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Sinistra contro destra

Rogo alla libreria Ritter. Battarra: "Danni ingenti. Milano ricettacolo centri sociali per periodo Expo"

Il signor Marco Battarra ha 57 anni e, fino a ieri, gestiva la libreria Ritter in via Maiocchi a Milano, non molto distante da Corso Buenos Aires. Fino a ieri perché, attorno alle 4 del 28 aprile, un ordigno incendiario l'ha distrutta. "L'impianto elettrico è fuso, I pc andati – spiega Battarra – senza contare i volumi, molti dei quali intatti ma coperti di fuliggine che, mi creda, non è cosa da poco. Senza contare, poi, la polvere degli estintori. I danni ci sono e sono tanti".

La libreria Ritter è un esercizio che da anni propone testi di storia militare e di dottrina politica, ma anche romanzi e opere di piccole case editrici sovente escluse dai grandi circuiti di distribuzione. Al telefono Battarra ha un tono calmo, quello che, nell'immaginario collettivo, ha l'imprenditore del Nord sempre operoso e che non si perde d'animo e pensa già a ricominciare. Sì, ricominciare, una parola di questi tempi! Ma perché prendersela con una libreria. Ciò che gli è accaduto non è l'opera di una mano anonima, né di un mitomane o di uno squilibrato: "attenzioni" le hanno ricevute pure la sede di Forza Nuova di via Palmieri e quella dell'Ugl. E il tutto a poche ore dal convegno organizzato da Destra civica per Milano al Consiglio di Zona 3 (a due passi dal luogo del rogo),
Milano is burning – le radici dell'odio. L'incontro, al quale erano invitati tra gli altri Ignazio La Russa e Vincenzo Sofo (capo "Talebano"), è incentrato sul ricordo e sulla ricostruzione della morte del diciannovenne del MSI Sergio Ramelli, assassinato nel 1975 da attivisti di Avanguardia Operaia in via Amadeo.

Una settimana difficile per il capoluogo lombardo: ogni anno, infatti, le celebrazioni per Ramelli, Mussolini e Pedenovi scatenano i centri sociali e gli anti-fascisti. E poco importa se le commemorazioni sono private e si svolgono per pochi minuti sui luoghi di morte. "In questo periodo – continua Battarra – Milano è ricettacolo di elementi dei black block e dei centri sociali di mezza Europa per via dell'Expo". Individui venuti in Italia non certo per visitare i padiglioni e che contribuiscono al disordine già provocato da chi proprio non vuole accettare che fascismo e comunismo siano pagine di un libro chiuso. E a farne le spese, come sempre, sono cittadini che ci rimettono soldi per una macchina distrutta, una moto sfasciata o, peggio, un esercizio devastato dalle fiamme. Sono tanti i messaggi di solidarietà su Facebook, molti quelli dell'ambiente di destra, un universo diviso in mille rivoli, spesso in competizione sul futuro politico e sul passato comune, incapace di trovare una unità e di dare una risposta adeguata sia alla sinistra che opera in Parlamento, sia a quelle schegge impazzite che fanno della Storia un'arma per colpire gente che lavora e che si sacrifica.

di Marco Petrelli
@marco_petrelli

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