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Arte e tecnologia

Siena, la bellezza della città diventa divina con il 3D

Se al cinema la Bellezza di Paolo Sorrentino era Grande, Siena la innalza a Divina, proiettando su se stessa la propria storia, quella di una città che 700 anni fa pensava talmente in maiuscolo da voler costruire la cattedrale più grande della cristianità. Un monumento a Dio e alla Madonna e, in parte, a quella mai sottaciuta megalomania cittadina, fermato solo dalle umane miserie che, nel caso, rispondono al nome di errori di progettazione, la micidiale Peste Nera del 1348 (in Europa la stima dell’epidemia parla di 20 milioni di morti su di una popolazione di 60 milioni di abitanti) e la definitiva sospensione dei finanziamenti al progetto da parte del Comune nel 1357.

Oggi il sogno dei senesi del 1300 torna a vivere virtualmente, ma con emozioni tangibili e intense, grazie a La Divina Bellezza - Discovering Siena, un’iniziativa a cavallo tra arte, cultura, storia, tecnologia e inevitabili ricaschi turistico-commerciali, lanciata dal Comune e dall’Opera della Metropolitana in collaborazione con Filmmaster Events e Opera Gruppo Civita che oggi fanno parte di IEN - Italian Entertainment Network. Dal 24 luglio al 30 settembre un video mapping in 3D realizzato sul facciatone mai finito del Duomo Nuovo farà rivivere la storia della città e della sua cattedrale, in un viaggio nel tempo e nelle emozioni.

Tutte le sere, dopo il tramonto, due proiezioni di circa 25 minuti trasporteranno 700 persone (rigorosamente in piedi, costo del biglietto 13 euro) dentro un’esperienza visiva realizzata grazie a tecnologie all’avanguardia che permetteranno di proiettare su 800 metri quadrati di superficie immagini che “pesano” ciascuna oltre 6 milioni di megapixel. Per l’Italia si tratta di una prima volta assoluta, ma i successi di simili iniziative già realizzate ad esempio a Osaka e al Palazzo dei Papi di Avignone (oltre 75.000 spettatori in una sola stagione) lasciano intuire che presto ne sentiremo parlare anche altrove.

«Sarà un mix di immagini originali, acquistate e in movimento», spiega Alfredo Accatino, direttore creativo di Filmmasters, agenzia che fra le altre cose curerà anche le cerimonie delle Olimpiadi di Rio del 2016, «accompagnate dalle musiche originali di Diego Maggi e Gianmaria Serranò. Potremmo ammirare in un modo tutto nuovo Duccio, Donatello, Nicola Pisano. E ci sarà spazio per Siena, il suo territorio, la sua gente e il suo essere. Sintetizzando: passione e bellezza».

Ci sono voluti circa sei mesi per preparare il tutto e diverse centinaia di migliaia di euro (in parte investite dall’Opera del Duomo) per uno spettacolo in cinque atti, durante i quali rivivrà la Siena dell’epoca d’oro, quella del Duecento e del Trecento, gli anni della ricchezza, dell’enorme influenza politica e culturale sul mondo di allora, realtà imprescindibile nel passaggio tra Medioevo e Rinascimento. E, giocoforza, sarà protagonista la tragedia della peste che, se allora spezzò l’utopia della cattedrale e del primato cittadino sulla Toscana (e forse sull’Italia stessa) e segnò la fine di un'epoca, oggi viene superata con la realizzazione del sogno, la costruzione del Duomo Nuovo che prenderà magicamente vita con proiezioni in 2D e 3D.

«È un’imperdibile occasione per raccontare alla città in un modo nuovo e insolito i suoi luoghi, la sua storia e i suoi capolavori artistici», esclama Gian Franco Indrizzi, rettore dell’Opera del Duomo. «È intorno al Tesoro della cattedrale che abbiamo voluto concepire questo show, tanto che si svolgerà in concomitanza con la scopertura straordinaria del pavimento del Duomo, che non ha uguali nel mondo. Inoltre, la Divina Bellezza non si esaurirà a settembre, dato che il progetto è articolato su tre stagioni e ripercorrerà tutta la storia della città».

Piccola postilla. Chi si aspetta riferimenti al Palio resterà deluso. L’organizzazione non ha trovato l’accordo con il Magistrato delle Contrade e il Consorzio della tutela del Palio per coinvolgere la celebre corsa di cavalli: se ne parlerà ancora in inverno, a bocce ferme. Certo che se i senesi avessero mostrato una simile attenzione al momento giusto anche per le vicende del Monte dei Paschi...

di Tommaso Lorenzini

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