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Arrestati

Strage di migranti, gli scafisti si nascondevano tra i superstiti

Mohammed Alì Malek e Mahmud Bikhit erano sulla nave Gregoretti tra i superstiti arrivati a Catania la notte tra lunedì e martedì, ma sono stati arrestati. Ventisette anni il comandante Alì Malek, tunisino, e 25 anni il suo aiutante siriano Bikhit: sono loro i due scafisti fermati per la tragedia libica. Il comandante è accusato di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina; il componente dell’equipaggio solo per quest’ultimo reato. La procura ha chiesto che venga effettuato l’esame dei testimoni con incidente probatorio per garantire "riservatezza e genuinità" delle dichiarazioni.

Un arresto a Bolzano - Sempre ieri la polizia di Bolzano, in collaborazione con le squadre mobili di Trapani e di Reggio Calabria, ha invece fermato un 19enne senegalese accusato di essere stato lo scafista di un barcone affondato il 12 aprile, a 80 miglia dalle coste libiche. Il senegalese è stato rintracciato in un centro di prima accoglienza, dove era in attesa della risposta alla sua richiesta di asilo.  Mohamed Diatta, questo il nome dell presunto scafista, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Trapani. Secondo le risultanze investigative il giovane si sarebbe alternato con il senegalese Mbaou Da alla guida di un’imbarcazione in legno di circa 20 metri, salpata dalla cittadina libica di Zouara con a bordo 500 migranti di varia nazionalità. Il presunto complice è già stato fermato lo scorso 17 aprile dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria. Grazie ai testimoni ascoltati si è appurato che il giovane fermato sarebbe stato il comandante dell’imbarcazione.

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Commenti all'articolo

  • marari

    22 Aprile 2015 - 17:05

    E appena sbarcati si nascondono in mezzo a noi, quindi appena individuati, vanno affogati.

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  • mrcinquantatre

    22 Aprile 2015 - 13:01

    due pezzi di merda, da ammazzare subito.

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