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Panino di coccodrillo e burger di alghe, a Expo si mangia strano

Per chi si aspettava scorpacciate di insetti fritti o al cioccolato, liquori al serpente e il temutissimo pesce palla, la delusione è stata cocente. A Expo non c'è nulla di tutto questo. Le normative italiane parlano chiaro a tal proposito e nonostante l'area espositiva goda di alcune deroghe, insetti e compagnia bella per ora non toccheranno i palati dei visitatori dell'Esposizione Universale. Le voci dei più informati e che si rincorrono nelle ultime settimane, parlano però di un arrivo importante. A fare capolino nei piatti del padiglione Angola potrebbero essere le larve. Degne sostitute di tutte quelle cavallette, vespe e scorpioni di cui, a oggi, non vi è nemmeno l' ombra. Questo, però, non significa che a Expo non si possano gustare cibi particolari, a volte particolarissimi e - soprattutto per noi italiani - dal sapore di dubbio gusto.

Tra i cibi più particolari di certo c' è il coccodrillo che viene servito in mezzo a un gustoso panino. Arrivato solo da qualche giorno, si può gustare nell' area espositiva dello Zimbabwe, all' interno del Cluster Cereali e Tuberi, situato quasi all' estremità del Decumano. Attesissimo, aveva fatto il suo primo ingresso all' interno di Expo nei primi giorni dell' Esposizione ma era andato a ruba e terminato in un paio di giorni. Tornato oggi, in quantità industriali, viene venduto in un comodo menù denominato Crocco Burger che per 15 euro offre l' ambitissimo panino con un contorno di patatine.  In Italia, è arrivato grazie al regolamento UE n. 329/2015 predisposto dal ministero della Salute proprio per Expo e dopo 140 analisi di laboratorio microbiologiche e chimico-tossicologiche. Il sapore non è per nulla strano: il primo boccone sembra pollo, poi si scopre una certe attinenza al pesce. Insomma, un pastrocchio. Ma va provato.

Tra i cibi del futuro, anche le alghe. In Expo si trovano un po' ovunque, fritte e in insalata come ci ha abituato la cucina cinese. La variante più strana spetta però all' Olanda che nel suo padiglione vende l' ormai celeberrimo Weed Burger (8,50 euro), un panino verde che contiene un hamburger realizzato con alghe da allevamento sostenibile.

Tra le bevande, la più ricercata doveva essere il liquore con il serpente, tipico del Vietnam. A onor del vero, all' interno del padiglione, potrete trovarne alcune bottiglie ma solo in esposizione. Qui, la deroga non è arrivata e per ora la bevanda, pericolosissima e al tempo stesso considerata afrodisiaca, non sarà commercializzata. Ma non disperate. Afrodisiaco è il Locos Mayo, il piatto proposto dal padiglione Cile e che unisce un particolare mollusco raccolto a mano dagli scogli cileni a insalata e maionese.

A essere speciali, a volte, sono anche le combinazioni di sapori nei piatti. Se vi abbiamo incuriositi, perché non provate per esempio il Koresh, un piatto a base di carne e frutta (fresca o secca) al padiglione Iran o il tacos al pastor del padiglione Messico, la tortilla con carne di maiale e salsa di spezie e peperoni accompagnata da ananas e cipolla. Carne speciale, non nuova in Italia ma di certo abbastanza rara da trovare nei banchi frigo dei macellai, la potrete addentare nel padiglione della Repubblica Ceca. Nel menù, per circa 20 euro, viene proposto un piatto a base di cervo. Un piatto solo per cuori meno teneri e che non ricollegano la bestiolina alla tenera faccia di Bambi. Provare specialità così differenti può non essere però facilissimo. Per introdurvi all' idea, un passo alla volta, partite dalle bevande. Al padiglione Colombia provate il succo di Lulu. Conosciuto anche come Naranjilla, questo frutto giallo o arancione e ricoperto di peluria dona un succo dal gusto molto acido ma ricco di sali minerali, vitamine e fibre. Sebbene venga venduto per buonissimo in molti padiglioni, la realtà è che il sapore è così strano da ricordare la corteccia di un albero. Legnosissimo.

di Marianna Baroli

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