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Coop, la verità su ciò che mangi: attenzione, da dove arrivano i cibi

Non solo latte, sono decine i prodotti a marchio Coop fatti con materie prime d’importazione: dalla pasta al prosciutto, dalle merendine ai sottaceti e all’olio d’oliva. La più grande centrale cooperativa italiana bidona i soci produttori e acquista massicciamente all’estero. Fra l’altro nelle filiere agricole più a rischio: grano, latte, olio extravergine, ortofrutta. Il risultato è imbarazzante: nel carrello e sulla tavola degli italiani finisce la legione straniera della materie prime alimentari. Non si salva praticamente nessuna linea di prodotto, neppure le referenze etichettate come «Bio» e la «Fiorfiore». Perfino le materie prime utilizzate negli alimenti per i neonati arrivano dai quattro angoli del mondo.

Scorri la gallery in alto per vedere la provenienza di ogni prodotto

Chiarisco subito un dettaglio importante: il gioco di risalire al luogo di provenienza degli ingredienti per i prodotti targati Coop è facile perché la corazzata cooperativa guidata da Marco Pedroni ha rilasciato una applicazione per i telefonini, Coop Origini, attraverso la quale si può conoscere tutto o quasi sulla marca di casa. Le referenze italiane al 100 per cento sono tante, la maggioranza. Ma una quota non trascurabile, probabilmente superiore a un terzo, tolte Dop e Doc, contiene ingredienti d’importazione. Non male per un soggetto strettamente imparentato con la Legacoop che rappresenta un'infinità di produttori agricoli e contribuisce per svariati miliardi all’output agricolo azionale.

L’inclinazione ad approvvigionarsi all’estero, lo devo dire per obiettività, non è certo una prerogativa della Coop, tutt’altro. L’industria alimentare, con poche eccezioni, fa peggio. E non lo dice. Ecco, comunque, quel che ho scoperto.

PROSCIUTTI TEDESCHI E DANESI
La legione straniera degli ingredienti è comune un po’ a tutte le merceologie alimentari. Fra gli antipasti si segnala il prosciutto crudo prodotto con carne di suino proveniente da Austria, Francia Germania e Olanda. Pure il cotto non è da meno, visto che è ottenuto da cosce danesi. La carne di bovino impiegata per la Bresaola della Valtellina Igp attraversa addirittura l’Atlantico: ai tagli di carne in arrivo da Austria e Francia se ne aggiungono di brasiliani, uruguaiani e paraguaiani. Pure la bresaola senza indicazione geografica non è nazionale, visto che arriva dall’Irlanda.

LA PASTA DEI TRE MONDI
Sorprendente anche la provenienza della semola di grano duro utilizzata per la pasta. Alla quota di prodotto made in Italy, si affiancano quelle originarie di Francia, Australia, Canada e Stati Uniti. E sempre a proposito di farine, quella impiegata nella pizza margherita surgelata è europea ma di diverse nazionalità: austriaca, francese, tedesca, ungherese e pure italiana. La mozzarella impiegata, invece, arriva tutta dall’estero, per la precisione da Germania, Olanda, Polonia e Repubblica Ceca. Facile comprendere come mai i nostri produttori di latte fatichino a vendere l’alimento bianco nazionale.

VAI COL LATTE AUSTRIACO
E proprio sul latte si è innescata poche settimane or sono una rovente polemica. Quasi l’Uht a lunga conservazione è straniero. Quello Coop non fa eccezione. Gli stabilimenti di confezionamento sono due, uno da noi e l’altro in Austria ed utilizzano soprattutto materia prima tedesca, francese, tedesca, austriaca e slovena e in quota minore italiana. Comprensibile l’incazzatura degli allevatori: se neppure il colosso cooperativo si approvvigiona di latte italiano le quotazioni possono solo precipitare.

DAI FUNGHI AL GELATO, TUTTI STRANIERI
Il paniere di prodotti italiani solo nel nome è sconfinato. Segnalo fra i tanti l’hamburger di prosciutto cotto, i funghi porcini secchi, gli gnocchi di patate, i frollini alla panna e i cetriolini sottaceto che arrivano anche dall’India. E ancora l’olio extravergine d’oliva, quello per frittura, i cappelletti emiliani, i croissant zuccherati e i formaggini made in New Zeland. Non si salva neppure il gelato alla panna e gli omogeneizzati «bio», fatti a partire da carne tedesca e austriaca.

Oltre alla galleria che compare nel post, i lettori possono togliersi lo sfizio di verificare in prima persona - anche da computer fisso – la provenienza di oltre mille referenze a marchio Coop. Qui il link da cui si accede all’elenco completo dei prodotti.

di Attilio Barbieri
attilio.barbieri@ilcasalingodivoghera.it

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Commenti all'articolo

  • Karl Oscar

    15 Maggio 2016 - 23:11

    Boicottare boicottare boicottare

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    • cane sciolto

      03 Luglio 2016 - 16:04

      Come non condividere, aggiungerei che sono anni che non comperò più alla Coop, pessimi prodotti.

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  • aaronrod

    11 Maggio 2016 - 22:10

    E c' è ancora gente che ci va alla coop.......per caritá....!

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  • infobbdream@gmail.com

    infobbdream

    11 Maggio 2016 - 21:09

    IL PEGGIOR supermercato d'italia, è la coop in genere, prodotti schifosi di marchio proprio alla pari del peggior discount, i prezzi sono i più cari di tutti, lo sconto lo hanno solo i pensionati con la tessera, tanto perché non perdano la memoria del fascismo, da non andarci, anche perché tutte le coop in genere sono truffe legalizzate dallo stato e politicamente protette dal pd.

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  • nero48

    11 Maggio 2016 - 20:08

    Sono proprio contento per i coopidioti che spendono di più e vengono in più inchi.......ti!!!!

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