Cerca

Diritti civili

Pride a Roma, in migliaia in piazza chiedono le nozze gay. Marino porta lo striscione

Carri, bandiere e palloncini arcobaleno, drag queen, musica dance anni ’70. Sono migliaia in piazza della Repubblica, a Roma, per il Roma Pride che percorrerà le strade della Capitale fino a piazza Venezia. "Liberiamoci" è lo striscione che campeggia sul bus rosso inglese a due piani che apre il corteo, al quale sono attese oltre 200 mila persone, assicurano gli organizzatori. "In questa edizione abbiamo venti carri e, rispetto agli scorsi anni, la piazza già trabocca", spiega il portavoce del Roma Pride, Andrea Maccarone, presidente del circolo Mario Mieli, dicendosi "molto felice di poter ospitare la rappresentanza dell’ambasciata britannica e la comunità irlandese in Italia, che ha voluto essere qui con noi dopo aver votato il referendum".

Marino in prima fila - In testa al corteo c'è anche lo striscione del Comune di Roma, con il sindaco della capitale, Ignazio Marino, in prima fila. "Chiediamo una legge sui matrimoni, sulle adozioni, sull’identita di genere", aggiunge Maccarrone, ed "è importante la presenza del sindaco che l’anno scorso si è impegnato a istituire il registro delle unioni civili e lo ha fatto: dunque il comune manifesta a pieno titolo, anche perchè questa è una festa della città, un patrimonio comune". La giornalista Federica Sciarelli è testimonial dell’evento. "Mi porterò la Costituzione, così potrò leggere l’articolo 29, che riconosce i diritti della famiglia ma non specifica che la famiglia deve essere formata da un uomo e una donna. A quanto pare i costituenti, con la loro carta dei diritti e dei doveri, devono aver guardato più lontano di noi", aveva annunciato. Testimonial d’eccezione anche Vittoria Schisano, attrice che, nel 2011, dopo aver dichiarato la propria transessualità, ha intrapreso il percorso di cambio di sesso. In piazza sono già presenti, tra gli altri, l’ex parlamentare Vladimir Luxuria e il capogruppo di Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola.

Un carro dedicato a Renzi - Da una parte "il verso giusto" che indica tutti i paesi che hanno legalizzato le unioni omosessuali, come Irlanda, Paesi Bassi e Brasile. Dall’altra "il verso sbagliato", dove sono citate quelle nazioni considerate omofobe come Russia, Egitto, Cina e Iran. In mezzo, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, immortalato nell’atto di tendere l’orecchio in ascolto. A lui il circolo Mario Mieli ha voluto dedicare il carro che sfilerà oggi al Roma Pride, "per invitare il Governo italiano a prendere finalmente una posizione chiara sui diritti della comunità Lgbt e a promuovere le leggi necessarie per una loro effettiva tutela".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • eziocanti

    29 Giugno 2015 - 14:02

    Bello lo spettacolo messo in piedi da questi poveracci !! O sono ammalati o sono pervertiti sessuali. Non mi vengano a parlare di diritti, qualsiasi contratto tra due persone di qualsiasi genere può essere regolarmente sottoscritto davanti ad un notaio, non cambierebbe proprio nulla. Ez.

    Report

    Rispondi

  • gigi primo

    14 Giugno 2015 - 12:12

    che schifo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Report

    Rispondi

  • aquasimplex

    13 Giugno 2015 - 22:10

    Viste le immagini della parata trasmesse dai telegiornali, difficilmente si potrebbe definire un bello spettacolo. Si è visto di tutto, meno che decoro e dignità. Peccato.

    Report

    Rispondi

  • lupoWolf

    13 Giugno 2015 - 17:05

    Il sindaco Marinella in prima fila,e tutta contenta questa pazza. Mandiamolo a casa prima che combini altri guai.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog