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Ci si gioca tutto

Senato, la carica dei 70 che possono mandare a casa il governo Renzi: nomi, cognomi e fotografie

Tra poche ore entrerà nel vivo la battaglia sul Senato, quella sul ddl Boschi su cui Matteo Renzi si gioca il futuro del suo governo. I numeri sono ballerini, tra dissidenti di Pd ed Ncd, tanto che l'esecutivo potrebbe realmente subire un colpo da ko. Secondo le stime di radio-Transatlantico, le sorti dell'esecutivo sono in mano a 70 senatori, senatore più o senatore meno. In questa gallery, nel dettaglio, vi proponiamo le fotografie e i nomi dei 17 possibili voti contrari al testo che arriveranno dai gruppi di governo.

Il decimo voto - Ma, come detto, la platea di chi potrebbe decidere le sorti di Matteo Renzi è più ampia: 70 senatori, appunto, ovvero tutti gli indecisi, tutti quelli che potrebbero votare sì così come potrebbero votare contro alla riforma costituzionale. Tra loro anche gli uomini di Denis Verdini, che potrebbe salvare il premier da questa tempesta: nove senatori dell'opposizione, di dice, sarebbero pronti a votare sì al ddl Boschi. Poi c'è il decimo, D'Anna, che ad ora si tiene le mani libere: un decimo voto che, negli scenari più arditi, potrebbe rivelarsi decisivo.

Dissidenti Pd - Poi, ovvio, c'è la partita dei dissidenti democratici, capeggiati dai vari Felice Casson e Corradino Mineo. Su di loro si è espresso Luca Lotti, plenipotenziario di Renzi, che si è mostrato ottimista: "Quattro o cinque voteranno con noi". E quattro o cinque voti, in questa partita, per il governo equivalgono ad ossigeno puro.

E poi gli alfaniani... - Infine, la fronda che più spaventa Renzi, quella di Ncd, partito in subbuglio. La rivolta degli alfaniani la guida Gaetano Quagliariello: se il premier non accetterà di introdurre il premio di coalizione nella sua riforma, questo il succo del suo pensiero, l'Ncd deve votare contro. Dunque, alla riforma del Senato si intreccia l'Italicum, la riforma elettorale su cui gli alfaniani pongono le loro condizioni. Uno scenario contorto, rischiosissimo per Palazzo Chigi. E così, un vecchio lupo di mare come Augusto Minzolini, osserva divertito e commenta sornione: "Renzi non ha i voti, la falla dentro Ncd è più grande di quel che lui immagina".

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Commenti all'articolo

  • Vittori0

    15 Settembre 2015 - 17:05

    ...non ci credo.ma sarebbe interessane "pesare" il grado di democrazia del Presidente Silenzioso...

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  • arwen

    15 Settembre 2015 - 16:04

    Tranquilli, Matteo si piega ma nn si spezza. Come tutti coloro che nn hanno ideali, Matteo è pronto a sacrificare le sue "idee" di riforma all'utilità personale. X Matteo, come x chi lo ha preceduto, contano la poltrona, il potere e l'esercizio del potere, il resto è solo uno specchietto x le allodole (alias gli elettori). Le riforme di Matteo nn riformano nulla, creano solo dei vulnus democratici

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  • allianz

    15 Settembre 2015 - 15:03

    Ma quale carica...Al senato questa manica di ladri per non perdere lo stipendio e la possibilità di rubare daranno ancora fiducia al venditore di pentole.Scommettiamo?

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  • Pinkalikoi

    15 Settembre 2015 - 14:02

    Non amo Matteo Renzi e non mi dispiacerebbe vederlo cadere e sostituire da un governo più capace, ma se penso che il motivo per cui potrebbe cadere è il suo tentativo di abrogare tutti i senatori e le loro relative prebende, mi coglie uno scoramento profondo. Vinceranno ancora quelli che vogliono mantenere i 315 senatori con relative indennità e vitalizi.

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