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Il gesto

Ha stretto la mano al suo rapinatore. Parla l'orefice: perché l'ha fatto

L'immagine dell'orefice di Ponticelli, in provincia di Napoli, che stringe la mano al suo rapinatore sono diventate popolarissime sul web e per tutti l'uomo sembrava vittima della sindrome di Stoccolma, quella che porta a solidarizzare con i propri aguzzini. La scena che si vede dai frame diffusi dai Carabinieri sembra chiara, ma è lo stesso orefice a fare chiarezza al Mattino di Napoli, anzi a smentire ogni sospetto: "Figuriamoci se con una pistola puntata alla fronte potevo fare amicizia con l'uomo che mi teneva sotto tiro... roba da pazzi". Una delle ipotesi che circolavano ieri voleva l'orefice impietosito per la drammatica storia familiare del rapinatore, con una figlia malata da accudire e ovviamente disoccupato. Niente di tutto questo, come spiega l'orefice: "Il negozio è protetto da una doppia porta azionata dall'interno e il malvivente, dopo che la complice si era allontanata con il bottino, aveva bisogno di uscire. Voleva prendermi in ostaggio, ma io non avevo le chiavi, per questo si è messo a discutere con me". Il rapinatore temeva di rimanere bloccato tra le due porte, il commerciante lo ha messo davanti a una scelta: "Tu adesso mi spari e poi resti con il mio cadavere ad aspettare che arrivino i Carabinieri. Abbiamo discusso a lungo, le immagini del video che gira in rete - risalenti al 29 dicembre scorso, giorno della rapina - sono tagliate. Alla fine quello ha capito di essere fregato - ha aggiunto - e ha cercato di salvarsi la pelle. È stato allora che ha tirato fuori i documenti e ha detto: io ti lascio la carta d'identità, tu mi fai uscire e io ti riporto i gioielli. E mi ha stretto la mano. Io intanto avevo visto che all'esterno c'era movimento e ho capito che era stato dato l'allarme e che quindi le forze dell'ordine stavano per arrivare. Gli ho stretto la mano e l'ho fatto uscire". Infatti il rapinatore è stato arrestato poco lontano dal negozio e dopo due giorni si è costituita anche la sua complice.

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Commenti all'articolo

  • claudioarmc

    29 Gennaio 2016 - 16:04

    Ci credo , se avesse reagito avrebbe potuto incappare in un giudice che lo avrebbe potuto condannare anche a risarcire il ladro; fino a quando sopporteremo questo schifo?

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  • gescon

    29 Gennaio 2016 - 14:02

    Cos'è il caso del ladro onesto ? Ma fatemi il piacere. Uno ti minaccia con la pistola e lo ringrazi ? Quello è un infortunio sul lavoro. Non è un pentito.

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