intesa ha dato i suoi frutti. Ha permesso, ad esempio, che un intellettuale siciliano come Buttafuoco si avvicinasse ad un movimento indicato (fino a tempi non sospetti) come espressione del solo Nord. Ha promosso la conoscenza tra le realtà locali romane e meridionali e la Lega e ha consentito un'apertura degli ambienti di destra e di centro-destra al progetto di Salvini. Apertura confermata dalle presenze e dagli interventi alla manifestazione pomeridiana. Accanto a Fontana c'è Vincenzo Sofo, il "capo" Talebano promotore coi suoi ragazzi dell'incontro Mille Patrie e che, probabilmente, sarà uno dei giovani protagonisti della nuova sfida che di lì a poco Salvini avrebbe lanciato da Piazza del Popolo.

di Marco Petrelli 
@marco_petrelli

 

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